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EMISSIONI DI INQUINANTI ATMOSFERICI DAI TRASPORTI

Abstract indicatore: 
L'indicatore consente di valutare le emissioni dei principali inquinanti atmosferici prodotte dal settore dei trasporti, al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi europei e internazionali di riduzione delle emissioni. In Italia, le emissioni nocive prodotte dal trasporto stradale sono calate notevolmente negli ultimi anni, grazie all’introduzione di catalizzatori, di filtri per particolato fine e di altre tecnologie montate sui veicoli. Le emissioni di ossidi di zolfo, ormai quasi assenti nel trasporto stradale, sono ancora rilevanti nel trasporto via mare. Le emissioni di ossidi di zolfo, di particolato e di ossidi di azoto contribuiscono notevolmente all’inquinamento atmosferico.

Descrizione: 
L’indicatore considera le emissioni dei principali inquinanti atmosferici, che sono gli ossidi di azoto (NOx), i composti organici volatili non metanici (COVNM), il materiale particolato (PM), il piombo (Pb), il benzene (C6H6) e gli ossidi di zolfo (SOx). Gli ossidi di azoto contribuiscono alle piogge acide, all’eutrofizzazione e alla formazione dell’ozono troposferico, e, indirettamente, al riscaldamento globale e alle modifiche dello strato di ozono. Il particolato rappresenta attualmente l’inquinante a maggior impatto sulla salute umana, soprattutto per quanto riguarda la frazione fine (PM2,5), che riesce a penetrare in profondità nei polmoni. Il particolato è sia nocivo in sé in quanto irritante delle mucose sia come “veicolo” che trasporta nei polmoni e nel sangue inquinanti in tracce, potenzialmente mutageni o nocivi. In atmosfera si forma anche il particolato secondario, a cui contribuiscono le emissioni di ossidi di azoto, ossidi di zolfo ed ammoniaca, e l’ozono, il quale deriva dalla reazione tra ossidi di azoto e composti organici volatili non metanici in presenza di calore e luce solare, quindi soprattutto nei mesi estivi. Il benzene è una sostanza cancerogena presente in tracce nella benzina e nei gas di scarico dei veicoli a motore.


Scopo: 
Valutare le emissioni dei principali inquinanti atmosferici prodotte dal settore dei trasporti, al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi europei e internazionali di riduzione delle emissioni e il contributo del settore alla pressione sull'ambiente nelle zone critiche per la qualità dell'aria.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Comparabilità nel tempo

Riferimenti normativi: 
Direttiva 2005/55/CE
Direttiva 2005/78/CE
D.Lgs. 66/2005
D.Lgs. 205/2007
Direttiva 2005/33/CE
Regolamento 595/2009

Obiettivi fissati dalla normativa: 
A livello comunitario, le emissioni inquinanti dai veicoli stradali sono regolamentate separatamente secondo la distinzione tra veicoli leggeri (autovetture e veicoli commerciali leggeri) e veicoli pesanti (autocarri e autobus); ulteriori direttive regolano le emissioni dei veicoli “off-road” (ferrovie e vie d’acqua interne). Le emissioni delle navi e degli aerei sono regolamentate, invece, in ambito internazionale (IMO e ICAO), sono possibili regolamenti più restrittivi in determinate zone. Per i veicoli leggeri nel 2007 sono state adottate le norme Euro 5 e 6, obbligatorie rispettivamente da gennaio 2011 e da settembre 2015 per quanto riguarda l’omologazione e l’immatricolazione dei nuovi tipi di veicoli; in particolare la norma Euro 6 dovrebbe ridurre significativamente le emissioni per km degli ossidi di azoto delle auto diesel. Il ciclo di guida standardizzato utilizzato finora nell’ambito delle prove di omologazione del veicolo (protocollo Nedc: New european driving cycle), oggetto di numerose critiche relativamente alla sua rappresentatività dell’uso reale dei veicoli, è stato successivamente sostituito, da settembre 2017, dal Wltp (Worldwide harmonized light vehicles test procedure), affiancato dal test Rde (real driving emissions).
Per i veicoli pesanti è attualmente in vigore, dal 2015, la norma Euro VI, Regolamento 595/2009, questi veicoli sono però ancora poco diffusi. Per i veicoli pesanti sono disponibili i risultati emissivi di prove su strada che hanno registrato riduzioni delle emissioni di ossidi di azoto inferiori alle attese, con una sostanziale stabilità dei valori emissivi di ossidi di azoto tra euro III e IV e riduzioni del 10-15% circa tra euro IV e V. Nel caso delle emissioni di particolato le prove su strada hanno fatto registrare sostanziali riduzioni (-80% circa) tra euro III ed euro IV, tuttavia nel passaggio alla normativa euro V si registra un leggero aumento delle emissioni per km.
Per quanto riguarda il tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo, il D.Lgs. 205/2007, che recepisce la Direttiva 2005/33/CE, ha introdotto un limite massimo pari all’1,5%, e nuove definizioni in materia di combustibili. La qualità del bunker viene dibattuta anche in ambito internazionale: l’Organizzazione marittima internazionale (IMO) sta affrontando il tema delle emissioni inquinanti derivanti dal traffico marittimo, mentre l’Associazione internazionale degli armatori (Intertanko) ha proposto di limitare il tenore di zolfo dei prodotti distillati come combustibile per le navi all’1% dal 2010 e allo 0,5% dal 2015.
DPSIR: 
Pressione

Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)

Riferimenti bibliografici: 
ISPRA, 2018. Italian Emission Inventory 1990 – 2016, Informative Inventory Report 2018, Rapporti 284/2018.

Limitazioni: 
Per quanto riguarda i dati, va notato che, per garantire la consistenza e la comparabilità dell'inventario, l'aggiornamento annuale delle emissioni comporta la revisione dell'intera serie storica sulla base delle informazioni disponibili e dei più recenti sviluppi metodologici.
Le emissioni calcolate sulla base di un parco medio nazionale, quando sono riportate su scala locale, possono non riprodurre esattamente la situazione riscontrata sul territorio; in particolare, nei dati riportati, si trascurano gli effetti della maggiore diffusione, nell'Italia settentrionale, di automobili nuove che adottano le normative anti-inquinamento più aggiornate.
Con riferimento alla stima del particolato complessivo, primario più secondario, è stata applicata una metodologia semplificata proposta dallo IIASA per stimare un valore medio riferito a condizioni medie nazionali; viene riportata la serie storica del particolato complessivo, di cui va tuttavia considerata l’incertezza implicita nella metodologia di stima.

Ulteriori azioni: 
-
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Dati ISPRA

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Percentuale (%)
Tonnellata (t)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La stima delle emissioni degli inquinanti derivanti dal trasporto viene elaborata sulla base della metodologia riportata nell’EMEP/EEA air pollutant emission inventory guidebook, guida tecnica adottata a livello europeo ai fini della redazione degli inventari nazionali delle emissioni comunicati nell’ambito della Convenzione UNECE sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a lungo raggio (CLRTAP) e nell’ambito della Direttiva EU NEC.
Le stime vengono elaborate utilizzando opportuni fattori di emissione e applicando algoritmi sofisticati che richiedono, a loro volta, la disponibilità di numerose informazioni, quali ad esempio nel trasporto stradale: la numerosità dei veicoli, la stima delle percorrenze e velocità medie annuali, le specifiche relative alla tecnologia, ai carburanti utilizzati ed alle modalità di guida nel dettaglio della tipologia di veicolo, classe di cilindrata o peso, standard euro e tipo di carburante utilizzato (per la stima delle emissioni da trasporto stradale viene applicato il modello di stima promosso a livello europeo Copert).

Core set: 
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
Resource Efficiency Scoreboard
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
1990, 1995, 2000, 2005, 2010-2016.

Qualità dell'informazione: 
Il calcolo dell’indicatore richiede l’uso di algoritmi complessi e parte dei dati necessari non sono attualmente disponibili a livello locale e alcune informazioni sono stimate per valutare le emissioni con dettaglio provinciale. L'indicatore è confrontabile a livello europeo e internazionale. La metodologia di stima, omogenea a livello europeo, produce una serie storica con dati comparabili.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Per il calcolo di questo indicatore sono necessarie molte informazioni, si riportano i dati fino al 2016. In Italia, le emissioni nocive prodotte dal trasporto stradale sono calate notevolmente negli ultimi anni, grazie all’introduzione di catalizzatori, di filtri per particolato fine e di altre tecnologie montate sui veicoli. Le emissioni di ossidi di zolfo, ormai quasi assenti nel trasporto stradale, sono ancora rilevanti nel trasporto via mare. Le emissioni di ossidi di zolfo, di particolato e di ossidi di azoto contribuiscono notevolmente all’inquinamento atmosferico.

