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BENI CULTURALI ESPOSTI A FRANE E ALLUVIONI

Abstract indicatore: 
L'indicatore fornisce informazioni sui Beni Culturali architettonici, monumentali e archeologici a rischio idrogeologico in Italia. I Beni Culturali a rischio frane sono 37.847, dei quali 11.712 sono ubicati in aree a pericolosità elevata P3 e molto elevata P4. I beni culturali a rischio alluvioni sono 39.426 nello scenario di pericolosità idraulica bassa P1, di cui 31.137 nello scenario di pericolosità idraulica media P2.

Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sui Beni Culturali a rischio idrogeologico sul territorio nazionale. La stima è stata effettuata utilizzando come dati di input: a) i beni architettonici, monumentali e archeologici della banca dati VIR - Vincoli In Rete (versione banca dati del 05/02/2018) curata dall’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro); b) la Mosaicatura nazionale ISPRA (v. 3.0 - Dicembre 2017) delle aree a pericolosità da frana dei Piani di Assetto Idrogeologico – PAI armonizzata in 5 classi (pericolosità molto elevata P4, elevata P3, media P2, moderata P1 e delle aree di attenzione AA); c) la Mosaicatura nazionale ISPRA (v. 4.0 - Dicembre 2017) delle aree a pericolosità idraulica elevata P3 con tempo di ritorno fra 20 e 50 anni (alluvioni frequenti), a pericolosità media P2 con tempi di ritorno fra 100 e 200 anni (alluvioni poco frequenti) e a pericolosità P1 (scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi) (D.Lgs. 49/2010 di recepimento della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE), perimetrate dalle Autorità di Bacino Distrettuali.
Le aree a pericolosità da frana dei PAI includono, oltre alle frane già verificatesi, anche le zone di possibile evoluzione dei fenomeni e le zone potenzialmente suscettibili a nuovi fenomeni franosi.

Scopo: 
Fornire un quadro sui beni culturali a rischio frane e alluvioni in Italia.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”, D.L. 180/98 “Decreto Sarno” convertito in Legge 267/1998, DPCM del 29/09/98 (Atto di indirizzo e coordinamento), L. 365/00 “Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonché a favore di zone colpite da calamità naturali”

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati in materia di difesa del suolo e di dissesto idrogeologico riferita all'intero territorio nazionale (art. 55 del D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”).
DPSIR: 
Impatto
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B. (2018) Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. Edizione 2018. ISPRA, Rapporti 287/2018 (ISBN 978-88-448-0901-0)

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Pluriennale

Accessibilità dei dati di base: 
I beni architettonici, monumentali e archeologici derivano dalla banca dati VIR - Vincoli In Rete curata dall’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro) (http://vincoliinrete.beniculturali.it/VincoliInRete/vir/utente/login).
Le mosaicature nazionali della pericolosità da frana e idraulica, elaborate da ISPRA, sono pubblicate su http://mappa.italiasicura.gov.it e http://www.geoviewer.isprambiente.it/.

Fonte dei dati di base: 
Autorità di Bacino Distrettuali
ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La stima del rischio è stata effettuata intersecando, in ambiente GIS, i punti dei Beni Culturali VIR – ISCR bufferizzati a 30 m, per approssimare le dimensioni fisiche dei Beni, con le mosaicature delle aree a pericolosità da frana dei PAI e delle aree a pericolosità idraulica (D.Lgs. 49/2010). La vulnerabilità, che rappresenta il grado di danno dell'elemento a rischio nel corso di un evento (compresa tra 0 = nessun danno e 1 = perdita totale), è stata posta nel presente studio cautelativamente pari a 1. Una valutazione della stessa richiederebbe, oltre alla conoscenza della magnitudo dei fenomeni, una schedatura specifica della vulnerabilità da frana e idraulica del singolo bene esposto.


Tipo di rappresentazione: 
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale, Comunale

Copertura temporale: 
2017

Qualità dell'informazione: 
L’indicatore,che fornisce una base per confronti a livello internazionale, risponde alla domanda di informazione riguardante i beni culturali esposti a frane e alluvioni in Italia. La comparabilità nello spazio é ottima in quanto la metodologia è standardizzata.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Non definibileLe variazioni del numero di Beni Culturali a rischio frane e alluvioni rispetto alle precedenti edizioni dell’Annuario sono legate all’integrazione/revisione delle mappature delle aree a pericolosità da frana e idraulica, effettuata dalle Autorità di Bacino Distrettuali (vedi Indicatori Aree a pericolosità da frana PAI e Aree a pericolosità idraulica) e all’integrazione/revisione della banca dati VIR - Vincoli In Rete curata dall’ISCR.

Commenti: 
I Beni Culturali a rischio frane in Italia sono 37.847 pari al 18,6% del totale. Se consideriamo le classi di pericolosità elevata P3 e molto elevata P4 i Beni Culturali esposti sono 11.712 pari al 5,8% (Figura 1).
I Beni culturali a rischio alluvioni in Italia sono 13.865 (6,8% del totale) nello scenario di pericolosità idraulica elevata P3, 31.137 (15,3%) nello scenario di pericolosità idraulica media P2 (Figura 2) e 39.426 (19,4%) nello scenario di pericolosità bassa P1. Lo scenario P1, che rappresenta lo scenario massimo atteso ovvero la massima estensione delle aree inondabili in Italia, contiene gli scenari P3 e P2, al netto di alcune eccezioni. I dati dei Beni Culturali a rischio relativi ai tre scenari non vanno quindi sommati.
Il numero più elevato di Beni culturali a rischio frane in aree a pericolosità P3 e P4 si registra in Toscana, Marche, Emilia-Romagna, Campania e Liguria. Il numero più elevato di Beni culturali a rischio alluvioni nello scenario P2 si registra in Emilia-Romagna, Veneto, Liguria e Toscana.
  • Titolo: Tabella 1: Beni culturali a rischio frane su base regionale – elaborazione 2018
    Fonte: ISPRA

    COD REG Regione Beni Culturali (VIR - ISCR) Beni culturali a rischio in aree a pericolosità da frana Beni culturali a rischio in aree di attenzione Beni culturali a rischio in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata Beni culturali a rischio in aree a pericolosità da frana
    Molto elevata Elevata Media Moderata
    P4 P3 P2 P1 AA P4 + P3 P4 + P3 + P2 + P1 + AA
    n. n. n. n. n. n. n. % n. %
    1 Piemonte 13,512 316 246 307 0 0 562 4.2% 869 6.4%
    2 Valle D'Aosta 351 43 163 77 0 0 206 58.7% 283 80.6%
    3 Lombardia 17,274 160 204 1,297 0 0 364 2.1% 1661 9.6%
    4 Trentino-Alto Adige 1,773 20 108 213 544 0 128 7.2% 885 49.9%
    Bolzano 888 20 28 59 0 0 48 5.4% 107 12.0%
    Trento 885 0 80 154 544 0 80 9.0% 778 87.9%
    5 Veneto 23,978 63 42 38 26 102 105 0.4% 271 1.1%
    6 Friuli Venezia Giulia 5,008 41 47 22 8 0 88 1.8% 118 2.4%
    7 Liguria 14,651 143 747 3,521 5,450 12 890 6.1% 9873 67.4%
    8 Emilia-Romagna 23,532 379 899 173 253 410 1,278 5.4% 2114 9.0%
    9 Toscana 17,397 317 1,323 2,116 4,177 49 1,640 9.4% 7982 45.9%
    10 Umbria 5,667 57 206 461 394 0 263 4.6% 1118 19.7%
    11 Marche 20,644 382 948 954 179 0 1,330 6.4% 2463 11.9%
    12 Lazio 13,006 539 159 18 161 350 698 5.4% 1227 9.4%
    13 Abruzzo 3,959 276 90 4 75 34 366 9.2% 479 12.1%
    14 Molise 4,936 360 196 50 179 258 556 11.3% 1043 21.1%
    15 Campania 8,889 586 568 405 975 655 1,154 13.0% 3189 35.9%
    16 Puglia 8,941 128 371 169 1 4 499 5.6% 673 7.5%
    17 Basilicata 1,983 134 98 108 58 84 232 11.7% 482 24.3%
    18 Calabria 4,893 408 195 343 64 0 603 12.3% 1010 20.6%
    19 Sicilia 8,185 297 161 90 80 65 458 5.6% 693 8.5%
    20 Sardegna 5,086 92 200 479 643 0 292 5.7% 1414 27.8%
    Totale Italia 203,665 4,741 6,971 10,845 13,267 2,023 11,712 5.8% 37,847 18.6%
  • Titolo: Tabella 2: Beni culturali a rischio alluvioni su base regionale – elaborazione 2018
    Fonte: ISPRA

    Note: * Le aree a pericolosità idraulica elevata P3 non sono disponibili per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche; il dato della Regione Marche è stato elaborato sul 12% del territorio che non ricade nell’ex AdB Marche. ** Le aree a pericolosità idraulica bassa P1 non sono disponibili per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche, della ex Autorità di Bacino Conca-Marecchia e dei Bacini Regionali Romagnoli, ad eccezione delle Aree costiere marine, e per il reticolo di irrigazione e bonifica del territorio del bacino del Po ricadente nella Regione Emilia-Romagna.
    COD REG Regione Beni culturali (VIR - ISCR) Beni culturali a rischio in aree a pericolosità idraulica (Scenari D.Lgs. 49/2010)
    Elevata - P3 Media - P2 Bassa - P1
    n. n. % n. % n. %
    1 Piemonte 13,512 705 5.2% 1,311 9.7% 2,791 20.7%
    2 Valle D'Aosta 351 47 13.4% 50 14.2% 63 17.9%
    3 Lombardia 17,274 898 5.2% 1,443 8.4% 3,563 20.6%
    4 Trentino-Alto Adige 1,773 8 0.5% 8 0.5% 146 8.2%
    Bolzano 888 0 0.0% 0 0.0% 0 0.0%
    Trento 885 8 0.9% 8 0.9% 146 16.5%
    5 Veneto 23,978 4,034 16.8% 4,397 18.3% 7,036 29.3%
    6 Friuli Venezia Giulia 5,008 269 5.4% 630 12.6% 800 16.0%
    7 Liguria 14,651 2,825 19.3% 3,712 25.3% 4,434 30.3%
    8 Emilia-Romagna 23,532 2,124 9.0% 13,287 56.5% 10,673 45.4%
    9 Toscana 17,397 1,276 7.3% 3,300 19.0% 6,899 39.7%
    10 Umbria 5,667 174 3.1% 300 5.3% 403 7.1%
    11 Marche 20,644 77 0.4% 830 4.0% 137 0.7%
    12 Lazio 13,006 280 2.2% 349 2.7% 491 3.8%
    13 Abruzzo 3,959 61 1.5% 155 3.9% 149 3.8%
    14 Molise 4,936 14 0.3% 22 0.4% 27 0.5%
    15 Campania 8,889 288 3.2% 401 4.5% 485 5.5%
    16 Puglia 8,941 241 2.7% 295 3.3% 403 4.5%
    17 Basilicata 1,983 29 1.5% 30 1.5% 32 1.6%
    18 Calabria 4,893 200 4.1% 216 4.4% 252 5.2%
    19 Sicilia 8,185 8 0.1% 9 0.1% 9 0.1%
    20 Sardegna 5,086 307 6.0% 392 7.7% 633 12.4%
    Totale Italia 203,665 13,865 6.8% 31,137 15.3% 39,426 19.4%
  • Titolo: Figura 1: Beni culturali a rischio in aree a pericolosità da frana PAI su base comunale – elaborazione 2018
    Fonte: ISPRA
    Legenda: pericolosità molto elevata (P4), elevata (P3), media( P2), moderata (P1) e aree di attenzione (AA)
    Figura 1: Beni culturali a rischio in aree a pericolosità da frana PAI su base comunale – elaborazione 2018
  • Titolo: Figura 2: Beni culturali a rischio alluvioni in aree pericolosità media P2 (tempo di ritorno tra 100 e 200 anni) su base comunale – elaborazione 2018
    Fonte: ISPRA

    Figura 2: Beni culturali a rischio alluvioni in aree pericolosità media P2 (tempo di ritorno tra 100 e 200 anni) su base comunale – elaborazione 2018