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AREE A PERICOLOSITÀ IDRAULICA

Abstract indicatore: 
L'indicatore fornisce informazioni sulle aree a pericolosità idraulica sul territorio nazionale. Le aree a pericolosità idraulica elevat, con tempo di ritorno fra 20 e 50 anni, sono il 4,1% del territorio nazionale (12.405 km2), le aree a pericolosità media, con tempo di ritorno fra 100 e 200 anni, sono l’8,4% (25.398 km2), quelle a pericolosità bassa, scenario massimo atteso, raggiungono il 10,9% del territorio nazionale (32.961 km2).

Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sulla mosaicatura ISPRA delle aree a pericolosità idraulica, ovvero aree che potrebbero essere interessate da alluvioni.
L'ISPRA ha realizzato nel 2017 la nuova Mosaicatura nazionale (versione 4.0 - Dicembre 2017) delle aree a pericolosità idraulica, perimetrate dalle Autorità di Bacino Distrettuali. La mosaicatura è stata effettuata per i tre scenari di pericolosità individuati dal D. Lgs. 49/2010 (recepimento della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE): elevata P3 con tempo di ritorno fra 20 e 50 anni (alluvioni frequenti), media P2 con tempo di ritorno fra 100 e 200 anni (alluvioni poco frequenti) e bassa P1 (scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi).

Scopo: 
Fornire un quadro sulle aree a pericolosità idraulica su base nazionale, regionale, provinciale e comunale.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati

Riferimenti normativi: 
Direttiva Alluvioni 2007/60/CE, recepita in Italia con il D.Lgs. 49/2010

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva Alluvioni 2007/60/CE, recepita in Italia con il D.Lgs. 49/2010, istituisce un quadro metodologico per la valutazione e la gestione del rischio di alluvioni.
DPSIR: 
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B. (2018) Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. Edizione 2018. ISPRA, Rapporti 287/2018 (ISBN 978-88-448-0901-0)

Limitazioni: 
-

Ulteriori azioni: 
-
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Pluriennale

Accessibilità dei dati di base: 
Cartografia pubblicata sui siti delle Autorità di Bacino Distrettuali

Fonte dei dati di base: 
Autorità di Bacino Distrettuali
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Chilometro quadro (km2)
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
E' stata calcolata la superficie delle aree a pericolosità idraulica elevata P3, a pericolosità media P2 e a pericolosità bassa P1 sul territorio nazionale, su base regionale, provinciale e comunale.


Tipo di rappresentazione: 
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale, Provinciale, Comunale

Copertura temporale: 
2017

Qualità dell'informazione: 
I dati utilizzati per costruire l’indicatore risultano adeguatamente documentati e di qualità nota. L’indicatore , semplice e facile da interpretare,fornisce una base per confronti internazionali Relativamente alla comparabilità nello spazio si riscontra una certa disomogeneità sul territorio nazionale legata al fatto che sia stato o meno modellato il reticolo idrografico minore.

Periodicità di aggiornamento: 
Non Definibile


Stato e trend: 
Non definibileDal confronto tra la mosaicatura nazionale ISPRA 2017 e quella del 2015, emerge un incremento dell'1,5% della superficie a pericolosità idraulica elevata P3, del 4% della superficie a pericolosità media P2 e del 2,5% della superficie a pericolosità bassa P1. Gli incrementi sono legati all'integrazione della mappatura delle aree a pericolosità in territori precedentemente non indagati (es. reticolo idrografico minore), all'aggiornamento degli studi di modellazione idraulica e alla perimetrazione di eventi alluvionali recenti da parte delle Autorità di Bacino Distrettuali.