Commenti: 
La metodologia di stima delle emissioni ha subito rilevanti modifiche negli ultimi anni ed in particolare il contributo emissivo del traffico stradale è stato più volte aggiornato sulla base dei risultati ottenuti dalle prove su strada dei veicoli.
Osservando le serie storiche riportate nelle Tabelle da 1 a 7 per ognuno dei principali inquinanti si nota che:
- la diminuzione più rilevante nelle emissioni di un inquinante si è registrata per le emissioni di piombo, che si sono praticamente annullate grazie all’esclusione dal mercato, dal 2002, delle benzine con piombo tetraetile dal trasporto su strada (Tabella 7); in tabella, per completezza, è stata anche inserita la stima della quantità di piombo contenuta nel particolato emesso dall’usura dei freni e degli pneumatici, si tratta però di piombo di tipo metallico, non contenuto in una molecola organica e meno nocivo per la biosfera;

- le emissioni di benzene sono diminuite del 94,9% nel periodo 1990-2016, grazie alla riduzione della percentuale contenuta nelle benzine ed alle marmitte catalitiche (Tabella 1); le emissioni complessive attuali di questa sostanza con riconosciute proprietà cancerogene sono comunque ancora significative e sono dovute alla circolazione di autoveicoli senza le marmitte catalitiche o con marmitte molto vecchie, ai motoveicoli ed alla nautica;

- le emissioni di composti organici volatili non metanici sono diminuite dell’83,1% nel periodo 1990-2016 (Tabella 6); di esse sono attualmente responsabili soprattutto i ciclomotori e motocicli , le attività marittime e le autovetture non catalizzate o molto vecchie;

- le emissioni di particolato, PM2,5, sono diminuite del 59% nel periodo considerato (Tabella 3); le fonti principali sono: l’usura di pneumatici, freni e manto stradale (28,1%), le attività marittime (circa il 23,6%), le emissioni allo scarico delle autovetture (circa il 19,7%) e dei veicoli commerciali leggeri e quelli pesanti (rispettivamente il 10,2% ed il 14,3% circa); nel complesso i trasporti, come specificati in Tabella 3, contribuiscono per il 15,8% al totale nazionale di PM2.5 primario;

- particolato primario e secondario: come accennato nella descrizione dell’indicatore, le emissioni dirette di particolato primario rappresentano solo una parte del particolato presente in atmosfera; la parte più rilevante è detto “particolato secondario” e si forma nell’atmosfera stessa per mezzo di reazioni chimiche a partire dalle emissioni di ossidi di azoto, ossidi di zolfo ed ammoniaca; queste reazioni chimico-fisiche dipendono dalle condizioni locali e possono essere molto variabili da zona a zona, tuttavia è stato messa a punto dallo IIASA una metodologia semplificata per stimare un valore medio di formazione di questo inquinante secondario a partire dalle emissioni primarie nelle condizioni medie italiane: in Tabella 2 è riportata la serie storica del particolato complessivo, di cui va considerata l’incertezza implicita nella metodologia di stima. La metodologia è proposta per le verifiche emissive all’orizzonte 2030 rispetto ad un anno base 2005, pertanto non si è ritenuto opportuno presentare delle stime per anni precedenti al 2000. Con i dati di questa tabella si riesce a combinare i contributi dei diversi inquinanti alle concentrazioni in aria di particolato; le modalità di trasporto più nocive per la salute umana e l’ambiente, risultano nell’ordine: le automobili, le attività marittime ed i veicoli pesanti (nel 2016 i pesi di tali categorie sul totale emesso dai trasporti sono rispettivamente: 25,9%, 23,4% e 23,1%).

- le emissioni di ossidi di azoto (Tabella 5) sono diminuite del 56.7% circa ma sono tuttora rilevanti in valore assoluto e il settore dei trasporti è la fonte principale (59,7%) di questo importante inquinante;
- le emissioni di ossidi di zolfo sono diminuite dell’89.6% nel periodo considerato grazie alla riduzione del contenuto di zolfo dei carburanti. La fonte principale sono le attività marittime (tabella 4), il settore dà un contributo contenuto (18,7%) al totale nazionale.
L’aggiornamento della serie storica delle stime emissive sopra descritto si riflette in modo del tutto particolare sulla suddivisione delle emissioni fra trasporto merci e passeggeri (Tabella 8). I dati non sono univoci e vanno esaminati per ognuno dei principali inquinanti. La serie storica è stata ricalcolata coerentemente con l’aggiornamento annuale dell’inventario nazionale delle emissioni inquinanti in atmosfera. Osservando le variazioni dei contributi percentuali tra il 2000, il 2010 ed il 2016 e tenendo presente le variazioni attese, dovute all’evoluzione del parco circolante, si osserva che:
- per gli ossidi di azoto il contributo del traffico passeggeri è pari a circa il 41%, il traffico merci con il 58% è la fonte emissiva principale; il traffico passeggeri è stato la fonte principale fino al 1999, dal 2000 è subentrato il traffico merci a causa del più lento rinnovo del parco circolante e di una minore incisività delle riduzioni di emissioni specifiche prescritte dalle normative;
- per i COVNM il traffico passeggeri resta la fonte principale, 81,1%, a causa soprattutto dei motocicli e dei ciclomotori (che rappresentano nel 2016 il 35% delle emissioni da trasporto, Tabella 6); il trasporto merci contribuisce nel 2016 con una quota pari al 18,3% del totale emesso dai trasporti;
- per il PM2.5 si registra una leggera riduzione del contributo del traffico merci a partire dal 2012; il fenomeno è dovuto sia alla diffusione delle autovetture diesel che hanno aumentato il contributo del trasporto passeggeri sia alla significativa riduzione delle emissioni di questo inquinante da parte dei veicoli merci euro IV e successivi. Le nuove normative euro 6 (passeggeri) e VI (merci) dovrebbero ridurre ulteriormente le emissioni complessive, sia per il trasporto merci che passeggeri.
  • Titolo: Tabella 1: Emissioni di benzene dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Fonte: ISPRA

    Note: La serie storica è stata ricalcolata a partire dal 1990.
    Tabella 1: Emissioni di benzene dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Modalità di trasporto 1990 1995 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    t
    Automobili 24,518 21,518 9,640 3,917 1,665 1,318 1,137 1,030 939 906 789
    Veicoli leggeri P < 3.5 t 812 679 449 318 177 161 134 106 103 78 70
    Veicoli pesanti P > 3.5 t e autobus 30 28 20 15 7 7 6 5 5 5 5
    Ciclomotori e motocicli 5,320 4,066 1,777 1,547 694 661 634 592 590 568 490
    Motori a benzina emissioni evaporative 1,550 906 325 212 133 137 160 146 146 152 139
    Ferrovie 18 18 13 9 6 4 5 3 2 2 1
    Vie di navigazione interne 2 2 2 2 2 2 2 3 3 3 3
    Attività marittime 1,552 1,049 534 479 347 304 237 225 222 217 202
    Aeroporti (LTO) 7 8 13 16 17 14 14 14 16 16 16
    TOTALE 33,810 28,274 12,771 6,515 3,047 2,609 2,330 2,124 2,025 1,946 1,714
    Fonte: ISPRA
    Note: La serie storica è stata ricalcolata a partire dal 1990.
  • Titolo: Figura 1: Emissioni di ossidi di azoto per provincia e per tipologia di veicoli (2016)
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Emissioni di ossidi di azoto per provincia e per tipologia di veicoli (2016)
  • Titolo: Figura 2: Emissioni di composti organici volatili non metanici per provincia e per tipologia di veicolo (2016)
    Fonte: ISPRA

    Figura 2: Emissioni di composti organici volatili non metanici per provincia e per tipologia di veicolo (2016)
  • Titolo: Figura 3:Emissioni di PM2.5 dal settore dei trasporti per provincia e per tipologia di veicoli (2016)
    Fonte: ISPRA

     Figura 3:Emissioni di PM2.5 dal settore dei trasporti per provincia e per tipologia di veicoli (2016)
  • Titolo: Tabella 2: Emissioni di PM2.5 primario + secondario dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Fonte: ISPRA

