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EFFETTI AMBIENTALI DEI TERREMOTI

Abstract indicatore: 
L’indicatore descrive gli effetti indotti sull'ambiente dai terremoti e rappresenta la suscettibilità del territorio italiano a tali effetti. La suscettibilità dipende dal diverso grado di sismicità presente nelle diverse porzioni del territorio italiano e dalle locali caratteristiche geomorfologiche e geologiche. Viene, inoltre, presentata una mappa dei valori delle intensità ESI (Environmental Seismic Intensity) che sono stati raggiunti durante la storia sismica conosciuta nel territorio italiano e che sono rappresentativi degli effetti che potrebbero riverificarsi in futuro a seguito di terremoti analoghi.
Nel 2017 si è protratta la sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 in centro Italia, con eventi principali (18 gennaio e 3 febbraio) che non hanno superato Magnitudo momento 5,5. Gli effetti indotti sull'ambiente sono stati attivazioni di frane, che non hanno provocato danni su strutture antropiche, e riattivazioni di frane preesistenti. Il 21 agosto 2017 un terremoto di Magnitudo durata 4,0 ha colpito il settore settentrionale dell’Isola di Ischia, circa 1 km a SW rispetto all’abitato di Casamicciola Terme (località Majo). Nonostante il basso valore di Magnitudo, il terremoto ha provocato due vittime, crolli e lesioni di abitazioni e crolli di manufatti (in particolare di muretti a secco). Gli effetti sull'ambiente sono stati essenzialmente fratture nel terreno e crolli e distacchi in roccia.

Descrizione: 
I terremoti, oltre a danneggiare direttamente il patrimonio edilizio, culturale ed infrastrutturale, provocano effetti sull'ambiente. Gli effetti sull'ambiente possono classificarsi in primari e secondari. I primi consistono in deformazioni permanenti della superficie topografica come la fagliazione superficiale, la subsidenza o il sollevamento di porzioni di territorio. Gli effetti secondari sono invece quelli legati essenzialmente allo scuotimento, come le frane sismoindotte, la liquefazione dei terreni granulari, le fratture. I terremoti generalmente inducono anche variazioni idrologiche nel regime delle sorgenti e possono generare onde anomale (tsunami) sia in mare che in bacini di minore dimensione.
L'indicatore descrive gli effetti ambientali indotti da nuovi terremoti e, tramite mappe relative alle intensità di terremoti avvenuti in passato, rappresenta scenari possibili, in termini di effetti ambientali, che possono verificarsi in caso di futuri terremoti di analoga intensità.

Scopo: 
L'Indicatore descrive gli effetti sismoindotti sull'ambiente in caso di nuovi terremoti e rappresenta la suscettibilità del territorio italiano a tali effetti. Tale suscettibilità dipende dal diverso grado di sismicità presente nelle diverse porzioni del territorio italiano e dalle caratteristiche geomorfologiche e geologiche.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Non compilato

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non applicabile
DPSIR: 
Impatto
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
VITTORI E., COMERCI V., (Eds.), 2004, The INQUA Scale. An innovative approach for assessing earthquake intensities based on seismically-induced ground effects in natural environment. Special Paper, Memorie Descrittive della Carta Geologica d’Italia, Vol. LXVII, APAT, pp.118.
GUERRIERI and VITTORI (Eds), 2007, Intensity Scale ESI2007. Mem. Descr. Carta Geologica d’Italia, Vol. LXXIV. Servizio Geologico d’Italia, Dipartimento Difesa del Suolo, APAT, Rome, Italy.
SILVA, P. G., RODRIGUEZ PASCUA, M. A. et al., 2008. Catalogacion de los efectos geologicos y ambientales de los terremotos en Espana en la Escala ESI-2007 y su aplicacion a los estudios paleosismologicos. Geotemas, 6, 1063–1066.
ROVIDA A., CAMASSI R., GASPERINI P. e STUCCHI M. (a cura di), 2011. CPTI11, la versione 2011 del Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Milano, Bologna. DOI: http://doi.org/10.6092/INGV.IT-CPTI11
GUERRIERI (Ed.), 2015, Earthquake Environmental Effect for seismic hazard assessment: the ESI intensity scale and the EEE Catalogue. Mem. Descr. Carta Geol. D’It., XCVII.
SERVA L., VITTORI E., COMERCI V., ESPOSITO E., GUERRIERI L., MICHETTI AM., MOHAMMADIOUN B., MOHAMMADIOUN G., PORFIDO S., TATEVOSSIAN R., 2015, Earthquake Hazard and the Environmental Seismic Intensity (ESI) Scale. Pure Appl. Geophys. Springer Basel. DOI 10.1007/s00024-015-1177-8
Reicherter K., Michetti a.M., Silva Barroso P.G., 2009. Palaeoseismology: historical and prehistorical records of earthquake ground effects for seismic hazard assessment. The Geological Society, London, Special Publications, 316, 1–10. DOI: 10.1144/SP316.1
Di Manna P., Monti G.M., Olivetta L., Vittori E., Esposito E., Violante C., 2017. Relazione Tecnica - Ricognizione degli effetti indotti dal terremoto di Casamicciola del 21 agosto 2017, M4.0. ISPRA, IAMC.
Gruppo di Lavoro INGV sul terremoto dell’isola di Ischia (2017). Rapporto di sintesi preliminare sul Terremoto dell’isola d’Ischia (Casamicciola) M4.0 del 21 agosto 2017 (6 settembre 2017), doi: 10.5281/zenodo.886045
Nappi R., Alessio G., Gaudiosi G., Nave R., Marotta E., Siniscalchi V., Civico R., Pizzimenti L., Peluso R., Belviso P., Porfido S., 2018. The 21 August 2017 Md 4.0 Casamicciola Earthquake: First Evidence of Coseismic Normal Surface Faulting at the Ischia Volcanic Island. Seismological Research Letters. 89. 1323–1334. 10.1785/0220180063.
INGV - Centro Nazionale Terremoti (CNT). http://cnt.rm.ingv.it/
http://www.ceri.uniroma1.it/index.php/2017/01/terremoto-montereale/
www.ingv.it

Limitazioni: 
L'intensità ESI è stata attribuita solo alle località, riportate nel CPTI11 (Rovida et al., 2011), a cui è stata attribuita una Intensità massima a seguito di terremoti noti dall'anno 1000 al 2006 (sono poi state aggiunte le ESI anche per i terremoti di L'Aquila del 2009, dell'Emilia del 2012 e del Centro Italia del 2016) e quindi non disponiamo di informazioni su le ulteriori aree del territorio nazionale in cui si potranno verificare terremoti.

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Continua

Accessibilità dei dati di base: 
Le informazioni di base derivano da rilievi di campagna di ISPRA
http://www.ceri.uniroma1.it/index.php/2017/01/terremoto-montereale/

Fonte dei dati di base: 
INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Università La Sapienza Roma

Unità di misura dell'indicatore: 
Non Applicabile
Valori numerici da 1 a 12
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Raccolta degli effetti ambientali indotti da nuovi terremoti e attribuzione delle intensità ESI (Environmental Seismic Intensity). Le Intensità ESI sono state anche attribuite ad eventi del passato aventi intensità macrosismica dal grado VI in su, in quanto solo da questa intensità si manifestano effetti ambientali rilevabili.

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Carta tematica
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Località in cui si sono verificati terremoti di Intensità superiore a VI sul territorio nazionale

Copertura temporale: 
2017 per la descrizione degli effetti ambientali sismoindotti. Dall'anno 1000 al 2016 per la mappa delle Intensità ESI in Italia

Qualità dell'informazione: 
La qualità dell'informazione è funzione del dettaglio con il quale è stato rilevato e descritto l'effetto ambientale. Le informazioni relative agli effetti ambientali indotti dagli eventi sismici del 2017 sono di alta qualità. Relativamente agli altri terremoti, per quelli avvenuti dal 1976 in poi, gli effetti ambientali sono documentati con attenzione. Anche se non si può generalizzare, la precisione dell'informazione diminuisce andando indietro nel tempo.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Non definibileGli effetti ambientali sismoindotti sono strettamente legati all'Intensità sismica e alle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del luogo in cui si verificano. Non è possibile definire un trend

Commenti: 
La sequenza sismica in Italia Centrale, iniziata il 24 agosto 2016 con il terremoto di Magnitudo 6,0 ad Accumoli (RI), è proseguita nel 2017. Sono circa 37.000 gli eventi registrati nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale che possono essere considerati repliche della sequenza in Italia Centrale. Di questi, 4 eventi sono stati di Magnitudo pari o superire a 5, tutti avvenuti nella zona di Campotosto, in provincia dell’Aquila (https://ingvterremoti.wordpress.com/2018/01/22/speciale-2017-un-anno-di-terremoti/). In seguito a questi eventi maggiori, il gruppo di ricerca del CERI (Centro di Ricerca, Previsione e Controllo dei Rischi geologici, Università La Sapienza, Roma) ha censito circa una decina di frane comprendenti crolli e scorrimenti in roccia e detrito. Nessuna di queste frane (contenute entro 15 km dagli epicentri) ha coinvolto edifici o infrastrutture. Nella notte del 3 febbraio si sono verificate diverse scosse, due delle quali aventi Magnitudo maggiore di 4.0, avvenute alle ore 04:47 i(Magnitudo 4,0) e alle ore 05.10 (Magnitudo 4,2). Entrambi i terremoti si sono originati ad una profondità di circa 7 km ed hanno avuto epicentro nella zona di Monte Cavallo (MC). Nei giorni seguenti sono stati segnalati ad ISPRA fenomeni di dissesto, essenzialmente frane, nelle zone vicine l’area epicentrale. Il Servizio Geologico d'Italia (ISPRA) ha eseguito sopralluoghi per fornire supporto al Dipartimento di Protezione Civile. A seguito dei sopralluoghi sono stati censiti movimenti franosi in provincia di Ascoli Piceno (Force, località le Lame; Acquasanta Terme, località Pito; Rotella, località Capradosso), di Macerata (Sant’Angelo in Pontano) e Teramo (Bisenti, Contrada Mezzanotte e Castelnuovo). Dalle risultanze dei sopralluoghi è emerso come la causa scatenante dei dissesti sia da ricercarsi nelle intense precipitazioni di gennaio/febbraio 2017, in particolare nelle piogge e nel concomitante scioglimento delle nevi cadute in precedenza. Non si può comunque escludere che la sequenza sismica sia stata un fenomeno predisponente. Nella Tabella 1 vengono riportati i dati relativi alle frane oggetto di sopralluogo da parte di ISPRA nel febbraio 2017. Il 21 agosto alle 21:57 l’Isola d’Ischia è stata colpita da un terremoto di Magnitudo 4,0, localizzato a 2 km di profondità, con epicentro nella zona di Casamicciola (Gruppo di Lavoro INGV sul terremoto dell’isola di Ischia, 2017). Le attività di rilevamento degli effetti del sisma sono state effettuate da un gruppo di lavoro dell’INGV (ibidem) e da un gruppo di lavoro ISPRA-CNR IAMC (Di Manna et al., 2017). I maggiori effetti sull'ambiente rilevati da entrambi i gruppi di lavoro sono fratture del terreno e in frane. Le fratture presentano un’apertura che raggiunge un massimo di un paio di centimetri e sono di lunghezza variabile. Una frattura di circa 35 m di lunghezza è stata osservata dal gruppo di lavoro INGV nella zona di via Montecito (Casamicciola). La lunghezza totale "end to end" dalle fratture, orientate circa E-O, raggiunge i 2 km (Nappi et al., 2018). Le frane consistono essenzialmente in distacchi e crolli di blocchi da pareti tufacee. In figura 2 sono riportati i crolli osservati lungo la strada sterrata che da via Crateca conduce alla Fangaia attraversando un bosco di castagni, costituiti da un grosso blocco tufaceo di dimensioni 2x1x1 metri e da altri blocchi di dimensione massima inferiore al metro. Un altro fenomeno di crollo osservato dal gruppo di lavoro ISPRA - CNR IAMC è avvenuto lungo la scarpata in destra idrografica del vallone Senigallia, nel settore a monte di Via Nizzola. Il volume complessivo di materiale tufaceo crollato è stimabile in 50‐60 m3; la frana ha invaso l’alveo ed ha ostruito uno scatolare in calcestruzzo sottostante la strada (Figura 3). Sulla base degli effetti sull'ambiente descritti in Di Manna et al. (2017) la stima dell'intensità ESI risulta del VI grado, mentre sulla base degli effetti descritti in Nappi et al. (2018), che coprono un'area di qualche chilometro quadrato e comprendono effetti di fagliazione superficiale per una lunghezza “end to end” di circa 2 km, l'intensità ESI risulta essere del VII grado. Le varie porzioni del territorio italiano presentano diversa suscettibilità agli effetti ambientali dei terremoti in funzione del locale grado di sismicità e delle caratteristiche geomorfologiche e geologiche. Per rappresentare questa diversità sono state considerate le Intensità massime (MCS, Mercalli Cancani Sieberg) raggiunte durante la storia sismica del Paese e trasformate in Intensità ESI (Environmental Seismic Intensity), in accordo con la Scala ESI2007. In Figura 4 vengono riportate le Intensità ESI relative ai terremoti storici noti, avvenuti dall'anno 1000 al 2017, con Intensità MCS (Mercalli Cancani Sieberg) uguale o superiore al VI grado. Poiché la Scala ESI, come la MCS, è di 12 gradi, le Intensità MCS sono state trasformate senza variazioni in ESI. Tale corrispondenza empirica si basa sui confronti sinora effettuati tra eventi sismici dove entrambe le scale sono state applicate. E' comunque statisticamente possibile che talvolta ci sia una differenza di un grado tra le due scale, solo molto raramente di due gradi. Ad ogni grado di Intensità ESI corrisponde un definito scenario di effetti ambientali che viene descritto, in termini di effetti primari e secondari, nella Scala ESI. Gli effetti ambientali cominciano ad essere chiaramente apprezzabili a partire dal VI grado e si manifestano con sempre maggiore evidenza al crescere dell'intensità. Per i gradi dall'VIII al X gli effetti sull'ambiente naturale sono una componente caratterizzante l'intensità dei terremoti; per i gradi XI e XII essi sono lo strumento più affidabile per la valutazione dell'intensità.In Figura 5 viene riportata una rappresentazione grafica degli effetti sull'ambiente che possono essere indotti dai terremoti di diversa intensità. Considerando che le intensità dei terremoti avvenuti in passato sono indicative del danneggiamento che potrebbe verificarsi nuovamente in futuro, i dati riportati in Figura 4 rappresentano gli scenari possibili, in termini di effetti ambientali, che possono verificarsi nelle diverse parti del Paese in caso di terremoti analoghi a quelli accaduti in passato. Tale tipo di conoscenza è rilevante, tra l'altro, ai fini del raggiungimento del primo dei tre obiettivi prioritari del 7th Environment Action Program to 2020 che prevede che il territorio sia gestito in modo sostenibile. Conoscere gli effetti che potrebbero verificarsi sul territorio a seguito di un sisma può consentire di assumere le necessarie misure precauzionali utili ad evitare danni rilevanti sull'ambiente e su strutture e infrastrutture sensibili (come ad esempio proteggere adeguatamente un impianto a rischio di incidente rilevante, oleodotti, gasdotti, ecc).

  • Titolo: Figura 1: Mappa dei punti di osservazione degli effetti del terremodo del 21 agosto 2017 ad Ischia (Gruppo di lavoro ISPRA-IAMC)
    Fonte: Di Manna P., Monti G.M., Olivetta L., Vittori E., Esposito E., Violante C., 2017. Relazione Tecnica - Ricognizione degli effetti indotti dal terremoto di Casamicciola del 21 agosto 2017, M4.0. ISPRA, IAMC.

    Figura 1: Mappa dei punti di osservazione degli effetti del terremodo del 21 agosto 2017 ad Ischia (Gruppo di lavoro ISPRA-IAMC)
  • Titolo: Figura 2: Blocchi di tufo verde crollati dal versante di Monte Epomeo, lungo il sentiero delle fumarole, Casamicciola.
    Fonte: Di Manna P., Monti G.M., Olivetta L., Vittori E., Esposito E., Violante C., 2017. Relazione Tecnica - Ricognizione degli effetti indotti dal terremoto di Casamicciola del 21 agosto 2017, M4.0. ISPRA, IAMC

    Note: Il blocco di maggiori dimensioni ha un volume di circa 2mc, gli alberi di castagno risultano piegati dall’impatto dei blocchi lungo la traiettoria di movimento.
    Figura 2: Blocchi di tufo verde crollati dal versante di Monte Epomeo, lungo il sentiero delle fumarole, Casamicciola.
  • Titolo: Figura 3: Scatolare in calcestruzzo parzialmente ostruito dalla frana verificatasi lungo la scarpata del vallone Senigallia.
    Fonte: Di Manna P., Monti G.M., Olivetta L., Vittori E., Esposito E., Violante C., 2017. Relazione Tecnica - Ricognizione degli effetti indotti dal terremoto di Casamicciola del 21 agosto 2017, M4.0. ISPRA, IAMC

    Figura 3: Scatolare in calcestruzzo parzialmente ostruito dalla frana verificatasi lungo la scarpata del vallone Senigallia.
  • Titolo: Tabella 1: Elenco dei sopralluoghi effettuati da ISPRA a seguito di segnalazioni di dissesti in atto da parte del DPC nel febbraio 2017.
    Fonte: ISPRA - Servizio Geologico d'Italia

    Data Sopralluogo Provincia Comune Località Latitudine Longitudine Descrizione Fonte
    2/7/2017 AP Force Le Lame 42°57'17.68"N 13°29'14.26"E Frana Verificatasi il 3 febbraio. Riattivazione di un movimento a cinematica complessa. Danni: muro di confine di un’abitazione, un tratto di strada SP93, un tratto di strada comunale, tralicci elettrici. Le piogge e le abbondanti precipitazioni nevose che hanno preceduto l’evento hanno svolto un ruolo determinante nell’innesco della frana. Guarino P. M., Lucarini M. - Relazione di sopralluogo per la verifica speditiva delle condizioni geo‐idrologiche dei siti di interesse. Report ISPRA per DPC, Febbraio 2017
    2/8/2017 MC Sant'Angelo in Pontano Località Cupa 43°5’55.14'' N 13°23'33.36'' E Crolli lungo tagli stradali acuiti a seguito delle scosse sismiche e delle intense nevicate. Calcaterra S., Gambino P. - Relazione di sopralluogo per la verifica speditiva sullo stato di stabilità di un versante nel Comune di Sant'Angelo in Pontano. Report ISPRA per DPC, Febbraio 2017
    2/10/2017 AP Appignano del Tronto SP 4 42°54'0.07" N 13°39'53.96" E Frana in prossimità del centro storico. Si estende per una lunghezza di 70 m e larghezza media di 15 m. Interessate una strada ed alcune abitazioni. Calcaterra S., Gambino P. - Relazione di sopralluogo per la verifica speditiva sullo stato di stabilità di un versante nel Comune di Appignano del Tronto. Report ISPRA per DPC, Febbraio 2017
    2/10/2017 AP Acquasanta Terme Pito 42°44'46.45" N 13°25'46.70" E Scivolamento rotazionale/traslativo in "marne a Cerrogna" situato a monte dell’abitato di Pito. Pendenza del versante 30%. Lunghezza frana 350 m, larghezza media 40 m. La frana ha investito parzialmente due abitazioni e raggiunto il fondovalle, con ostruzione di un torrente che ha deviato le sue acque in una strada. I terreni coinvolti risultano fortemente imbibiti a causa dello scioglimento della neve e delle precipitazioni. Calcaterra S., Gambino P. - Relazione di sopralluogo per la verifica speditiva sullo stato di stabilità di un versante nel Comune di Acquasanta Terme. Report ISPRA per DPC, Febbraio 2017
    2/10/2017 AP Rotella Capradosso 42°55'48.85" N 13°34'53.88" E Frana di lunghezza 200 m e larghezza media 40 m. Pendenza del versante 30%. Scivolamento rotazionale/traslativo. Terreni fortemente imbibiti a causa dello scioglimento della neve e delle precipitazioni. Calcaterra S., Gambino P. - Relazione di sopralluogo per la verifica speditiva sullo stato di stabilità di un versante nel Comune di Rotella. Report ISPRA per DPC, Febbraio 2017
    2/13/2017 TE Bisenti SP 365 42°31'34.92" N 13°48'2.08" E Crollo e distacco della sede stradale e della massicciata lungo la scarpata. L'innesco del crollo, quasi sicuramente determinato dal repentino scioglimento nivale cui si sono poi aggiunte le piogge, è stato favorito anche dalla presenza di un diffuso quadro fessurativo che interessa le bancate arenacee appartenenti alla formazione flyschoide. Pirani G. - Relazione di sopralluogo per la verifica speditiva dello stato dei luoghi e delle condizioni di stabilità delle aree di versante nel territorio del comune di Bisenti (TE). Report ISPRA per DPC, Febbraio 2017
    18 e 20/02/2017 TE Campli Castelnuovo 42°43'44.3" N 13°41' 45.7'' E Crollo la cui causa innescante è da ricercarsi probabilmente nell’azione combinata delle acque di scarico e, soprattutto, delle acque derivanti dallo scioglimento delle abbondanti nevicate. Tra le cause predisponenti non si esclude un’azione di degrado della resistenza dei depositi presenti ed un allargamento delle fratture, se non la creazione di nuove, da parte delle scosse della sequenza sismica che ha interessato il Centro Italia. Araneo F., Muraro C. - Relazione di sopralluogo per la verifica speditiva delle condizioni geo‐idrologiche della Frazione di Castelnuovo, Comune di Campli (TE). Report ISPRA per DPC, Febbraio 2017 Chiessi V., Fiorenza D. - Relazione di sopralluogo per la verifica speditiva delle condizioni geo‐idrologiche della Frazione di Castelnuovo, Comune di Campli (TE). Report ISPRA per DPC, Febbraio 2017
  • Titolo: Figura 4: Distribuzione sul territorio italiano delle Intensità ESI relative ai terremoti storici noti, avvenuti dall'anno 1000 al 2016, con Intensità MCS uguale o superiore al VI grado. Aggiornata con il terremoto di Ischia del 2017.
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e INGV
    Legenda: MCS=Mercalli Cancani Sieberg; Md=Magnitudo Durata
    Note: I dati rappresentano gli scenari possibili, in termini di effetti ambientali, che possono verificarsi nelle zone del Paese che sono state colpite in passato da terremoti.
    Figura 4: Distribuzione sul territorio italiano delle Intensità ESI relative ai terremoti storici noti, avvenuti dall'anno 1000 al 2016, con Intensità MCS uguale o superiore al VI grado. Aggiornata con il terremoto di Ischia del 2017.
  • Titolo: Figura 5: Rappresentazione grafica dei gradi di Intensità della Scala ESI
    Fonte: Silva et al., 2008; Reicherter et al., 2009; Guerrieri (ed.), 2015
    Legenda: ESI: Environmental Seismic Intensity scale
    Figura 5: Rappresentazione grafica dei gradi di Intensità della Scala ESI