Commenti: 
La superficie delle aree a pericolosità elevata P3 con tempo di ritorno fra 20 e 50 anni in Italia è pari a 12.405 km2 (4,1% del territorio nazionale). Lo scenario di pericolosità idraulica P3 non é disponibile per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche (Figura 1). La superficie delle aree a pericolosità media P2 con tempo di ritorno fra 100 e 200 anni è di 25.398 km2, pari all’8,4% del territorio nazionale (Figura 2). La superficie delle aree a pericolosità P1 (scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi) è pari a 32.961 km2 (10,9%). Lo scenario a pericolosità idraulica P1 non é disponibile per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche, della ex Autorità di Bacino Conca-Marecchia e dei Bacini Regionali Romagnoli, ad eccezione delle Aree costiere marine, e per il reticolo di irrigazione e bonifica del territorio del bacino del Po ricadente nella Regione Emilia-Romagna (Figura 3). A causa di tali lacune, per le Regioni Emilia-Romagna e Marche le aree inondabili relative allo scenario P1 risultano inferiori a quelle dello scenario P2.
Le Regioni con i valori più elevati di superficie a pericolosità idraulica media P2 sono Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte e Veneto (Tabella 1). La notevole estensione delle aree a pericolosità idraulica media in Regione Emilia-Romagna è legata, oltre che al reticolo idrografico principale e secondario naturale, anche alla fitta rete di canali artificiali di bonifica. La Tabella 2 riporta la ripartizione delle aree a pericolosità idraulica su base provinciale. La Figura 4 rappresenta la percentuale di territorio con aree a pericolosità idraulica media P2 su base comunale.
  • Titolo: Tabella 1: Aree a pericolosità idraulica su base regionale - Mosaicatura 2017
    Fonte: ISPRA

    Note: Note: * Le aree a pericolosità idraulica elevata P3 non sono disponibili per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche; il dato della Regione Marche è stato elaborato sul 12% del territorio che non ricade nell’ex AdB Marche. ** Le aree a pericolosità idraulica bassa P1 non sono disponibili per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche, della ex Autorità di Bacino Conca-Marecchia e dei Bacini Regionali Romagnoli, ad eccezione delle Aree costiere marine, e per il reticolo di irrigazione e bonifica del territorio del bacino del Po ricadente nella Regione Emilia-Romagna.
    Tabella 1: Aree a pericolosità idraulica su base regionale-Mosaicatura 2017
    Regione Area Regione Aree a pericolosità idraulica (Scenari D.Lgs. 49/2010)
    Elevata - P3 * Media - P2 Bassa - P1 **
    km2 km2 % km2 % km2 %
    Piemonte 25,387 1,148.4 4.5% 2,066.0 8.1% 3,272.4 12.9%
    Valle D'Aosta 3,261 157.4 4.8% 239.2 7.3% 298.9 9.2%
    Lombardia 23,863 1,860.2 7.8% 2,405.7 10.1% 4,598.8 19.3%
    Trentino-Alto Adige 13,605 52.5 0.4% 78.9 0.6% 114.1 0.8%
    Bolzano 7,398 15.5 0.2% 33.2 0.4% 48.4 0.7%
    Trento 6,207 37.1 0.6% 45.7 0.7% 65.7 1.1%
    Veneto 18,407 1,231.1 6.7% 1,713.4 9.3% 4,635.3 25.2%
    Friuli Venezia Giulia 7,862 229.2 2.9% 610.3 7.8% 700.0 8.9%
    Liguria 5,416 111.5 2.1% 153.5 2.8% 188.9 3.5%
    Emilia-Romagna 22,452 2,484.8 11.1% 10,252.5 45.7% 7,979.6 35.5%
    Toscana 22,987 1,380.5 6.0% 2,790.8 12.1% 4,845.0 21.1%
    Umbria 8,464 231.8 2.7% 336.7 4.0% 479.4 5.7%
    Marche 9,401 12.2 0.1% 241.0 2.6% 34.9 0.4%
    Lazio 17,232 429.6 2.5% 572.3 3.3% 646.7 3.8%
    Abruzzo 10,831 97.1 0.9% 149.9 1.4% 179.0 1.7%
    Molise 4,460 85.4 1.9% 139.4 3.1% 161.4 3.6%
    Campania 13,671 512.0 3.7% 699.6 5.1% 843.0 6.2%
    Puglia 19,541 650.6 3.3% 884.5 4.5% 1,059.9 5.4%
    Basilicata 10,073 216.4 2.1% 276.7 2.7% 294.8 2.9%
    Calabria 15,222 563.1 3.7% 576.7 3.8% 601.5 4.0%
    Sicilia 25,832 245.5 1.0% 353.0 1.4% 425.2 1.6%
    Sardegna 24,100 706.0 2.9% 857.3 3.6% 1,602.1 6.6%
    ITALIA 302,066 12,405.3 4.1% 25,397.6 8.4% 32,960.9 10.9%
    Note:
    * Le aree a pericolosità idraulica elevata P3 non sono disponibili per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche; il dato
    della Regione Marche è stato elaborato sul 12% del territorio che non ricade nell’ex AdB Marche.
    ** Le aree a pericolosità idraulica bassa P1 non sono disponibili per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche, della ex
    Autorità di Bacino Conca-Marecchia e dei Bacini Regionali Romagnoli, ad eccezione delle Aree costiere marine, e per il reticolo di
    irrigazione e bonifica del territorio del bacino del Po ricadente nella Regione Emilia-Romagna.
  • Titolo: Figura 1: Aree a pericolosità idraulica elevata P3 sul territorio nazionale - Mosaicatura 2017
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Aree a pericolosità idraulica elevata P3 sul territorio nazionale - Mosaicatura 2017
  • Titolo: Figura 2: Aree a pericolosità idraulica media P2 sul territorio nazionale - Mosaicatura 2017
    Fonte: ISPRA

    Figura 2: Aree a pericolosità idraulica media P2 sul territorio nazionale - Mosaicatura 2017
  • Titolo: Figura 3: Aree a pericolosità idraulica bassa P1 sul territorio nazionale - Mosaicatura 2017
    Fonte: ISPRA

    Figura 3: Aree a pericolosità idraulica bassa P1 sul territorio nazionale - Mosaicatura 2017
  • Titolo: Tabella 2: Aree a pericolosità idraulica su base provinciale - Mosaicatura 2017
    Fonte: ISPRA

    Note: * Le aree a pericolosità idraulica elevata P3 non sono disponibili per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche; il dato della Regione Marche è stato elaborato sul 12% del territorio che non ricade nell’ex AdB Marche. ** Le aree a pericolosità idraulica bassa P1 non sono disponibili per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche, della ex Autorità di Bacino Conca-Marecchia e dei Bacini Regionali Romagnoli, ad eccezione delle Aree costiere marine, e per il reticolo di irrigazione e bonifica del territorio del bacino del Po ricadente nella Regione Emilia-Romagna.
    COD REG COD PRO Provincia Regione Area Provincia Aree a pericolosità idraulica (Scenari D.Lgs. 49/2010)
    Elevata - P3 Media - P2 Bassa - P1
    km2 km2 % km2 % km2 %
    1 1 Torino Piemonte 6,827 308.6 4.5% 579.7 8.5% 931.8 13.6%
    1 2 Vercelli Piemonte 2,082 113.0 5.4% 169.1 8.1% 359.5 17.3%
    1 3 Novara Piemonte 1,340 53.1 4.0% 141.5 10.6% 278.4 20.8%
    1 4 Cuneo Piemonte 6,895 216.3 3.1% 447.5 6.5% 596.0 8.6%
    1 5 Asti Piemonte 1,510 47.5 3.1% 115.4 7.6% 164.7 10.9%
    1 6 Alessandria Piemonte 3,559 266.9 7.5% 424.5 11.9% 696.3 19.6%
    1 96 Biella Piemonte 913 23.3 2.6% 34.3 3.8% 55.6 6.1%
    1 103 Verbano-Cusio-Ossola Piemonte 2,261 119.6 5.3% 154.0 6.8% 190.1 8.4%
    2 7 Aosta Valle D'Aosta 3,261 157.4 4.8% 239.2 7.3% 298.9 9.2%
    3 12 Varese Lombardia 1,198 130.2 10.9% 156.9 13.1% 187.8 15.7%
    3 13 Como Lombardia 1,279 117.4 9.2% 128.6 10.1% 143.9 11.2%
    3 14 Sondrio Lombardia 3,196 116.3 3.6% 151.9 4.8% 286.4 9.0%
    3 15 Milano Lombardia 1,575 62.2 3.9% 107.7 6.8% 161.7 10.3%
    3 16 Bergamo Lombardia 2,746 111.3 4.1% 145.3 5.3% 182.6 6.6%
    3 17 Brescia Lombardia 4,785 370.5 7.7% 426.8 8.9% 568.4 11.9%
    3 18 Pavia Lombardia 2,969 298.2 10.0% 376.8 12.7% 673.6 22.7%
    3 19 Cremona Lombardia 1,770 172.2 9.7% 265.0 15.0% 592.5 33.5%
    3 20 Mantova Lombardia 2,341 317.7 13.6% 415.9 17.8% 1,394.8 59.6%
    3 97 Lecco Lombardia 815 82.9 10.2% 86.7 10.6% 113.9 14.0%
    3 98 Lodi Lombardia 783 77.4 9.9% 132.0 16.9% 276.1 35.3%
    3 108 Monza e della Brianza Lombardia 405 3.9 1.0% 12.1 3.0% 17.2 4.2%
    4 21 Bolzano Trentino-Alto Adige 7,398 15.5 0.2% 33.2 0.4% 48.4 0.7%
    4 22 Trento Trentino-Alto Adige 6,207 37.1 0.6% 45.7 0.7% 65.7 1.1%
    5 23 Verona Veneto 3,096 242.6 7.8% 253.7 8.2% 487.6 15.7%
    5 24 Vicenza Veneto 2,722 43.1 1.6% 75.9 2.8% 109.4 4.0%
    5 25 Belluno Veneto 3,672 0.3 0.0% 0.6 0.0% 0.9 0.0%
    5 26 Treviso Veneto 2,480 99.1 4.0% 145.8 5.9% 188.7 7.6%
    5 27 Venezia Veneto 2,473 413.6 16.7% 573.3 23.2% 1,340.2 54.2%
    5 28 Padova Veneto 2,144 245.8 11.5% 384.3 17.9% 715.8 33.4%
    5 29 Rovigo Veneto 1,819 186.6 10.3% 279.9 15.4% 1,792.7 98.5%
    6 30 Udine Friuli Venezia Giulia 4,907 121.2 2.5% 476.3 9.7% 521.3 10.6%
    6 31 Gorizia Friuli Venezia Giulia 467 68.3 14.6% 91.9 19.7% 122.3 26.2%
    6 32 Trieste Friuli Venezia Giulia 213 0.5 0.3% 1.0 0.5% 1.9 0.9%
    6 93 Pordenone Friuli Venezia Giulia 2,275 39.2 1.7% 41.1 1.8% 54.4 2.4%
    7 8 Imperia Liguria 1,155 12.5 1.1% 16.8 1.5% 20.3 1.8%
    7 9 Savona Liguria 1,546 26.6 1.7% 37.7 2.4% 53.8 3.5%
    7 10 Genova Liguria 1,834 28.3 1.5% 35.8 2.0% 45.4 2.5%
    7 11 La Spezia Liguria 881 44.1 5.0% 63.3 7.2% 69.4 7.9%
    8 33 Piacenza Emilia-Romagna 2,586 188.9 7.3% 597.2 23.1% 490.0 19.0%
    8 34 Parma Emilia-Romagna 3,447 327.6 9.5% 857.0 24.9% 757.7 22.0%
    8 35 Reggio nell'Emilia Emilia-Romagna 2,291 133.0 5.8% 1,058.7 46.2% 580.7 25.3%
    8 36 Modena Emilia-Romagna 2,688 164.3 6.1% 1,108.5 41.2% 1,035.3 38.5%
    8 37 Bologna Emilia-Romagna 3,702 496.8 13.4% 1,853.1 50.1% 1,848.5 49.9%
    8 38 Ferrara Emilia-Romagna 2,635 525.2 19.9% 2,627.6 99.7% 2,621.0 99.5%
    8 39 Ravenna Emilia-Romagna 1,859 415.1 22.3% 1,488.1 80.0% 635.5 34.2%
    8 40 Forli'-Cesena Emilia-Romagna 2,378 148.3 6.2% 490.2 20.6% 3.9 0.2%
    8 99 Rimini Emilia-Romagna 865 85.6 9.9% 172.1 19.9% 7.0 0.8%
    9 45 Massa Carrara Toscana 1,155 30.5 2.6% 50.2 4.3% 82.8 7.2%
    9 46 Lucca Toscana 1,773 130.2 7.3% 204.8 11.6% 336.0 18.9%
    9 47 Pistoia Toscana 964 62.8 6.5% 154.4 16.0% 219.8 22.8%
    9 48 Firenze Toscana 3,514 114.9 3.3% 263.4 7.5% 444.1 12.6%
    9 49 Livorno Toscana 1,213 121.6 10.0% 243.6 20.1% 538.8 44.4%
    9 50 Pisa Toscana 2,445 266.9 10.9% 582.7 23.8% 883.2 36.1%
    9 51 Arezzo Toscana 3,233 64.4 2.0% 218.7 6.8% 381.4 11.8%
    9 52 Siena Toscana 3,821 144.8 3.8% 343.6 9.0% 599.9 15.7%
    9 53 Grosseto Toscana 4,503 423.2 9.4% 675.0 15.0% 1,268.8 28.2%
    9 100 Prato Toscana 366 21.2 5.8% 54.4 14.9% 90.2 24.7%
    10 54 Perugia Umbria 6,337 173.3 2.7% 261.1 4.1% 394.8 6.2%
    10 55 Terni Umbria 2,127 58.4 2.7% 75.6 3.6% 84.5 4.0%
    11 41 Pesaro e Urbino Marche 2,568 1.6 0.1% 69.8 2.7% n.d. n.d.
    11 42 Ancona Marche 1,963 n.d. n.d. 61.9 3.2% n.d. n.d.
    11 43 Macerata Marche 2,779 0.6 0.0% 36.4 1.3% 0.8 0.0%
    11 44 Ascoli Piceno Marche 1,228 10.0 0.8% 41.7 3.4% 34.1 2.8%
    11 109 Fermo Marche 863 n.d. n.d. 31.3 3.6% n.d. n.d.
    12 56 Viterbo Lazio 3,615 84.3 2.3% 107.3 3.0% 120.3 3.3%
    12 57 Rieti Lazio 2,750 90.8 3.3% 97.1 3.5% 98.7 3.6%
    12 58 Roma Lazio 5,363 191.6 3.6% 252.1 4.7% 282.6 5.3%
    12 59 Latina Lazio 2,256 28.5 1.3% 63.4 2.8% 70.8 3.1%
    12 60 Frosinone Lazio 3,247 34.4 1.1% 52.5 1.6% 74.3 2.3%
    13 66 L'Aquila Abruzzo 5,047 18.4 0.4% 37.2 0.7% 48.2 1.0%
    13 67 Teramo Abruzzo 1,954 29.2 1.5% 36.1 1.8% 42.2 2.2%
    13 68 Pescara Abruzzo 1,230 17.4 1.4% 30.8 2.5% 31.0 2.5%
    13 69 Chieti Abruzzo 2,600 32.0 1.2% 45.8 1.8% 57.6 2.2%
    14 70 Campobasso Molise 2,925 69.2 2.4% 103.0 3.5% 121.5 4.2%
    14 94 Isernia Molise 1,535 16.3 1.1% 36.3 2.4% 40.0 2.6%
    15 61 Caserta Campania 2,651 311.1 11.7% 378.3 14.3% 435.6 16.4%
    15 62 Benevento Campania 2,080 46.0 2.2% 58.5 2.8% 61.0 2.9%
    15 63 Napoli Campania 1,179 34.5 2.9% 47.2 4.0% 93.8 8.0%
    15 64 Avellino Campania 2,806 22.1 0.8% 35.4 1.3% 43.0 1.5%
    15 65 Salerno Campania 4,954 98.2 2.0% 180.1 3.6% 209.7 4.2%
    16 71 Foggia Puglia 7,007 324.3 4.6% 454.3 6.5% 523.5 7.5%
    16 72 Bari Puglia 3,863 74.8 1.9% 94.3 2.4% 107.0 2.8%
    16 73 Taranto Puglia 2,467 108.9 4.4% 140.6 5.7% 200.3 8.1%
    16 74 Brindisi Puglia 1,861 32.6 1.8% 41.9 2.3% 49.6 2.7%
    16 75 Lecce Puglia 2,799 35.1 1.3% 64.9 2.3% 82.1 2.9%
    16 110 Barletta-Andria-Trani Puglia 1,543 74.8 4.9% 88.5 5.7% 97.4 6.3%
    17 76 Potenza Basilicata 6,594 47.2 0.7% 57.5 0.9% 62.2 0.9%
    17 77 Matera Basilicata 3,479 169.2 4.9% 219.2 6.3% 232.6 6.7%
    18 78 Cosenza Calabria 6,710 221.8 3.3% 226.3 3.4% 233.4 3.5%
    18 79 Catanzaro Calabria 2,415 96.0 4.0% 98.7 4.1% 109.5 4.5%
    18 80 Reggio di Calabria Calabria 3,210 126.4 3.9% 126.8 3.9% 130.6 4.1%
    18 101 Crotone Calabria 1,736 61.6 3.5% 67.6 3.9% 70.3 4.0%
    18 102 Vibo Valentia Calabria 1,151 57.3 5.0% 57.3 5.0% 57.7 5.0%
    19 81 Trapani Sicilia 2,470 15.5 0.6% 16.1 0.7% 17.6 0.7%
    19 82 Palermo Sicilia 5,009 11.8 0.2% 12.7 0.3% 14.2 0.3%
    19 83 Messina Sicilia 3,266 3.0 0.1% 3.2 0.1% 3.5 0.1%
    19 84 Agrigento Sicilia 3,053 14.6 0.5% 15.4 0.5% 16.7 0.5%
    19 85 Caltanissetta Sicilia 2,138 13.2 0.6% 13.4 0.6% 15.2 0.7%
    19 86 Enna Sicilia 2,575 14.1 0.5% 17.4 0.7% 23.3 0.9%
    19 87 Catania Sicilia 3,574 107.4 3.0% 197.6 5.5% 253.9 7.1%
    19 88 Ragusa Sicilia 1,624 0.0 0.0% 0.0 0.0% 0.0 0.0%
    19 89 Siracusa Sicilia 2,124 65.9 3.1% 77.3 3.6% 80.7 3.8%
    20 90 Sassari Sardegna 7,692 149.0 1.9% 169.7 2.2% 246.7 3.2%
    20 91 Nuoro Sardegna 5,638 114.2 2.0% 136.4 2.4% 206.1 3.7%
    20 92 Cagliari Sardegna 1,249 91.8 7.4% 108.2 8.7% 248.3 19.9%
    20 95 Oristano Sardegna 2,990 167.8 5.6% 198.3 6.6% 313.3 10.5%
    20 111 Sud Sardegna Sardegna 6,531 183.2 2.8% 244.8 3.7% 587.6 9.0%
    Totale Italia 302,066 12,405 4.1% 25,398 8.4% 32,961 10.9%
  • Titolo: Figura 4: Percentuale di territorio con aree a pericolosità idraulica media P2 su base comunale - Mosaicatura 2017
    Fonte: ISPRA

    Figura 4: Percentuale di territorio con aree a pericolosità idraulica media P2 su base comunale - Mosaicatura 2017
  • Titolo: Figura 5: Mosaicatura delle aree a pericolosità idraulica sul Geoportale ISPRA
    Fonte: ISPRA

    Figura 5: Mosaicatura delle aree a pericolosità idraulica sul Geoportale ISPRA