Report

SPESE PER LA RICERCA E SVILUPPO NEL SETTORE INDUSTRIA

Abstract indicatore: 
L'indicatore registra l'aggiornamento tecnologico delle imprese del settore industria che però è solo indirettamente correlabile al miglioramento delle prestazioni ambientali. Se consideriamo le sole imprese industriali i dati definitivi indicano un incremento della spesa per ricerca e sviluppo pari al 10,8% circa, tra il 2012 e il 2015. Al 2020, l’obiettivo comune per i livelli di investimento per ricerca e innovazione (pubblico più privato), convenuto per l’intera Unione Europea, è pari al 3% del PIL dell'UE. Nel 2016 l'incidenza percentuale della spesa per R&S intra - muros sul PIL risulta, per l'UE-28, pari al 2,03% del PIL, per l’Italia, pari all’1,29% del PIL non lontano dall'obiettivo nazionale pari all'1,53%. Non diminuisce, comunque, il ritardo accumulato rispetto ad altri Paesi europei, infatti in Francia risulta pari al 2,25%, in Germania al 2,94% e in Austria al 3,09% del PIL.

Descrizione: 
L'indicatore riporta il valore delle spese sostenute dalle imprese industriali per attività di R&S in generale; spese non necessariamente dedicate all'ambito della protezione ambientale. Le spese per attività di R&S sono, comunque, da considerarsi utili ai fini della protezione ambientale, poiché implicano un sicuro incremento della capacità di aggiornamento tecnologico delle aziende, fattore strategico per un miglioramento delle prestazioni ambientali.

Scopo: 
Le spese sostenute dall'industria per ricerca e sviluppo (R&S) rappresentano una fonte di informazione per valutare la capacità innovativa e competitiva del Paese in particolare del settore industriale

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Regolamento n. 995/2012 Commissione europea

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il conseguimento di un adeguato rapporto tra spesa per ricerca e sviluppo (R&S) e PIL è uno degli obiettivi della strategia Europa 2020 definita dalla Commissione europea nel marzo 2010 per creare le condizioni per un'economia più competitiva con un più alto tasso di occupazione. La strategia mira a una crescita che sia: intelligente (investimenti più efficaci nell’istruzione, la ricerca e l’innovazione), sostenibile (scelta di una economia a basse emissioni di CO2) e solidale (creazione di posti di lavoro e riduzione della povertà). L’obiettivo comune per i livelli di investimento per ricerca e innovazione (pubblico più privato), convenuto per l’intera Unione Europea, è pari al 3% del PIL dell'UE. Per l’Italia l’obiettivo nazionale è 1,53%.
DPSIR: 
Risposta

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Performance (tipo B)

Riferimenti bibliografici: 
ISTAT, Ricerca e Sviluppo in Italia;
Eurostat, Statistics explained- Spesa per la protezione dell'ambiente

Limitazioni: 
Il dato fornisce informazioni solo a livello nazionale

Ulteriori azioni: 
-
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Biennale

Accessibilità dei dati di base: 
ISTAT, Statistiche report, Anni vari, Ricerca e Sviluppo in Italia;
Eurostat,Anni vari, Statistics explained, - Spesa per la protezione dell'ambiente

Fonte dei dati di base: 
EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
OECD (Organization for Economic Cooperation and Development)

Unità di misura dell'indicatore: 
Euro (€)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
-Le rilevazioni sulla Ricerca e lo Sviluppo sperimentale in Italia, condotte annualmente dall'Istat, sono finalizzate a rilevare dati sulle imprese, le istituzioni pubbliche e le istituzioni private non profit che svolgono sistematicamente attività di ricerca. Esse vengono condotte utilizzando le metodologie suggerite dal Manuale Ocse/Eurostat sulla rilevazione statistica delle attività di R&S (Manuale di Frascati), pubblicato nel 1964 e aggiornato nel 2002. Ciò assicura la comparabilità dei risultati a livello internazionale.

