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ZONE UMIDE D'IMPORTANZA INTERNAZIONALE

Abstract indicatore: 
L’indicatore rappresenta il numero e l’estensione delle aree classificate come "zone umide d'importanza internazionale" in base ai principi della Convenzione di Ramsar, con lo scopo di valutare l'attuazione in Italia della Convenzione. Dal 1976, anno in cui l'Italia ha ratificato la Convenzione, il processo di designazione delle zone Ramsar è progredito ed attualmente le zone umide istituite in Italia sono 65, interessano 15 regioni e la loro superficie ammonta a 80.836 ettari.

Descrizione: 
Indicatore di risposta che rappresenta numero ed estensione areale delle zone umide d’importanza internazionale (anche dette “aree Ramsar”) istituite in Italia in base ai principi della Convenzione di Ramsar. L’indicatore prende in considerazione tutte le zone umide istituite dall’Italia tramite emanazione di Decreti Ministeriali (65 zone), alcune delle quali sono attualmente in attesa della procedura per il riconoscimento internazionale. L'indicatore inoltre illustra l'andamento temporale del numero cumulato e della superficie cumulata delle aree Ramsar istituite a partire dal 1976, anno di ratifica della Convenzione da parte dell'Italia.

Scopo: 
Valutare la copertura delle zone umide di importanza internazionale rispetto al territorio nazionale, in risposta alla Convenzione di Ramsar.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Convenzione di Ramsar (“Convenzione relative alle zone umide d’importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici”, Ramsar 02/02/1971)
DPR n. 448 13/03/1976 (ratifica ed applicazione in Italia della Convenzione di Ramsar)
DPR n.184 dell’11/02/1987 (esecuzione del protocollo di emendamento della Convenzione di Ramsar)

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Convenzione di Ramsar, riconoscendo l'importanza delle zone umide, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici e delle specie migratrici non menzionate nell'Allegato I della Direttiva 79/409/CEE, detta i principi per la designazione ed istituzione delle zone idonee a essere inserite nell'Elenco delle zone umide di importanza internazionale. Ciascuno Stato che ratifica la Convenzione (parte contraente) deve, al momento della firma, designare almeno una zona umida da inserire nell'Elenco. Ciascuna parte contraente, inoltre, favorisce la tutela delle zone umide e degli uccelli acquatici creando delle riserve naturali nelle zone umide e incoraggiando la ricerca, gli scambi di dati e le pubblicazioni. Attraverso la gestione attiva di tali zone umide si cercherà di elevarne la ricchezza biologica favorendo l'aumento del numero di uccelli acquatici presenti.
DPSIR: 
Risposta

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Non compilato

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Non definibile

Accessibilità dei dati di base: 
Acquisizione dei dati tramite i siti dedicati (Ramsar e MATTM) e da richiesta diretta presso gli uffici della Direzione generale per la protezione della natura e del mare (PNM) del MATTM


Fonte dei dati di base: 
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)

Unità di misura dell'indicatore: 
Ettaro (ha)
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
A partire dall’estensione areale delle singole zone Ramsar, tratta dagli elenchi ufficiali del MATTM e dal sito della Convenzione, viene calcolata per ogni Regione italiana la copertura territoriale relativa (espressa in millesimi) (tabella 1 e figura 1).
Integrando l’estensione areale ed il numero di aree Ramsar con l’anno di istituzione, corrispondente alla data del Decreto istitutivo italiano, si costruisce il grafico dell’andamento del processo di designazione (figura 2).

Core set: 
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)

Copertura temporale: 
1976-2018

Qualità dell'informazione: 
L'informazione utilizzata per il popolamento dell'indicatore costituisce un dato molto importante ai fini della rappresentazione del livello di protezione di una tipologia di ecosistemi di importanza fondamentale, presenta un'ottima affidabilità e validazione, una buona comparabilità nel tempo nonché un'ottima comparabilità nello spazio.