    Note: I valori di emissione sono stati aggiornati sulla base dell'aggiornamento dell'inventario nazionale delle emissioni. Metodologia di combinazione del contributo dei diversi inquinanti tratta da Flexibility Mechanism for Complying with National Emission Ceilings for Air Pollutants, IIASA, TSA report n.15, settembre 2014.
    Tabella 2: Emissioni di PM2.5 primario + secondario dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Modalità di trasporto 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    t
    Automobili 48,676 32,485 21,601 19,445 18,295 18,153 19,095 18,844 18,049
    Veicoli leggeri P < 3.5 t 20,394 18,166 12,805 12,861 10,332 8,401 8,492 6,777 6,607
    Veicoli pesanti P > 3.5 t e autobus 34,754 30,387 21,861 21,827 20,067 18,187 17,626 17,464 16,157
    Ciclomotori e motocicli 9,718 8,185 4,007 3,821 3,238 3,091 3,042 2,880 2,640
    Usura di pneumatici, freni, manto stradale ed emissioni evaporative 10,163 9,636 8,521 8,579 8,179 7,956 8,303 8,190 8,239
    Off-road Militari 1,538 2,736 1,328 1,024 814 1,278 994 763 788
    Ferrovie 772 537 337 235 275 189 87 103 69
    Vie di navigazione interne 160 194 142 171 195 236 221 214 210
    Attività marittime 36,626 29,037 22,783 21,206 18,596 17,449 17,383 16,589 16,356
    Aeroporti (LTO) 588 628 687 676 658 626 662 676 700
    Totale 163,388 131,988 94,072 89,845 80,650 75,566 75,904 72,502 69,816
    Fonte: ISPRA
    Note: I valori di emissione sono stati aggiornati sulla base dell'aggiornamento dell'inventario nazionale delle emissioni. Metodologia di combinazione del contributo dei diversi inquinanti tratta da Flexibility Mechanism for Complying with National Emission Ceilings for Air Pollutants, IIASA, TSA report n.15, settembre 2014
  • Titolo: Tabella 3: Emissioni di PM 2,5 dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Fonte: ISPRA

    Note: La serie storica è stata ricalcolata dal 1990, le emissioni da usura di pneumatici, freni e manto stradale sono considerate separatamente.
    Tabella 3: Emissioni di PM2,5 dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Modalità di trasporto 1990 1995 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    t
    Automobili 18,646 14,459 10,456 9,480 7,105 6,118 5,657 5,508 5,645 5,469 5,037
    Veicoli leggeri P < 3.5 t 10,029 11,559 12,950 10,812 6,796 6,660 5,006 3,779 3,672 2,828 2,601
    Veicoli pesanti P > 3.5 t e autobus 13,820 13,183 10,321 8,224 5,258 5,191 4,702 4,126 3,980 3,974 3,662
    Ciclomotori e motocicli 3,086 4,181 3,927 3,323 1,488 1,394 1,160 1,100 1,062 962 866
    Pneumatici, freni e manto stradale 6,353 7,297 7,749 8,058 7,442 7,466 7,042 6,891 7,255 7,112 7,187
    Ferrovie 282 276 197 140 84 59 68 46 21 25 17
    Vie di navigazione interne 89 102 90 111 81 98 112 135 127 123 120
    Attività marittime 10,095 9,743 10,417 9,886 8,582 7,954 6,850 6,410 6,378 6,088 6,029
    Aeroporti (LTO) 24 29 47 55 52 50 49 45 48 48 49
    TOTALE 62,422 60,829 56,155 50,089 36,890 34,991 30,645 28,040 28,187 26,630 25,569
    Fonte: ISPRA
    Note: La serie storica è stata ricalcolata dal 1990, le emissioni da usura di pneumatici, freni e manto stradale sono considerate separatamente.
  • Titolo: Tabella 4: Emissioni di ossidi di zolfo dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Fonte: ISPRA

