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BENI CULTURALI ESPOSTI A PERICOLOSITA' VULCANICA

Abstract indicatore: 
L’indicatore fornisce una stima a scala nazionale dei beni culturali esposti a pericolosità vulcanica. I beni culturali che ricadono nella zona stimata da ISPRA a pericolosità elevata sono 3.223 pari all' 1,6% mentre quelli ricadenti nel buffer a pericolosità moderata sono 6.440 pari al 3,2% del totale dei beni culturali italiani.

Descrizione: 
L’indicatore fornisce informazioni sui beni culturali esposti a pericolosità vulcanica sul territorio nazionale. La stima è stata effettuata utilizzando come dati di input: i beni architettonici, monumentali e archeologici della banca dati VIR (Vincoli in Rete) curata dall’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro) e la mappa dei vulcani attivi e dei buffer di pericolosità (Figura 1) realizzata da ISPRA sulla base della cartografia disponibile. I due buffer, quello di pericolosità vulcanica elevata (colate, flussi piroclastici, falls e ceneri) e quello di pericolosità vulcanica moderata (falls e ceneri), sono stati realizzati per interpolazione cautelativa delle carte di pericolosità (ove disponibili) prodotte dalle relative autorità competenti (es. Osservatorio Vesuviano, INGV, Protezione Civile) o da Università e Istituti di ricerca.

Scopo: 
Fornire una stima a scala nazionale dei beni culturali esposti a pericolosità vulcanica

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
-

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esiste una specifica normativa per il rischio vulcanico e i beni culturali.
DPSIR: 
Impatto
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
http://vincoliinrete.beniculturali.it/VincoliInRete/vir
http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/vulcani_attivi.wp
http://srv1.rm.ingv.it/srv1/srv


Limitazioni: 
Le limitazioni principali del presente indicatore sono legate all' attuale definizione delle zone a diversa pericolosità vulcanica.

Ulteriori azioni: 
Azioni previste in futuro per aumentare la qualità ed il dettaglio del presente indicatore saranno volte principalmente al miglioramento della zonazione di pericolosità vulcanica (analisi per la migliore caratterizzazione spaziale e tipologica delle zone soggette a colate e/o prodotti di ricaduta)
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
I dati di base sul patrimonio culturale italiano sono reperibili e consultabili al seguente indirizzo:
http://vincoliinrete.beniculturali.it/VincoliInRete/vir/utente/login

Fonte dei dati di base: 
INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro)

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Buffering, intersezione e analisi spaziale in ambiente GIS di diverse banche dati


Tipo di rappresentazione: 
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2017

Qualità dell'informazione: 
I dati sono documentati e di qualità nota. L'indicatore, semplice e facile da interpretare, risulta comparabile nello spazio e nel tempo. Le uniche limitazioni derivano dalla scelta delle dimension dell'intorno considerato (buffer) che non sono standardizzate.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Non definibile Allo stato attuale non è valutabile un trend sull’indicatore. Non sono state apportate variazioni sulla estensione del buffer relativi alla pericolosità vulcanica e pertanto non è possibile stimare una variazione dell’indicatore. Per quanto riguarda la piccola diminuzione del numero totale di beni esposti, deriva da correzioni della base dati. Sono stati principalmente verificati ed eliminati duplicazioni errate di beni dovuti ad una georeferenziazione non corretta

Commenti: 
Per quanto riguarda la pericolosità vulcanica, i Beni Culturali che ricadono nel buffer di pericolosità elevata sono 3.223, pari all' 1,6% del totale dei Beni culturali, mentre quelli ricadenti nel buffer a pericolosità moderata sono 6.440, pari al 3,2% del totale.

Tra i Beni Culturali esposti ad elevata pericolosità vulcanica possiamo ricordare in particolare nella regione Campania: il centro storico di Napoli e i siti archeologici di Pompei ed Ercolano. Sempre nella stessa regione la Reggia di Caserta si trova nell’area a pericolosità moderata.

Per quanto riguarda la regione Sicilia, nell’area a pericolosità elevata ricadono il parco dell’Etna e le isole Eolie con i loro ecosistemi unici ed il centro storico di Acireale, e nell’area a pericolosità moderata i centri storici di Catania, e Taormina con l’area archeologica di Giardini-Naxos.
  • Titolo: Tabella 1: Numero dei beni culturali esposti a pericolosità vulcanica
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e ISCR
    Legenda: Elevata = colate, flussi piroclastici e prodotti di ricaduta prossimali Moderata = prodotti di ricaduta distali
    Pericolosità vulcanica Beni culturali
    n.
    Elevata 3,223
    Moderata 6,440
  • Titolo: Figura 2: La lava del Vesuvio arriva a Massa di Somma nel 1944
    Fonte: http://www.ildomenicalenews.it/vecchi-archivi-fotografici-ritrovati-alla-federico-ii-a-sorpresa-anche-leruzione-del-vesuvio-nel-1872/

    Figura 2: La lava del Vesuvio arriva a Massa di Somma nel 1944
  • Titolo: Tabella 2: Comuni italiani classificati a pericolosità vulcanica elevata, con il maggior numero di Beni culturali
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e ISCR
    Legenda: Elevata = colate, flussi piroclastici e prodotti di ricaduta prossimali
    Note: Sono stati riportati soli i primi venti comuni
    Comune Beni culturali
    n.
    Napoli 1,496
    Pompei 221
    Pozzuoli 170
    Acireale 138
    Ercolano 99
    Torre del Greco 52
    Ischia 51
    Castiglione di Sicilia 49
    Adrano 47
    Bronte 43
    Randazzo 35
    Forio 32
    Procida 31
    Torre Annunziata 28
    Lipari 27
    Linguaglossa 27
    Francavilla di Sicilia 24
    Quarto 23
    San Giorgio a Cremano 22
    Nicolosi 21
  • Titolo: Figura 1: Beni Culturali e Rischio Vulcanico
    Fonte: Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e ISCR

    Figura 1: Beni Culturali e Rischio Vulcanico