Periodicità di aggiornamento: 
Non Definibile


Stato e trend: 
Il trend può essere considerato positivo in quanto il processo di designazione prosegue portando ad un progressivo aumento del numero (e della superficie) di aree italiane istituite come zone umide di importanza internazionale. Nel 1976, anno in cui l'Italia ha aderito alla Convenzione, sono state designate 17 aree Ramsar, con una superficie complessiva di oltre 9.000 ettari; nel corso degli anni il loro numero è aumentato sensibilmente fino al 1991, anno in cui si è raggiunta quota 46 aree. La superficie totale ha avuto un notevole incremento dal 1978 al 1991 passando da 21.323 ettari a oltre 57.000 ettari, anche per la designazione di diverse aree aventi notevole estensione. Tale valore è rimasto invariato per diversi anni fino al 2003 quando, con l'istituzione di 4 nuove aree, si è arrivati a un totale di 50 aree, con una superficie totale di quasi 60.000 ettari. Dal 2007 al 2016 si sono aggiunte 15 nuove aree, che portano le zone designate a 65 e la superficie a 80.836 ettari (figura 2).

Commenti: 
Ad oggi in Italia sono state istituite 65 zone Ramsar, distribuite in 15 regioni e con un’estensione molto variabile, che va da un minimo di 12 ettari dello Stagno Pantano Leone in Sicilia, ad un massimo di 13.500 ettari delle Valli residue del comprensorio di Comacchio (Emilia Romagna) o degli 11.135 ettari dell’area Massaciuccoli - Migliarino - San Rossore (Toscana).
In tabella 1 sono elencate le 65 aree Ramsar istituite dall’Italia, con la loro denominazione, l’anno del Decreto Ministeriale di istituzione, la superficie e l'incidenza in millesimi sulla superficie regionale. Una decina di queste aree, designate negli ultimi anni, sono ancora in attesa della procedura per il riconoscimento internazionale finale.
Le regioni in cui le aree Ramsar sono più numerose ed estese sono l'Emilia Romagna con 10 aree, (23.112 ettari), la Toscana con 11 aree (20.756 ettari) e la Sardegna con 8 aree per una superficie di 12.572 ettari. In figura 1 si può osservare che le regioni in cui esse sono più estese in rapporto al territorio regionale sono queste tre insieme al Friuli Venezia Giulia, mentre in molte altre esse interessano meno del 2 per mille della superficie territoriale, con la media nazionale di circa il 2,7 per mille.
La figura 2 permette invece di osservare l’andamento del progressivo processo di designazione delle aree (ed il parallelo aumento dell’estensione totale), avvenuto nel corso dei quarant’anni intercorsi dall’istituzione delle prime zone (1976), fino all’istituzione dell’ultima (2016, anno di istituzione dell’area Foce dell’Isonzo - Isola della Cona, in Friuli Venezia Giulia).
  • Titolo: Figura 2: Numero e superficie cumulata delle zone umide di importanza internazionale
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati https://www.ramsar.org/ e del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare

    Figura 2: Numero e superficie cumulata delle zone umide di importanza internazionale
  • Titolo: Figura 1: Zone umide di importanza internazionale: millesimi di superficie regionale occupata dalle aree Ramsar (2018)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati https://www.ramsar.org/ e del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare

    Figura 1: Zone umide di importanza internazionale: millesimi di superficie regionale occupata dalle aree Ramsar (2018)
  • Titolo: Tabella 1: Zone umide di importanza internazionale (2018)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati https://www.ramsar.org/ e del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare

    Tabella 1: Zone umide di importanza internazionale (2018)
    Regione Superficie regionale Area Ramsar Superficie Area Ramsar Sup. Area Ramsar/ sup. regionale* 103
    ha n. denominazione anno del Decreto istitutivo ha ha
    Piemonte 2,538,707 0
    Valle d’Aosta 326,090 0
    Lombardia 2,386,365 6 3,930 1.65
    Isola Boscone 1985 201
    Palude Brabbia 1984 459
    Paludi di Ostiglia 1984 123
    Pian di Spagna-Lago di Mezzola 1976 1,740
    Torbiere d’Iseo 1984 325
    Valli del Mincio 1984 1,082
    Trentino Alto Adige 1,360,550 1 Lago di Tovel 1980 37 0.03
    Veneto 1,840,742 4 1,213 0.66
    Laguna di Venezia: Valle Averto 1989 500
    Palude del Brusà – Le Vallette 2009 171
    Palude del Busatello 2008 443
    Vincheto di Cellarda 1976 99
    Friuli Venezia Giulia 786,230 3 3,983 5.07
    Foce dell’Isonzo – Isola della Cona 2016 2,340
    Laguna di Marano: Foci dello Stella 1979 1,400
    Valle Cavanata 1978 243
    Liguria 541,621 0
    Emilia Romagna 2,245,278 10 23,112 10.29
    Ortazzo e Ortazzino 1981 440
    Piallassa della Baiona e Risega 1981 1,630
    Punte Alberete 1976 480
    Sacca di Bellocchio 1976 223
    Saline di Cervia 1981 785
    Valle Bertuzzi 1981 3,100
    Valle Campotto e Bassarone 1988 1,363
    Valle di Gorino 1981 1,330
    Valle Santa 1976 261
    Valli residue del comprensorio di Comacchio 1981 13,500
    Toscana 2,298,704 11 20,756 9.03
    Lago di Burano 1976 410
    Laguna di Orbetello 1976 887
    Palude della Diaccia Botrona 1991 2,500
    Palude di Bolgheri 1976 518
    Lago di Sibolla 2013 128
    Padule di Fucecchio 2013 2,500
    Ex-lago e palude di Bientina 2013 1,785
    Massaciuccoli - Migliarino - San Rossore 2013 11,135
    Padule Orti - Bottagone 2013 151
    Padule di Scarlino 2013 206
    Padule della Trappola - Foce dell'Ombrone 2013 536
    Umbria 846,433 1 Palude di Colfiorito 1976 157 0.19
    Marche 940,138 0
    Lazio 1,723,229 6 2,713 1.57
    Lago dei Monaci 1976 94
    Lago di Caprolace 1976 229
    Lago di Fogliano 1976 395
    Lago di Nazzano 1976 265
    Lago di Sabaudia 1976 1,474
    Lagustelli di Percile 2008 256
    Abruzzo 1,083,184 1 Lago di Barrea 1976 303 0.28
    Molise 446,065 0
    Campania 1,367,095 2 369 0.27
    Medio corso del Sele - Serre Persano 2003 174
    Paludi costiere di Variconi - Oasi di Castelvolturno 2003 195
    Puglia 1,954,090 3 5,431 2.78
    Le Cesine 1977 620
    Saline di Margherita di Savoia 1979 3,871
    Torre Guaceto 1981 940
    Basilicata 1,007,332 2 2,290 2.27
    Lago di San Giuliano 2003 2,118
    Pantano di Pignola 2003 172
    Calabria 1,522,190 1 Bacino dell’Angitola 1985 875 0.57
    Sicilia 2,583,239 6 3,095 1.20
    Biviere di Gela 1987 256
    Laghi di Murana, Preola e Gorghi Tondi 2011 249
    Palude costiera di Capo Feto, Margi Spanò. Margi Nespolilla e Margi Milo 2011 157
    Saline di Trapani e Paceco 2011 971
    Stagno Pantano Leone 2011 12
    Vendicari 1984 1,450
    Sardegna 2,410,002 8 12,572 5.22
    Stagno di Cábras 1978 3,575
    Stagno di Cagliari 1987 3,466
    Stagno di Corru S’Ittiri, Stagni di San Giovanni e Marceddì 1978 2,610
    Stagno di Mistras 1982 680
    Stagno di Molentargius 1976 1,401
    Stagno di Pauli Maiori 1978 287
    Stagno di S’Ena Arrubia 1976 223
    Stagno di Sale ‘e Porcus 1982 330
    ITALIA 30,207,284 65 80,836 2.68
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati https://www.ramsar.org/ e del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare