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PRESSIONE ANTROPICA IN ZONE UMIDE D'IMPORTANZA INTERNAZIONALE

Abstract indicatore: 
L'indicatore definisce i livelli di pressione antropica presenti all'interno di ogni area Ramsar ed entro un buffer di 5 chilometri di raggio tracciato lungo il perimetro dell'area stessa, allo scopo di valutare l'entità delle pressioni potenzialmente interferenti con lo stato di conservazione delle zone umide di importanza internazionale.

Descrizione: 
L'indicatore definisce i livelli di pressione antropica presenti all'interno di ogni area Ramsar ed entro un buffer di 5 chilometri di raggio tracciato lungo il perimetro dell'area stessa. Per poter definire la pressione sono state considerate significative fonti potenzialmente impattanti sullo stato di conservazione, derivanti sia da un uso intensivo del territorio, sia da fonti di frammentazione e impermeabilizzazione areale e lineare. Sono stati elaborati due indici parziali relativi al suolo a copertura artificiale e all'attività agricola. Dai dati calcolati sono stati individuati livelli di pressione definiti sulla base della frequenza della distribuzione dei valori all'interno di cinque classi di intensità. L'indice di pressione antropica deriva dalla somma dei due precedenti indici parziali a cui viene fatta corrispondere una classe di pressione antropica secondo le seguenti modalità: Classe I pressione antropica bassa (valori inferiori a 7); Classe II pressione antropica media (valori compresi tra 7 e 8); Classe III pressione antropica alta (valori compresi tra 9 e 10); Classe IV pressione antropica molto alta (valori superiori a 10).

Scopo: 
Valutare l'entità delle pressioni potenzialmente interferenti con lo stato di conservazione delle zone umide di importanza internazionale.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Una "buona" copertura spaziale
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Convenzione di Ramsar (1971), ratificata in Italia con DPR n. 448 del 13/03/76 e DPR n.184 dell’11/2/1987 (Esecuzione del protocollo di emendamento della convenzione);
Convenzione di Parigi (1950), ratificata in Italia con L. n.812/78;
D.Lgs. 152/99 (Legge Quadro sulle acque)

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Convenzione di Ramsar riconosce l'importanza delle zone umide soprattutto come habitat degli uccelli acquatici e delle specie migratrici. Ciascuno Stato che recepisce la convenzione (parte contraente) deve, al momento della firma, designare almeno una zona umida da inserire nell'Elenco. Ogni parte contraente crea delle riserve naturali nelle zone umide, tenta di aumentare il numero degli uccelli acquatici e incoraggia la ricerca, gli scambi di dati e le pubblicazioni.
DPSIR: 
Pressione

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Non compilato

Limitazioni: 
Questo indicatore è funzionale alla descrizione del fenomeno indagato all'interno delle zone umide di importanza internazionale, ma non fornisce alcun elemento sulla situazione complessiva delle aree umide a livello nazionale.

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Non definibile

Accessibilità dei dati di base: 
http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/download-mais/corine-land-cover/
http://www.minambiente.it/pagina/zone-umide-di-importanza-internazionale-ai-sensi-della-convenzione-di-ramsar
https://www.tomtom.com/it_it/

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)
SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)

Unità di misura dell'indicatore: 
Ettaro (ha)
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’indice di pressione antropica deriva dalla sommatoria di due indici parziali legati alla copertura artificiale del suolo e alla attività agricola. I due indici parziali sono elaborati a partire dalla carta nazionale di copertura del suolo (prodotta da ISPRA utilizzando dati Copernicus aggiornati al 2012 e 2015 e la carta nazionale del consumo di suolo relativa agli anni 2012 e 2017 a cura di ISPRA e del SNPA). In particolare a partire dal dato cartografico (risoluzione spaziale di 10 metri) sono state considerate le aree con copertura artificiale per calcolare il primo indice parziale e le aree agricole per il secondo. L'informazione si riferisce alle aree Ramsar e a una “buffer zone” di 5 chilometri di raggio tracciata lungo il perimetro delle stesse. I valori dell'indice sintetico di pressione antropica sono infine raggruppati in quattro classi di pressione (pressione di entità bassa-I, media-II, alta-III e molto alta-IV).


Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)

Copertura temporale: 
2012, 2016, 2017

Qualità dell'informazione: 
I dati utilizzati per elaborare l’indicatore presentano un buon livello di accuratezza. La comparabilità nel tempo è legata ai dati su cui è basata la carta di copertura del suolo impiegata per le elaborazioni; in particolare, per la pressione esercitata da superfici artificiali e infrastrutture, poiché tale stima fa riferimento ai dati della carta nazionale del consumo di suolo aggiornata al 2017. Per la pressione esercitata dalle aree agricole la comparabilità nel tempo è inferiore, poiché si fa riferimento a dati Copernicus relativi al 2012 e 2015 (l’aggiornamento di tali dati, relativo al 2018, sarà disponibile nel 2019). La valutazione positiva per rilevanza e comparabilità nello spazio è da attribuire, nel primo caso, all’importanza della pressione antropica per la conservazione delle zone umide quale argomento centrale nelle politiche ambientali internazionali, nel secondo caso all’informazione uniformemente distribuita su tutto il territorio nazionale e raccolta con criteri omogenei.

Periodicità di aggiornamento: 
Non Definibile


Stato e trend: 
Da una valutazione complessiva dei valori assunti dall’indice si denota che la maggior parte delle aree Ramsar è soggetta a rilevanti pressioni antropiche connesse con urbanizzazione, infrastrutture e attività agricola. Tale tendenza è legata al fatto che stagni e paludi, per loro stessa natura, si collocano in aree pianeggianti dove la competizione con l’attività agricola è sempre stata molto forte. Rispetto ai risultati presentati nella precedenti edizioni, si riscontrano alcune differenze dovute principalmente alla rielaborazione delle basi cartografiche più dettagliate ora disponibili e al ricalcolo complessivo degli indici. In particolare, nei territori analizzati si rileva un’ampia presenza di aree agricole, la cui diffusione è fortemente connessa con la disponibilità idrica e con la morfologia del territorio che caratterizza le aree in esame. Le aree urbanizzate, pur avendo un’estensione relativamente ridotta, contribuiscono in modo significativo alla pressione cui sono soggette le aree in esame. Nel complesso, infatti, circa metà delle aree sono interessate da un livello di pressione alta o molto alta.

Commenti: 
L’elaborazione degli indici di urbanizzazione e di attività agricola mette in evidenza la forte presenza di ambiente agricolo e secondariamente di superfici urbanizzate nelle zone Ramsar e nelle aree buffer. Si rileva infatti che il 21% delle aree considerate (14 aree su 65) sono interessate per oltre il 70% della loro estensione da aree agricole e presentano quindi un indice di pressione da attività agricola pari al valore massimo (5, molto alta) (tabella 1). Le superfici urbanizzate sono presenti in misura inferiore, tanto è vero che la maggior parte delle aree (38 su 65) presenta coperture legate a infrastrutture e urbanizzato inferiori al 10%. Vi sono tuttavia alcune importanti eccezioni riferibili a zone umide prossime ad agglomerati urbani: la percentuale supera il 20% in Sardegna nello Stagno di Molentargius (32,3%; indice di urbanizzazione pari a 10, e in Sicilia, nelle zone Ramsar di Biviere di Gela (22,4%), Palude di Capo Feto (24%) e Saline di Trapani (21,4%), che presentano un indice di urbanizzazione pari a 8 (alta) (tabella 1) (tabella 1).
Nel complesso, per quanto riguarda l’indice di pressione antropica, si osserva che solo il 22% delle aree Ramsar risente di una pressione antropica di entità bassa (14 aree in classe I), mentre il 29% mostra livelli di pressioni media (19 aree in classe II). All’interno delle classi III (pressione di entità alta) e IV (entità molto alta) ricade il 49% del totale delle zone umide con 22 aree in classe III e 10 in classe IV (Tabella 1; Figura 1), sottolineando le condizioni di precario equilibrio in cui si trovano questi ambienti estremamente sensibili, per le loro dinamiche interne, e continuamente minacciati dall’attività antropica circostante. In particolare i valori più elevati si riscontrano in Sicilia, dove delle 6 aree Ramsar presenti, tutte situate in zone costiere (Figura 2), ben 5 presentano un livello un pressione antropica massimo (classe IV). Si riscontra, inoltre, un alto grado di pressione antropica (classe III) nelle aree Ramsar di Puglia e Campania, e in circa metà delle aree ricadenti nel territorio di Toscana ed Emilia Romagna (Figura 2). L’area Ramsar maggiormente interessata dalla presenza di aree urbane e dalle infrastrutture (32,3%) è lo Stagno di Molentargius in Sardegna; con riferimento, invece, alla pressione esercitata dalla presenza di attività agricole, l’area più penalizzata è Punte Alberete in Emilia Romagna, dove le aree agricole coprono oltre il 91,8% del territorio in esame. Le condizioni di minor pressione si riscontrano nelle aree del Lago di Tovel in Trentino-Alto Adige e del Lago di Barrea in Abruzzo, dove si ha un valore dell’indice pari a 3 (classe di pressione I, entità bassa).
Dal punto di vista dell’evoluzione delle dinamiche territoriali nelle aree di interesse nel periodo 2012-2017, l’elaborazione accessoria in Figura 3 mette in evidenza, all’interno delle aree di interesse, un generale aumento della superficie interessata da urbanizzazione e infrastrutture, soprattutto in Toscana (105,5 ha) ed Emilia Romagna (92 ha), mentre tale fenomeno risulta pressoché assente in Trentino-Alto Adige e Abruzzo. Inoltre si denota una riduzione delle aree agricole nel periodo 2012-2017. Nel complesso, a livello nazionale, all’interno del territorio coperto dalle 65 aree Ramsar e dalle rispettive buffer-zone, si evidenzia tra il 2012 ed il 2017 un aumento delle superfici urbanizzate di 690 ettari ed una riduzione delle aree agricole pari a 475 ettari, a fronte di una superficie totale analizzata pari a 848.000 ettari (pari al 2,8% della superficie nazionale).
  • Titolo: Tabella 1: Indice e classe di pressione antropica sulle aree Ramsar
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare (2016), ISPRA (2012, 2017)
    Legenda: Pressione da urbanizzazione Classe Entità Indice <5 molto bassa 2 5-10 bassa 4 10-20 media 6 20-25 alta 8 >25 molto alta 10 Pressione da attività agricola Classe Entità Indice <10 molto bassa 1 10-30 bassa 2 30-50 media 3 50-70 alta 4 >70 molto alta 5 Classi di pressione antropica Classe Entità I bassa (ind. press. antropica <7) II media (ind. press. antropica 7-8) III alta (ind. press. antropica 9-10) IV molto alta (ind. press. antropica>10)
    Tabella 1: Indice e classe di pressione antropica sulle aree Ramsar
    Regione Denominazione area Ramsar Territori modellati artificialmente Territori agricoli Altre categorie Indice di urbanizzazione Indice di attività agricola Indice di pressione antropica Classe di pressione antropica
    %
    Piemonte - - - - - - - -
    Valle d'Aosta - - - - - - - -
    Lombardia Isola Boscone 10.9% 75.4% 13.7% 6 5 11 IV 0.05
    Lago di Mezzola-Pian di Spagna 7.8% 13.0% 79.1% 4 2 6 I 0.10
    Palude Brabbia 17.3% 13.0% 69.7% 6 2 8 II 0.20
    Paludi di Ostiglia 9.5% 82.3% 8.2% 4 5 9 III 0.25
    Torbiere d'Iseo 15.7% 26.6% 57.8% 6 2 8 II
    Valli del Mincio 12.6% 72.3% 15.1% 6 5 11 IV
    Trentino Alto Adige Lago di Tovel 0.7% 0.3% 99.1% 2 1 3 I
    Veneto Palude del Brusà - Le Vallette 16.3% 77.6% 6.1% 6 5 11 IV
    Palude del Busatello 9.1% 84.5% 6.4% 4 5 9 III
    Valle Averto 7.8% 37.5% 54.8% 4 3 7 II
    Vincheto di Cellarda 7.1% 27.3% 65.6% 4 2 6 I
    Friuli Venezia Giulia Marano Lagunare-Foci dello Stella 7.3% 47.5% 45.2% 4 3 7 II
    Valle Cavanata 5.0% 57.4% 37.6% 4 4 8 II
    Riserva naturale della Foce dell' Isonzo 19.9% 62.3% 17.8% 6 4 10 III
    Liguria - - - - - - - -
    Emilia Romagna Ortazzo 9.0% 62.0% 29.0% 4 4 8 II
    Piallassa della Baiona e territori limitrofi 15.5% 47.4% 37.1% 6 3 9 III
    Punte Alberete 6.2% 91.8% 1.9% 4 5 9 III
    Sacca di Bellocchio 6.2% 18.6% 75.2% 4 2 6 I
    Saline di Cervia 14.7% 67.7% 17.7% 6 4 10 III
    Valle Campotto e Bassarone 3.2% 55.3% 41.5% 2 4 6 I
    Valle di Gorino 7.8% 75.9% 16.2% 4 5 9 III
    Valle Santa 6.9% 65.2% 27.9% 4 4 8 II
    Valli Bertuzzi 6.9% 65.2% 27.9% 4 4 8 II
    Valli residue del comprensorio di Comacchio 4.1% 56.8% 39.1% 2 4 6 I
    Toscana Diaccia Botrona 6.0% 46.5% 47.5% 4 3 7 II
    Ex Lago e Palude di Bientina 11.2% 49.6% 39.2% 6 3 9 III
    Lago di Burano 4.8% 69.2% 26.0% 2 4 6 I
    Lago di Sibolla 19.7% 59.7% 20.6% 6 4 10 III
    Laguna di Orbetello (parte NORD) 5.7% 43.7% 50.5% 4 3 7 II
    Massaciuccoli - Migliarino San - Rossore 19.0% 35.9% 45.1% 6 3 9 III
    Padule della Trappola - Foce dell'Ombrone 3.7% 51.6% 44.6% 2 4 6 I
    Padule di Bolgheri 8.0% 70.0% 22.0% 4 4 8 II
    Padule di Fucecchio 17.0% 58.3% 24.8% 6 4 10 III
    Padule di Scarlino 11.7% 42.5% 45.8% 6 3 9 III
    Padule Orti - Bottagone 13.6% 74.9% 11.5% 6 5 11 IV
    Umbria Palude di Colfiorito 4.6% 50.4% 45.0% 2 4 6 I
    Marche - - - - - - - -
    Lazio Lago dei Monaci 10.6% 68.0% 21.3% 6 4 10 III
    Lago di Caprolace 4.1% 18.1% 77.8% 2 2 4 I
    Lago di Fogliano 15.3% 66.9% 17.8% 6 4 10 III
    Lago di Nazzano 6.3% 59.6% 34.0% 4 4 8 II
    Lago di Sabaudia 11.2% 44.4% 44.4% 6 3 9 III
    Lagustelli di Percile 3.5% 12.0% 84.4% 2 2 4 I
    Abruzzo Lago di Barrea 1.5% 3.8% 94.7% 2 1 3 I
    Molise - - - - - - - -
    Campania Fiumel Sele-Serre Persano 12.1% 59.7% 28.2% 6 4 10 III
    Paludi di Variconi- Castelvolturno 17.5% 58.7% 23.8% 6 4 10 III
    Puglia Le Cesine 6.4% 68.6% 25.0% 4 4 8 II
    Saline di Margherita di Savoia 5.2% 70.5% 24.3% 4 5 9 III
    Torre Guaceto 8.3% 79.1% 12.6% 4 5 9 III
    Basilicata Lago di San Giuliano 2.5% 71.5% 26.0% 2 5 7 II
    Pantano di Pignola 8.8% 44.6% 46.6% 4 3 7 II
    Calabria Bacino dell'Angitola 5.4% 46.9% 47.7% 4 3 7 II
    Sicilia Il Biviere di Gela 22.4% 69.0% 8.6% 8 4 12 IV
    Laghi di Murana 16.2% 75.7% 8.2% 6 5 11 IV
    Palude di Capo Feto 24.0% 58.9% 17.1% 8 4 12 IV
    Vendicari 10.8% 80.3% 8.9% 6 5 11 IV
    Saline di Trapani 21.4% 53.8% 24.8% 8 4 12 IV
    Stagno Pantano Leone 7.8% 87.0% 5.1% 4 5 9 III
    Sardegna Corru s'Ittiri- San Giovanni e Marceddì 3.6% 52.0% 44.4% 2 4 6 I
    Stagno di Cabras 5.1% 65.4% 29.5% 4 4 8 II
    Stagno di Cagliari 12.7% 49.8% 37.5% 6 3 9 III
    Stagno di Mistras 8.3% 27.4% 64.3% 4 2 6 I
    Stagno di Molentargius 32.3% 32.1% 35.6% 10 3 13 IV
    Stagno di Pauli Maiori 12.7% 69.3% 18.1% 6 4 10 III
    Stagno di Sale e' Porcus 6.2% 46.4% 47.5% 4 3 7 II
    Stagno di s'Ena Arrubia 7.6% 58.5% 33.9% 4 4 8 II
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare (2016), ISPRA (2012, 2017)
    LEGENDA:
    Pressione da urbanizzazione
    Classe Entità Indice
    <5 molto bassa 2
    5-10 bassa 4
    10-20 media 6
    20-25 alta 8
    >25 molto alta 10
    Pressione da attività agricola
    Classe Entità Indice
    <10 molto bassa 1
    10-30 bassa 2
    30-50 media 3
    50-70 alta 4
    >70 molto alta 5
    Classi di pressione antropica
    Classe Entità
    I bassa (ind. press. antropica <7)
    II media (ind. press. antropica 7-8)
    III alta (ind. press. antropica 9-10)
    IV molto alta (ind. press. antropica>10)
  • Titolo: Figura 2: Classe di pressione antropica sulle aree Ramsar
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISPRA/SNPA (2017) e Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (2016)

     Figura 2: Classe di pressione antropica sulle aree Ramsar
  • Titolo: Figura 1: Numero di aree Ramsar per classe di pressione antropica
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISPRA/SNPA (2017) e Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (2016)

    Figura 1: Numero di aree Ramsar per classe di pressione antropica
  • Titolo: Figura 3: Variazione dell'uso del suolo nelle aree Ramsar, relativa alle categorie "Aree urbanizzate" e "Aree agricole", nel periodo 2012-2017
    Fonte: Elaborazione ISPRA su cartografia ISPRA/SNPA (2012, 2017)

    Figura 3: Variazione dell'uso del suolo nelle aree Ramsar, relativa alle categorie "Aree urbanizzate" e "Aree agricole", nel periodo 2012-2017