    Note: La serie storica è stata ricalcolata dal 1990.
    Tabella 4: Emissioni di ossidi di zolfo dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Modalità di trasporto 1990 1995 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    t
    Automobili 60,430.3 26,210.7 4,884.0 1,191.8 229.0 226.2 230.0 238.0 246.9 217.1 236.3
    Veicoli leggeri P < 3.5 t 16,446.8 11,709.9 2,527.8 410.3 82.7 87.9 80.4 68.2 70.6 52.2 56.0
    Veicoli pesanti P > 3.5 t e autobus 50,091.8 32,797.2 4,341.0 554.7 105.0 111.2 110.6 101.6 102.7 97.3 102.4
    Ciclomotori e motocicli 2,315.6 874.5 161.8 54.2 8.6 8.9 9.9 11.1 9.9 7.7 8.4
    Ferrovie 1,176.0 768.0 77.5 6.7 0.9 0.7 0.8 0.6 0.3 0.3 0.2
    Vie di navigazione interne 118.8 90.9 11.4 1.7 0.3 0.3 0.4 0.4 0.4 0.4 0.4
    Attività marittime 78,999.3 71,119.3 81,592.1 49,744.3 28,380.2 26,538.2 23,914.8 22,498.1 22,403.5 21,337.2 20,843.4
    Aeroporti (LTO) 241.4 294.6 465.8 500.5 522.4 495.8 476.4 451.8 488.4 494.8 509.0
    TOTALE 209,820.1 143,865.1 94,061.5 52,464.1 29,328.9 27,469.3 24,823.3 23,369.8 23,322.7 22,206.9 21,756.0
    Fonte: ISPRA
    Note: La serie storica è stata ricalcolata a partire dal 1990
  • Titolo: Tabella 5: Emissioni di ossidi di azoto dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Fonte: ISPRA

    Note: La serie storica è stata ricalcolata dal 1990 per tutte le voci in tabella, tranne per ferrovie, vie di navigazione interne ed attività marittime.
    Tabella 5: Emissioni di ossidi di azoto dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Modalità di trasporto 1990 1995 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    t
    Automobili 520,938 583,677 355,965 230,419 156,946 145,735 141,333 142,913 155,313 155,209 152,101
    Veicoli leggeri P < 3.5 t 66,352 70,280 85,784 91,333 76,153 78,926 67,874 59,068 61,743 50,712 51,573
    Veicoli pesanti P > 3.5 t e autobus 341,398 330,039 304,307 285,660 215,536 216,000 199,547 182,766 177,370 175,438 162,440
    Ciclomotori e motocicli 5,432 6,586 7,319 6,601 5,101 5,302 5,195 4,986 5,102 5,286 4,984
    Ferrovie 10,270 10,061 7,179 5,083 3,238 2,267 2,656 1,823 842 1,003 666
    Vie di navigazione interne 841 966 859 1,052 773 927 1,060 1,283 1,202 1,166 1,143
    Attività marittime 103,085 96,608 110,164 104,268 100,171 94,182 84,586 79,244 79,265 75,655 74,881
    Aeroporti (LTO) 2,965 3,621 5,693 5,971 6,724 6,716 6,560 6,259 6,549 6,720 7,001
    TOTALE 1,051,282 1,101,838 877,270 730,386 564,640 550,056 508,811 478,342 487,386 471,189 454,788
    Fonte: ISPRA
    Note: La serie storica è stata ricalcolata dal 1990 per tutte le voci in tabella, tranne per ferrovie, vie di navigazione interne ed attività marittime.
  • Titolo: Tabella 6: Emissioni di composti organici volatili non metanici (COVNM) dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Fonte: ISPRA

    Note: La serie storica è stata ricalcolata dal 1990 per tutte le voci in tabella ad eccezione delle vie di navigazione interne e delle attività marittime.
    Tabella 6: Emissioni di composti organici volatili non metanici (COVNM) dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Modalità di trasporto 1990 1995 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    t
    Automobili 467,966 496,065 265,868 116,219 46,416 38,397 33,301 30,837 27,910 26,927 24,549
    Veicoli leggeri P < 3.5 t 16,715 17,220 14,762 12,276 7,807 7,377 6,008 4,752 4,592 3,392 3,101
    Veicoli pesanti P > 3.5 t e autobus 26,734 24,820 20,061 16,351 9,932 9,741 8,792 7,492 7,224 6,855 6,338
    Ciclomotori e motocicli 150,412 202,152 184,251 154,627 75,160 71,271 58,842 56,439 55,728 53,118 48,865
    Motori a benzina emissioni evaporative 116,326 118,987 89,255 58,324 39,921 41,173 42,046 39,376 38,749 39,881 38,902
    Ferrovie 911 893 637 451 290 205 242 167 78 93 62
    Vie di navigazione interne 93 107 95 117 86 103 118 143 133 129 127
    Attività marittime 46,942 53,377 51,021 44,518 32,757 28,218 19,152 18,513 17,914 17,332 16,742
    Aeroporti (LTO) 311 384 613 733 781 666 669 638 758 762 744
    TOTALE 826,409 914,005 626,562 403,616 213,150 197,151 169,170 158,357 153,086 148,491 139,431
    Fonte: ISPRA
    Note: La serie storica è stata ricalcolata dal 1990 per tutte le voci in tabella ad eccezione delle vie di navigazione interne e delle attività marittime.
  • Titolo: Tabella 7: Emissioni di piombo dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Fonte: ISPRA

    Note: La serie storica è stata ricalcolata sulla base degli aggiornamenti metodologici intervenuti a livello di stima settoriale; le emissioni da trasporto stradale illustrate in tabella sono relative alla combustione del carburante, considerando separatamente quelle derivanti dall'usura di pneumatici e freni.
    Tabella 7: Emissioni di piombo dal settore dei trasporti, per modalità di trasporto
    Modalità di trasporto 1990 1995 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    t
    Automobili 3,320.29 1,417.27 609.33 - - - - - - - -
    Veicoli leggeri P < 3.5 t 163.68 61.64 20.80 - - - - - - - -
    Veicoli pesanti P > 3.5 t e autobus 69.52 33.84 0.38 - - - - - - - -
    Ciclomotori e motocicli 225.06 99.70 47.12 - - - - - - - -
    Pneumatici e freni 10.36 11.83 12.18 12.45 11.30 11.36 10.66 10.39 10.92 10.65 10.49
    Ferrovie 1.34 0.66 0.00 - - - - - - - -
    Vie di navigazione interne 0.004 0.005 0.004 - - - - - - - -
    Attività marittime 52.71 19.64 9.18 0.16 0.15 0.14 0.12 0.12 0.11 0.11 0.11
    Aereoporti (LTO) 0.39 0.48 0.77 0.91 0.96 0.97 0.93 0.88 0.89 0.90 0.93
    TOTALE 3,843.35 1,645.07 699.76 13.52 12.40 12.46 11.72 11.39 11.93 11.67 11.53
    Fonte: ISPRA
    Note: La serie storica è stata ricalcolata sulla base degli aggiornamenti metodologici intervenuti a livello di stima settoriale; le emissioni da trasporto stradale illustrate in tabella sono relative alla combustione del carburante, considerando separatamente quelle derivanti dall'usura di pneumatici e freni.
  • Titolo: Tabella 8: Emissioni di alcuni inquinanti per tipo di traffico
    Fonte: ISPRA

    Note: La serie storica è stata ricalcolata coerentemente con l'aggiornamento dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera.
    Tabella 8: Emissioni di alcuni inquinanti per tipo di traffico
    Inquinanti 1990 1995 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    %
    NOx
    Passeggeri 54.9 57.2 46.4 38.0 35.3 34.2 35.6 37.6 39.4 40.7 41.0
    Merci 43.9 41.6 52.7 60.1 63.5 64.8 63.4 60.9 59.5 58.3 58.0
    Altro (P.A., nautica) 1.1 1.2 0.9 2.0 1.2 1.0 1.0 1.5 1.1 0.9 1.0
    TOTALE 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100
    COVNM
    Passeggeri 88.8 89.2 86.0 81.4 76.3 77.1 80.0 80.4 80.5 81.4 81.1
    Merci 10.8 10.5 13.7 17.8 23.1 22.4 19.6 18.9 18.9 18.1 18.3
    Altro (P.A., nautica) 0.4 0.4 0.3 0.8 0.5 0.5 0.4 0.7 0.6 0.5 0.6
    TOTALE 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100
    PM2.5
    Passeggeri 44.1 40.6 36.6 36.8 37.2 36.1 38.0 40.4 41.8 43.4 43.1
    Merci 53.7 56.8 61.6 59.8 60.4 61.9 60.0 56.4 55.7 54.4 54.6
    Altro (P.A., nautica) 2.1 2.6 1.7 3.3 2.4 2.0 1.9 3.2 2.6 2.2 2.3
    TOTALE 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100
    Fonte: ISPRA
    Note: La serie storica è stata ricalcolata coerentemente con l'aggiornamento dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera.