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QUOTA DELLA FLOTTA VEICOLARE CONFORME A DETERMINATI STANDARD DI EMISSIONE

Abstract indicatore: 
L'indicatore consente di monitorare la quota della flotta veicolare conforme agli standard di emissione più recenti per i nuovi veicoli. Per le automobili è ancora presente una quota non trascurabile di veicoli a benzina di classe euro 0 (15,2%), mentre per le auto diesel questa quota è molto inferiore e pari al 3,5% circa. Più preoccupante la situazione del parco commerciale, in gran parte con motorizzazioni diesel, dove il 22,5% dei veicoli “leggeri” (furgoni) e il 41,4% dei veicoli “pesanti” merci sono ancora di classe euro I o inferiore.

Descrizione: 
L'indicatore misura quanta parte della flotta veicolare risulta conforme agli standard di emissione più recenti, e più stringenti, per i nuovi veicoli. Le emissioni di sostanze nocive in questo settore sono collegate in gran parte alle modalità di combustione delle fonti energetiche; l'uso di tecnologie appropriate le riduce in misura notevole.

Scopo: 
Monitorare la quota della flotta veicolare conforme agli standard di emissione più recenti per i nuovi veicoli.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Direttiva 70/220/CEE
Direttiva 88/77/CE
Regolamento (CE) n. 595/2009
DL 5/2009

Obiettivi fissati dalla normativa: 
A livello comunitario, le emissioni inquinanti dai veicoli stradali sono regolamentate separatamente secondo la distinzione tra veicoli leggeri (autovetture e veicoli commerciali leggeri) e veicoli pesanti (autocarri e autobus). I primi valori limite alle emissioni sono stati posti dalle direttive 70/220/CEE e 88/77/CE, rispettivamente per i veicoli leggeri e per quelli pesanti; tali valori sono stati resi gradatamente più stringenti da una serie di modifiche successive rappresentate dai ben noti standard Euro da 1 a 6 per le auto e da Euro I a VI per i veicoli pesanti.
Le più recenti norme Euro 6 per i veicoli leggeri sono entrate in vigore a gennaio 2016; in questa norma sono previste forti riduzioni per le emissioni di materiale particolato e di ossidi di azoto dalle auto diesel. Per i veicoli pesanti nel 2009 è stato approvato il Regolamento (CE) n. 595/2009 per un nuovo standard Euro VI, che è entrato in vigore nel 2014 .
DPSIR: 
Determinante

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Efficacia delle politiche (tipo D)

Riferimenti bibliografici: 
-

Limitazioni: 
-

Ulteriori azioni: 
-
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Dati ACI e Motorizzazione civile

Fonte dei dati di base: 
ACI (Automobile Club d'Italia)
MIT (Ministero delle Infrastruttura e dei Trasporti)

Unità di misura dell'indicatore: 
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Le percentuali della flotta circolante rispondenti a determinati standard emissivi sono ricavate fino al 2006 sulla base di dati ACI e dal 2007 sulla base dei dati di fonte Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tali dati, utilizzati ai fini della redazione dell’inventario nazionale delle emissioni in atmosfera, sono relativi alla numerosità del parco circolante nazionale nell’anno oggetto di studio, nel dettaglio della tipologia di veicolo, alimentazione, classe di cilindrata o peso e standard Euro.

Core set: 
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale

Copertura temporale: 
2000 - 2016

Qualità dell'informazione: 
L'informazione è accurata e la comparabilità è buona. L'indicatore è semplice e facile da interpretare. Le percentuali della flotta circolante rispondenti a determinati standard emissivi sono ricavate fino al 2006 da stime ACI basate sull'anno di immatricolazione del veicolo e sull'effettiva "classe euro" dei veicoli più recenti. A partire dal 2007 sono disponibili le elaborazioni della Motorizzazione Civile che utilizzano l'effettivo standard emissivo dei veicoli circolanti, sulla base dei dati di immatricolazione e dei controlli periodici.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
In Italia l’adeguamento della flotta veicolare agli standard ambientali per i nuovi veicoli procede con un ritmo fisiologico di sostituzione del parco. Per le automobili è ancora presente una quota non trascurabile di veicoli a benzina di classe euro 0 (15,2%), mentre per le auto diesel questa quota è molto inferiore e pari al 3,5% circa. Riguardo ai motocicli, circa il 46% è di classe euro 0 e 1 (quest’ultima equivalente o peggiorativa rispetto agli euro 0, tranne che per le emissioni di COV). Più preoccupante la situazione del parco commerciale, in gran parte con motorizzazioni diesel, dove il 22,5% dei veicoli “leggeri” (furgoni) e il 41,4% dei veicoli “pesanti” merci sono ancora di classe euro I o inferiore. Per i veicoli commerciali solo con la classe euro II si registrano significative riduzioni delle emissioni di ossidi di azoto e particolato. Si segnala inoltre che, nel caso dei veicoli commerciali pesanti, le prove su strada dei veicoli euro V non hanno mostrato le riduzioni attese di emissioni di ossidi di azoto e di particolato, per cui questi veicoli presentano in media emissioni analoghe a quelle dei veicoli euro IV.

Commenti: 
L’identificazione della classe “euro” di appartenenza di un veicolo si riferisce a periodi di applicabilità molto diversi a seconda del tipo di veicolo (Tabella 1). La tipologia di veicolo determina, inoltre, un’elevata variabilità sia delle emissioni per chilometro percorso, sia della percentuale di abbattimento delle emissioni regolamentate (monossido di carbonio, ossidi di azoto, composti organici volatili e particolato) che aumenta man mano che si sale nella classe “euro”. Le emissioni delle diverse tipologie di veicoli non sono però direttamente confrontabili tra loro, in particolare le emissioni per chilometro percorso dei veicoli pesanti, differendo fino a uno o due ordini di grandezza rispetto alle automobili/veicoli commerciali leggeri. Comunque la distinzione per classe euro fornisce un quadro d’insieme sintetico che consente di apprezzare la diffusione, nel parco circolante, dei veicoli meno inquinanti.
La Figura 1 mostra la quota parte dei veicoli circolanti a livello nazionale conformi a standard ambientali restrittivi; i maggiori ritardi si registrano nei veicoli commerciali pesanti, e nei motocicli. Si ricorda che nel caso dei motocicli il rispetto delle norme è legato alla data di omologazione e non di immatricolazione, per cui è possibile continuare a vendere veicoli di classi precedenti, purché non abbiano subito modifiche.
La diffusione dei veicoli più nuovi non è omogenea a livello nazionale. Nelle Figure 2 e 3 si riporta un quadro sinottico della conformità a standard ambientali del parco automobilistico e del parco merci nelle varie regioni.
Per le autovetture, vedi Figura 2, le regioni del sud e delle isole (Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna) più l’Umbria e il Lazio sono ancora caratterizzate da una presenza di autoveicoli di tipo Euro 0 uguale o superiore al 10%. Inoltre in Molise, Campania, Calabria, Puglia Basilicata e Sicilia i veicoli di “vecchia generazione” (fino allo standard euro 2 incluso) sono ancora più del 30% del parco. Viceversa nelle regioni del Centro-nord (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna, Toscana) lo sviluppo della motorizzazione è caratterizzato da veicoli conformi agli standard emissivi più recenti (Euro 4 - 6) per oltre il 60% del parco, con il Trentino e la Valle d’Aosta che superano il 75%.
Per quanto riguarda i veicoli commerciali, che comprendono i veicoli industriali leggeri, pesanti ed i trattori stradali, la Figura 3 mostra l’esistenza di un parco veicolare più moderno (euro IV - VI) in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio; seguono Umbria, Marche e Abruzzo, mentre in Molise, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna si registra ancora una prevalenza nel parco dei veicoli di classe euro II o inferiore. La distribuzione è simile a quella delle auto tuttavia le differenze nella vetustà del parco veicoli merci sono molto più accentuate rispetto a quello delle auto, con veicoli Euro 0 che tuttora rappresentano circa il 25-30% del parco in queste ultime regioni. Il dato è correlato al reddito medio della popolazione.
  • Titolo: Tabella 1: Veicoli adeguati agli standard ambientali in Italia (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Motorizzazione Civile

    Note: La tabella riporta i valori percentuali con riferimento al parco circolante. Le date si riferiscono all’obbligo per l’immatricolazione o, nel caso dei motocicli, di omologazione. I veicoli più aggiornati sono messi in vendita spesso in anticipo rispetto alla scadenza prevista.
    Tabella 1: Veicoli adeguati agli standard ambientali in Italia (2016)
    Veicoli %
    Autovetture Pre-euro/Euro 0 Euro 1, da 1.1.93 Euro 2, da 1.1.97 Euro 3, da 1.1.01 Euro 4, da 1.1.06 Euro 5, da 1.1.10 Euro 6, da 1.1.16
    Auto benzina 15.1 5.9 18.7 14.8 26.8 12.0 6.7
    Auto gasolio 3.5 1.5 7.3 20.2 33.1 24.6 9.7
    Auto GPL 8.0 3.9 9.9 7.1 41.2 20.9 9.0
    Auto metano 3.4 2.2 8.6 7.7 37.3 28.3 12.5
    Motocicli e motocarri Pre-euro/Euro 0 Euro 1, da 1.1.03 Euro 2, da 1.1.06 Euro 3, da 1.1.09 Euro 4
    Tutte le alimentazioni 27.8 18.2 17.4 35.9 0.7
    Veicoli commerciali Leggeri Pre-euro/Euro 0 Euro 1, da 1.1.95 Euro 2, da 1.1.98 Euro 3, da 1.1.01 Euro 4, da 1.1.06 Euro 5, da 1.1.10 Euro 6, da 1.1.16
    Tutte le alimentazioni 14.2 8.3 16.0 22.8 21.4 14.6 2.7
    Veicoli pesanti Pre-euro/Euro 0 Euro 1/stage I Euro 2/stage II Euro 3, da 1.1.01 Euro 4, da 1.1.06 Euro 5, da 1.1.09 Euro 6, da 1.1.14
    Veicoli commerciali pesanti 35.1 6.2 14.6 20.3 3.9 14.7 5.2
    Autobus urbani ed extraurbani 14.9 4.1 21.0 24.9 7.9 17.0 10.2
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Motorizzazione Civile
    Nota: La tabella riporta i valori percentuali con riferimento al parco circolante. Le date si riferiscono all’obbligo per l’immatricolazione o, nel caso dei motocicli, di omologazione. I veicoli più aggiornati sono messi in vendita spesso in anticipo rispetto alla scadenza prevista.
  • Titolo: Figura 1: Percentuali del parco circolante conformi agli standard euro 3 o superiori
    Fonte: Elaborazioni ISPRa su dati ACI (fino al 2006) e Motorizzazione civile (dal 2007 in poi).

    Figura 1: Percentuali del parco circolante conformi agli standard euro 3 o superiori
  • Titolo: Figura 2: Percentuali di autovetture per regione e per tecnologia (2016)
    Fonte: Elaborazione Ispra su dati ACI

    Figura 2: Percentuali di autovetture per regione e per tecnologia (2016)
  • Titolo: Figura 3: Percentuali di veicoli industriali (leggeri, pesanti e trattori stradali) per regione e per tecnologia (2016)
    Fonte: Elaborazione Ispra su dati ACI

    Figura 3: Percentuali di veicoli industriali (leggeri, pesanti e trattori stradali) per regione e per tecnologia (2016)