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EMISSIONI SPECIFICHE DI ANIDRIDE CARBONICA

Abstract indicatore: 
L'indicatore confronta le diverse modalità di trasporto in termini di emissioni specifiche. Esso consente, inoltre, il monitoraggio delle emissioni del parco auto circolante, nonché il rispetto degli accordi volontari tra la Commissione europea e l'industria automobilistica riguardo alle emissioni di anidride carbonica. A partire dal 2001, anno in cui la Motorizzazione Civile ha iniziato a monitorare le emissioni specifiche del parco immatricolato nuovo, esse risultano in continua diminuzione; in particolare nel 2016 le emissioni specifiche del parco nuovo immatricolato in Italia sono scese notevolmente raggiungendo i 113,0 g CO2/km.

Descrizione: 
Per “emissioni specifiche di CO2” si intendono le emissioni di CO2 di un’autovettura misurate durante il ciclo di omologazione del veicolo a norma del regolamento (CE) 715/2007 e indicate come emissioni in massa di CO2 per ogni km percorso. Per “emissioni specifiche medie di CO2” di un costruttore di automobili si intende la media delle emissioni specifiche di CO2 di tutte le autovetture nuove che produce in un determinato anno. Dato che il contenuto di carbonio dei combustibili utilizzati non è modificabile l’indicatore si riferisce principalmente all’efficienza energetica media del veicolo, determinata dall’efficienza tecnica dell’insieme motore-veicolo.
Per emissioni specifiche medie su strada si intendono le emissioni del parco circolante su strada in Italia. Queste emissioni sono determinate dall’efficienza energetica motore veicolo e dai combustibili utilizzati dalla flotta circolante (numero e tipo di veicoli), dall’utilizzo dei veicoli (coefficienti di occupazione e fattori di carico) e dalle caratteristiche di guida (velocità e stile di guida).

Scopo: 
Confrontare le diverse modalità di trasporto in termini di emissioni specifiche. Esso consente, inoltre, il monitoraggio delle emissioni del parco auto circolante, nonché il rispetto degli accordi volontari tra la Commissione europea e l'industria automobilistica riguardo alle emissioni di anidride carbonica.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo

Riferimenti normativi: 
Direttiva 1999/94/CE
DPR 84/2003
Regolamento (CE) 715/2007
Regolamento 443/2009 CE

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Nel 2007 la Commissione Europea ha adottato una comunicazione relativa ai risultati del riesame della strategia comunitaria per ridurre le emissioni di CO2 delle auto e dei veicoli commerciali leggeri; la comunicazione metteva in evidenza l’impossibilità, con gli accordi volontari stipulati con i costruttori di automobili negli anni precedenti, di perseguire l’obiettivo comunitario stabilito nel 1995 di 120 g CO2/km come livello medio di emissioni per il nuovo parco auto entro l’anno 2010. Successivamente il Regolamento (CE) 443/2009 ha fissato il livello medio delle emissioni di CO2 delle auto nuove a 130 g CO2/km, da conseguire entro il 2014; il valore stabilito va corretto sulla base della massa dei veicoli effettivamente venduti, la correzione mediamente non supera i +/- 5g CO2/km. Il valore obiettivo si applica al totale delle vendite di ogni costruttore/importatore ed un sistema di sanzioni sarà applicato alle case costruttrici che non rispettano le emissioni stabilite. Per i costruttori che immatricolano centinaia o poche migliaia di pezzi l’anno è previsto che il livello emissivo sia stabilito caso per caso.
Le sanzioni saranno pari a 5/15/25 €/g CO2/km rispettivamente per superamenti di non più di 1/2/3 g dell’obiettivo stabilito, oltre tale livello l’onere sarà pari a 95 € per ogni g di emissioni in più. Dal 2019 la riduzione delle sanzioni per i primi 3 g di superamento è eliminata.
A partire dal 2020, l’obiettivo è pari a 95 g CO2/km ed è stata presentata dalla Commissione la proposta di una ulteriore riduzione del 30% nel corso del periodo 2021-2030. Tutti i dati di emissione di cui sopra si riferiscono al ciclo guida di omologazione che era in vigore fino a settembre 2017, i dati riferiti al nuovo ciclo guida saranno disponibili dal prossimo anno e comporteranno anche l’aggiornamento dei valori obiettivo del periodo 2021-2030 .
Per quanto riguarda l’informazione ai consumatori, la direttiva 1999/94/CE, recepita in Italia con il DPR 84/2003, richiede la pubblicazione annuale da parte di ogni Stato Membro di una guida sul risparmio di carburante e sulle emissioni di CO2 delle autovetture.
DPSIR: 
Determinante
Pressione

Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)
Efficienza (tipo C)

Riferimenti bibliografici: 
Non compilato

Limitazioni: 
Un limite dell'indicatore consiste nel fatto che sono disponibili solo dati relativi alle autovetture, mentre non vi sono precise rilevazioni statistiche per quanto riguarda il parco dei veicoli commerciali e dei motocicli; pertanto l'indicatore si riferisce solo al trasporto stradale su automobili.

Ulteriori azioni: 
-
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Le emissioni specifiche di anidride carbonica relative ai veicoli su strada sono di fonte ISPRA; i dati risultanti dal ciclo di omologazione derivano da EEA (anni 2010 - 2016) e da MIT (anni 2001 - 2009).

Fonte dei dati di base: 
EEA (European Environmental Agency)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
MIT (Ministero delle Infrastruttura e dei Trasporti)

Unità di misura dell'indicatore: 
Grammi di anidride carbonica per chilometro (gCO2/km)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Vengono calcolati due tipi di indicatore: le emissioni medie dei veicoli nuovi immatricolati e le emissioni medie su strada del parco auto circolante in Italia, con dati specifici per il parco diesel e benzina. Il primo indicatore si riferisce alle emissioni registrate durante la prova di omologazione europea dei veicoli (ECE + EUDC); questo test, che è identico per tutte le auto, misura le emissioni del complesso motore–veicolo con tutti gli accessori (ad esempio l'aria condizionata) spenti. L'indicatore esprime le emissioni medie annuali per alimentazione, solo per benzina e diesel, e consente un monitoraggio dell'evoluzione tecnologica in atto. Il secondo indicatore si riferisce all'uso effettivo dei veicoli, includendo tutti gli ambiti di traffico (urbano, extraurbano e autostradale) e i diversi stili di guida delle automobili. Queste stime sono contenute nel modello europeo Copert per ogni tipologia di veicolo e sono ricavate da prove sui veicoli in condizioni d'uso realistiche.

Core set: 
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
1990, 1995, 2000, 2005, 2010-2016

Qualità dell'informazione: 
Il calcolo dell’indicatore richiede l’applicazione di algoritmi complessi ottenuti da una metodologia scientifica consolidata a livello internazionale. Le stime elaborate, sulla base di dati specifici nazionali, esprimono valori medi, aggiornati annualmente e quindi in grado di rappresentare l'evoluzione del fenomeno nel tempo.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
I trasporti costituiscono, dopo le industrie energetiche, il settore maggiormente responsabile delle emissioni di gas serra, nonché quello che presenta il tasso di crescita più elevato per queste emissioni (vedi indicatore Emissioni di gas serra dai trasporti). Queste emissioni sono direttamente proporzionali ai consumi energetici, con una piccola differenza tra benzina e gasolio, se misurata rispetto al contenuto di energia. Carburanti a ridotto impatto ambientale, quali GPL e gas naturale, producono anche minori emissioni di CO2 (rispettivamente -11% e -25%), sempre misurate relativamente al contenuto energetico del combustibile. L’elettricità non produce emissioni di anidride carbonica al momento dell’uso ma, se è ottenuta da fonte fossile, vanno considerate le emissioni specifiche legate alla produzione. Pertanto, insieme alla sostituzione del carburante, anche i miglioramenti nell’efficienza energetica dei trasporti riducono le emissioni di anidride carbonica. Per quanto riguarda in particolare il trasporto stradale, le emissioni specifiche di anidride carbonica sono diminuite negli ultimi anni, soprattutto grazie ai miglioramenti conseguiti nell’efficienza delle autovetture. Il valore medio UE delle emissioni del parco nuovo immatricolato nel 1995 era di circa 185 g/km. Nel 2013 la media del parco nuovo europeo era pari a 126,7 g CO2/km, con una riduzione del 4,1% rispetto all’anno precedente. L’obiettivo fissato dal regolamento UE per il 2015 (130 g CO2/km) è stato raggiunto con due anni di anticipo. Le emissioni specifiche di CO2 del trasporto aereo, sebbene in diminuzione, hanno lo stesso ordine di grandezza di quelle della strada, mentre la ferrovia e il trasporto marittimo rimangono le modalità di trasporto più efficienti.

Commenti: 
Nel periodo 1995-2016, le emissioni specifiche di anidride carbonica dalle automobili circolanti in Italia sono diminuite, in modo più accentuato per la motorizzazione diesel, grazie al forte rinnovo intervenuto nel parco circolante ed ai miglioramenti tecnologici intervenuti (Tabella 1). Si sottolinea che i dati in Tabella 1 si riferiscono al consumo su strada e al parco circolante totale per ogni alimentazione. Si evidenzia, inoltre che la cilindrata media delle vetture alimentate a GPL e metano è molto più alta di quella delle vetture alimentate a benzina, questo comporta una scarsa rappresentatività dei dati riportati dal punto di vista delle potenzialità di riduzione delle emissioni dei diversi combustibili fossili. La serie storica riportata in tabella è stata aggiornata dal 2005 in poi per via delle revisioni intervenute nel modello Copert. I nuovi dati sono in generale più conservativi dei precedenti, in particolare per le motorizzazioni diesel.
A partire dal 2001, anno in cui la Motorizzazione Civile ha iniziato a monitorare le emissioni specifiche del parco immatricolato nuovo, esse risultano in continua diminuzione (Tabella 2); in particolare nel 2016 le emissioni specifiche del parco nuovo immatricolato in Italia sono scese notevolmente raggiungendo i 113,0 g CO2/km. In questo caso si tratta dei consumi rilevati durante le prove di omologazione dei veicoli. Il risultato è stato raggiunto anche grazie alla diffusione di auto alimentate a GPL/Metano e di piccola cilindrata, vedi indicatore “Quota della flotta veicolare conforme a determinati standard di emissione”. La tendenza rilevata negli anni ha consentito di superare, come Paese, gli obiettivi stabiliti a livello europeo per il 2015.
Si fa presente che i dati delle due tabelle sopradescritte non sono direttamente confrontabili tra loro in quanto si riferiscono a diversi utilizzi dei veicoli:
- in Tabella 1 sono riportate le stime delle emissioni risultanti dal consumo medio di carburante durante l’uso effettivo dei veicoli su strada, così come risulta dai dati medi nazionali stimati da ISPRA con il modello COPERT 4;
- in Tabella 2 sono invece considerate le emissioni rilevate durante il ciclo di guida standardizzato che si effettua nell’ambito delle prove di omologazione del veicolo (protocollo Nedc: New european driving cycle), oggetto di numerose critiche relativamente alla sua rappresentatività dell’uso reale dei veicoli, e successivamente sostituito, da settembre 2017, dal Wltp (Worldwide harmonized light vehicles test procedure), affiancato dal test Rde (real driving emissions).
- In tabella 3 è riportato il parco circolante suddiviso per alimentazione; questo parco è lo stesso utilizzato per la stima dell’indicatore “Consumi energetici nei trasporti”.
  • Titolo: Tabella 1: Emissioni specifiche medie di CO2 dalle autovetture su strada
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati MiSE, MIT e ACI.

    Note: La serie storica è stata rivista dal 2005 coerentemente con l'aggiornamento dei fattori di emissione effettuato ai fini della redazione dell'inventario nazionale comunicato da ISPRA nel 2017 nell'ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC).
    Tabella 1: Emissioni specifiche medie di CO2 dalle autovetture su strada
    1990 1995 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    gCO2/ km
    Parco autovetture benzina 180.3 174.8 171.9 178.1 179.7 179.5 181.0 182.0 182.6 182.8 182.4
    Parco autovetture gasolio 189.0 187.0 185.5 177.5 167.2 166.0 164.1 163.9 163.7 163.4 163.5
    Parco autovetture GPL 172.9 174.4 176.9 182.0 189.6 188.4 185.9 185.2 183.0 182.0 182.3
    Parco autovetture gas naturale 184.1 178.1 162.4 178.7 180.1 178.9 178.1 178.3 177.4 178.9 180.0
    Parco autovetture ibride (benzina - elettrico) 129.1 127.1 129.9 130.1 129.4 129.4 130.4
    Media pesata del parco totale autovetture 181.9 176.8 175.2 178.0 174.2 173.4 172.5 172.6 172.0 171.8 171.5
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati MiSE, MIT e ACI.
    Nota:
    La serie storica è stata rivista dal 2005 coerentemente con l'aggiornamento dei fattori di emissione effettuato ai fini della redazione dell'inventario nazionale comunicato da ISPRA nel 2017 nell'ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC)
  • Titolo: Tabella 2: Emissioni specifiche medie pesate del parco italiano immatricolato nuovo (ciclo di omologazione)
    Fonte: 2001 - 2009 MIT (Motorizzazione Civile); 2010-2016 EEA (European Environment Agency)