Core set: 
Green growth OECD
Headline per il monitoraggio degli obiettivi della Strategia UE 'Europa2020'
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2012-2015; previsioni 2016-2017

Qualità dell'informazione: 
L’indicatore registra l’aggiornamento tecnologico delle imprese del settore industria che però è solo indirettamente correlabile al miglioramento delle prestazioni ambientali. I dati utilizzati per popolare l’indicatore sono prodotti da enti istituzionali. L’ISTAT raccoglie annualmente informazioni circa le attività di R&S delle imprese italiane. La rilevazione è obbligatoria per gli Stati membri dell’Unione Europea in base al Regolamento n. 995/2012 della Commissione. Buona la comparabilità nel tempo e nello spazio dell’indicatore. Le metodologie utilizzate per rilevare i dati rendono possibile anche la comparabilità dei risultati a livello internazionale.

Periodicità di aggiornamento: 
Biennale


Stato e trend: 
Nel 2016 (dati previsti) la spesa per ricerca e sviluppo intra muros sostenuta dall’insieme dei settori esecutori (imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università) supera i 21,69 miliardi di euro. Le previsioni indicano una diminuzione rispetto all’anno precedente del 2,5% circa. Anche per il 2017 le previsioni segnalano un’ulteriore decremento della spesa per le imprese. Se consideriamo le sole imprese industriali i dati definitivi indicano un incremento della spesa per ricerca e sviluppo pari al 10,8% circa, tra il 2012 e il 2015.

Commenti: 
L'attività di ricerca e sviluppo (R&S) è definita come il complesso di lavori creativi intrapresi in modo sistematico sia per accrescere l'insieme delle conoscenze (ivi compresa la conoscenza dell'uomo, della cultura e della società) sia per utilizzare tali conoscenze per nuove applicazioni. Se ci si riferisce ai soli dati definitivi, questi indicano che, anche per il 2015, il contributo prevalente alla spesa per ricerca e sviluppo del settore industria proviene dalle attività manifatturiere (97,3% del totale) con un incremento del 3,4% rispetto all’anno precedente. La spesa per R&S sostenuta dal settore delle Attività estrattive; fornitura di energia elettrica, gas e acqua; trattamento rifiuti, incide sul totale solo per l’1,6%, mentre il settore costruzioni per l’1,1% (Tabella 1). Nella Tabella 2 è riportata la spesa per R&S intra-muros delle imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni non profit e università italiane che per il 2015 ammonta complessivamente a 22.157 milioni di Euro . In termini di composizione percentuale si evidenzia il ruolo trainante delle imprese industriali che coprono il 72% della spesa complessiva di tutte le imprese (Figura 1) e il 41,9% del totale. L’incidenza percentuale della spesa per R&S intra - muros sul PIL (indicatore previsto dalla Strategia Europa 2020) risulta, per l’Italia, pari all’1,29% (2016), non lontano dall’obiettivo fissato a livello nazionale pari all’1,53%. Non diminuisce , però, il ritardo accumulato rispetto ad altri Paesi europei, infatti in Francia risulta pari al 2,25%, in Germania al 2,94% e in Austria al 3,09% del PIL. La Figura 2 mostra un quadro piuttosto variegato della Spesa per R&S negli Stati Membri. Nel 2016 è compresa tra lo 0,4% della Lettonia e il 3,2% della Svezia. Va segnalato che la RepubblicaCeca, con l’1,68% ha superato il proprio obiettivo (1,00%) . Si fa presente che per molti Stati membri i valori indicati nella Tabella 3, risultano stimati o provvisori.
  • Titolo: Tabella 1: Spesa per Ricerca e Sviluppo intra-muros1 nel settore industria
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISTAT ( Report- Ricerca e sviluppo in Italia- 17 novembre 2017)

    Note: 1 Spese per attività di R&S svolte con proprio personale e con proprie attrezzature;
    Tabella 1: Spesa per Ricerca e Sviluppo intra-muros1 nel settore industria
    Attività economiche ( ATECO 2007) 2012 2013 2014 2015 Variazione percentuale 15/14 Composizione percentuale 2015
    Migliaia di Euro %
    Attività manifatturiere 8,251,463 8,279,012 8,735,888 9,029,062 3.4 97.3
    Attività estrattive; fornitura di energia elettrica, gas e acqua;trattamento e smaltimento rifiuti 90,136 91,209 210,211 148,632 -29.3 1.6
    Costruzioni 36,449 42,078 37,627 104,999 179.0 1.1
    TOTALE 8,378,048 8,412,299 8,983,726 9,282,693 3.3 100
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati ISTAT ( Report- Ricerca e sviluppo in Italia- 17 novembre 2017)
    Nota: 1 Spese per attività di R&S svolte con proprio personale e con proprie attrezzature;
    0
  • Titolo: Tabella 2: Spesa per Ricerca e Sviluppo intra-muros1per settore istituzionale
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISTAT (Dati estratti febbraio 2018 da I.Statt)

    Note: a Dati previsti 1 Spese per R&S svolte con proprio personale e con proprie attrezzature
    Tabella 2: Spesa per Ricerca e Sviluppo intra-muros1per settore istituzionale
    Settore istituzionale 2012 2013 2014 2015 2016a 2017a Variazione percentuale 15/14 Composizione percentuale 2015
    Milioni di Euro %
    Istituzioni pubbliche 3,040 2,937 2,960 2,911 2,855 2,964 -1.7 13.1
    Istituzioni private non profit 607 627 662 707 647 652 6.8 3.2
    Imprese 11,107 11,480 12,344 12,886 12,590 12,315 4.4 58.2
    di cui: imprese settore industriale 8,378 8,412 8,984 9,283 - - 41.9
    Università 5,748 5,938 6,325 5,653 5,519 - 24.9
    TOTALE 20,502 20,982 22,291 22,157 21,611 - -1.0 100.0
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISTAT (Dati estratti febbraio 2018 da I.Statt)
    1 Spese per R&S svolte con proprio personale e con proprie attrezzature
    Note:
    a Dati previsti
  • Titolo: Tabella 3: Spesa per R&S in % del PIL - Obiettivo Europa 2020
    Fonte: Eurostat (dati estratti il 14/2/2018)

    Note: Nota: - non disponibile e: dato stimato p: dato provvisorio
    Tabella 3: Spesa per R&S in % del PIL - Obiettivo Europa 2020
    PAESI UE28 2016 Obiettivo Europa 2020
    Austria p3,09 3.76
    Belgio p2,49 3.00
    Bulgaria p0,78 1.50
    Cipro p0,50 0.50
    Croazia p0,84 1.40
    Danimarca e2,87 3.00
    Estonia p1,28 3.00
    Finlandia 2.75 4.00
    Francia p2,25 3.00
    Germania p2,94 3.00
    Grecia p0,99 1.21
    Irlanda e1,18 2.00
    Italia p1,29 1.53
    Lettonia p0,44 1.50
    Lituania p0,74 1.90
    Lussemburgo p1,24 2.30
    Malta p0,61 2.00
    Paesi Bassi p2,03 2.50
    Polonia p0,97 1.70
    Portogallo p1,27 2.70
    Regno Unito p1,69 -
    Repubblica Ceca p1,68 1.00
    Romania 0.48 2.00
    Slovacchia 0.79 1.20
    Slovenia p2,00 3.00
    Spagna p1,19 2.00
    Svezia p3,25 4.00
    Ungheria 1.21 1.80
    UE-28 p2,03 3.00
    Fonte: Eurostat (dati estratti il 14/2/2018)
    Nota: - non disponibile
    e: dato stimato
    p: dato provvisorio
  • Titolo: Figura 1: Andamento della spesa per R&S per settore istituzionale
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISTAT

    Figura 1: Andamento della spesa per R&S per settore istituzionale
  • Titolo: Figura 2: Spese per R&S in percentuale sul PIL (2016)-Obiettivo Europa 2020
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati EUROSTAT

    Figura 2: Spese per R&S in percentuale sul PIL (2016)-Obiettivo Europa 2020