    Note: (1) Include le auto nuove a GPL e a metano.
    Tabella 2: Emissioni specifiche medie pesate del parco italiano immatricolato nuovo (ciclo di omologazione)
    2001 2005 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    g CO2 / km
    Autovetture a benzina 158.0 151.0 132.9 131.4 127.4 124.5 122.3 120.1 117.5 117.3
    Autovetture diesel 158.1 148.5 142.8 137.5 132.2 129.5 123.8 119.9 115.5 111.8
    Autovetture GPL - - - 123.8 124.9 120.0 119.4 119.3 119.0 117.3
    Autovetture metano - - - 120.7 114.1 112.5 99.2 96.7 98.4 99.4
    Autovetture ibride - - - - - - - 86.5 81.6 89.2
    Tutte le alimentazioni (1) - 149.5 136.3 132.8 129.7 126.3 121.6 118.7 115.1 113.0
    Fonti: 2001 - 2009 MIT (Motorizzazione Civile); 2010-2016 EEA (European Environment Agency)
    Note:
    (1) Include le auto nuove a GPL e a metano.
  • Titolo: Tabella 3: Autovetture circolanti per tipo di alimentazione
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ACI fino al 2006; poi su dati Motorizzazione Civile.

    Note: La serie storica è stata rivista coerentemente con l'aggiornamento effettuato ai fini della redazione dell'inventario nazionale delle emissioni (ISPRA, 2018). 1 Dal 2010 le autovetture a benzina includono anche le autovetture ad etanolo (E85), che anche essendo di numerosità non significativa, circa 300 nel 2016, vengono considerate per completezza.
    Tabella 3: Autovetture circolanti per tipo di alimentazione
    Alimentazione 1990 1995 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    n.
    Benzina1 22,501,560 25,784,207 26,194,597 23,532,750 20,347,319 19,840,442 19,495,077 18,977,874 18,646,380 18,381,002 18,240,088
    Gasolio 3,600,307 3,145,750 4,797,508 9,811,036 14,334,669 14,922,033 15,239,549 15,483,737 15,836,240 16,310,893 16,960,768
    GPL 1,081,816 1,165,746 1,291,826 977,349 2,114,389 2,211,162 2,368,033 2,531,290 2,663,327 2,769,882 2,861,799
    Gas naturale 248,088 267,736 289,101 344,734 710,018 743,909 793,980 862,824 927,728 972,954 996,913
    Ibride (benzina - elettrico) 22,221 26,394 31,271 44,322 63,498 85,821 121,436
    Elettriche 1,236 1,476 1,941 2,576 3,435 4,594 5,806
    TOTALE 27,431,771 30,363,439 32,573,032 34,665,869 37,529,852 37,745,416 37,929,851 37,902,623 38,140,608 38,525,146 39,186,810
    Fonte
    Elaborazione ISPRA su dati ACI fino al 2006; poi su dati Motorizzazione Civile.
    Note
    La serie storica è stata rivista coerentemente con l'aggiornamento effettuato ai fini della redazione dell'inventario nazionale delle emissioni (ISPRA, 2018).
    1 Dal 2010 le autovetture a benzina includono anche le autovetture ad etanolo (E85), che anche essendo di numerosità non significativa, circa 300 nel 2016, vengono considerate per completezza.
  • Titolo: Figura 1: Andamento delle emissioni specifiche medie di CO2
    Fonte: Su strada: Elaborazione ISPRA su dati MSE, MIT, ACI; valori di test: Elaborazione ISPRA su dati Motorizzazione civile (2001-2009), EEA European Environment Agency (2010-2016).

    Figura 1: Andamento delle emissioni specifiche medie di CO2