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SITI DI ESTRAZIONE DI RISORSE ENERGETICHE

Abstract indicatore: 
L'indicatore quantifica le attività di estrazione di risorse minerarie energetiche (petrolio, gas, vapore) presenti sul territorio nazionale, in termini di ubicazione dei siti, quantità di risorse estratte, riserve disponibili. Indirettamente fornisce indicazioni sulla presenza di potenziali problematiche ambientali. A livello territoriale, la maggiore produzione di idrocarburi si registra in Basilicata per la terra ferma e nella zona “A” - Mare Adriatico settentrionale e centrale per le aree marine. La Toscana è invece la regione con maggior quantità estratta di risorse geotermiche.

Descrizione: 
L'indicatore considera gli insediamenti estrattivi di risorse energetiche, cioè idrocarburi e fluidi geotermici. Definisce la diffusione sul territorio delle concessioni di coltivazione e ricerca e, quindi, anche dei relativi impianti di servizio (per esempio: bacini di decantazione e discariche di materiali di perforazione). Fornisce informazioni sull'entità delle risorse estratte, sulle riserve disponibili e, indirettamente, sulla potenziale esistenza di focolai di diffusione di sostanze inquinanti. Gli insediamenti sopra citati rappresentano un'importante risorsa economica ma sono anche indice di possibile degradazione del territorio in quanto le attività antropiche a esso collegate, oltre al consumo di risorse fossili non rinnovabili, possono comportare anche fenomeni di inquinamento con degrado qualitativo dell'aria, del suolo e delle acque superficiali/sotterranee, innesco di fenomeni di subsidenza, alterazioni del paesaggio.

Scopo: 
Quantificare le attività antropiche di estrazione di risorse minerarie energetiche a elevato impatto ambientale-paesaggistico.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
RD 1443/27
L 6/1957
L 613/1967
L 9/1991
D. Lgs. 625/1996
D. Lgs. 164/2000
L 239/2004
L 99/2009
D.Lgs.22/2010

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esistono obiettivi fissati dalla normativa tuttavia i giacimenti di idrocarburi sono patrimonio indisponibile dello Stato. La normativa nazionale fa riferimento, oltre che al RD n. 1443 del 29/07/27, alle Leggi n. 6/1957 e n. 613/1967 relativamente alle attività in terraferma e in offshore, alla Legge 9/1991 di attuazione del Piano Energetico Nazionale (PEN) 1988, al D.Lgs 625/1996 di attuazione della normativa comunitaria sul "licensing", al D.Lgs 164/2000 di apertura del mercato del gas, alla Legge 239/2004 di riordino del settore energetico e alla Legge 99/2009 relativa all'internazionalizzazione delle imprese che comprende anche disposizioni in materia di energia. Quest'ultima stabilisce, tra l'altro, i criteri per il rilascio, tramite procedimento unico, dei permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione, modificando in parte la Legge 239/04. La concessione di coltivazione costituisce titolo per la costruzione degli impianti e delle opere necessarie che sono considerate di pubblica utilità. La perforazione dei pozzi esplorativi, la costruzione degli impianti e delle opere connesse è soggetta a valutazione d'impatto ambientale.
Per quanto riguarda gli aspetti ambientali il DL 152/06 definisce le aree in cui sono vietate le attività di ricerca, di prospezione e di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare e disciplina la procedura di VIA. A seguito dell'incidente alla piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico è entrato in vigore il Dlgs 29 giugno 2010, n.128 che contempla specifiche disposizioni relative alla ricerca/coltivazione degli idrocarburi in off-shore, in particolare è istituito il divieto delle attività all'interno di aree marine e costiere a qualsiasi titolo tutelate dal punto di vista ambientale e nelle zone marine poste entro 12 miglia all'esterno delle stesse. L'art. 35 del DLgs 22 giugno 2012, n.83 (Decreto Sviluppo) estende tale divieto all'intera linea di costa nazionale fatte salvi i titoli abilitativi già rilasciati, con le relative attività di manutenzione, sino al termine della vita utile del giacimento ed i titoli i cui procedimenti abilitativi risultavano in corso. Questi ultimi e quindi la possibilità di nuove concessioni, sono definitivamente esclusi dalle Legge 2018/2015 (legge stabilità 2016). Lo stesso Dlgs 83/2012 inserisce l'energia geotermica tra le fonti energetiche strategiche.
Le attività di ricerca, concessione e coltivazione delle risorse geotermiche sono disciplinate dal D.Lgs 22/2010, revisione della Legge 896/1986. Il decreto stabilisce di interesse nazionale le risorse ad alta entalpia (T>150°C) o utilizzabili per un progetto geotermico di almeno 20MWt e di interesse locale quelle a media (150-90°C) e bassa (T<90°C) entalpia. Annualmente il MISE deve produrre, sulla base dei rapporti dei gestori e delle informazioni fornite da Regioni/comuni, una relazione pubblica su stato e prospettive della geotermia italiana. Rende, inoltre, disponibile l'inventario delle risorse geotermiche del quale cura l'aggiornamento.
DPSIR: 
Pressione
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
DGS-UNMIG (2018) - Rapporto Annuale 2018. Attività dell'anno 2017. Ministero dello Sviluppo Economico, Roma.
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/

Limitazioni: 
Non sono disponibili informazioni omogenee a scala nazionale sullo stato ambientale dei siti di estrazione di risorse energetiche.

Ulteriori azioni: 
Migliorare l'informazione relativa alle problematiche ambientali dei siti di estrazione di risorse energetiche.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/

Fonte dei dati di base: 
MSE (Ministero dello sviluppo economico)

Unità di misura dell'indicatore: 
Chilometro quadro (km2)
Metro cubo standard (Sm3)
Numero (n.)
Tonnellata (t)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Acquisizione dati dal Rapporto Annuale del Ministero dello Sviluppo Economico, dall'Annuario ISTAT e dal sito web dell'UNMIG

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Carta tematica
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale; regionale

Copertura temporale: 
1982-2017

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore fornisce le informazioni relative alla localizzazione delle aree in cui sono ubicati i siti di estrazione energetica, sulle quantità estratte e sulle riserve disponibili delineando un quadro esauriente delle georisorse energetiche liquide e gassose del sottosuolo italiano. I dati del Ministero dello sviluppo economico garantiscono affidabilità e comparabilità sia a livello temporale sia spaziale.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Nel 2017 si è registrata una ripresa della produzione di olio, mentre prosegue la diminuzione della produzione di gas. Pressochè stabili le concessioni di coltivazioni mentre diminuiscono i permessi di ricerca.

Commenti: 
Al 31 dicembre 2017 risultano vigenti, per gli idrocarburi, 200 concessioni di coltivazione (67 in mare) e 96 permessi di ricerca (24 in mare) (Tabella 1 e Figura 2); la superficie in terraferma impegnata dai titoli citati (32.059 km2) corrisponde a circa il 10,5% del territorio nazionale. Tale valore non riflette, però, il reale impatto sul territorio poiché le aree dei titoli sono definite, da normativa vigente, come archi di meridiano e parallelo approssimati di 1° e risultano pertanto molto superiori a quelle realmente occupate dall’insieme degli impianti pari a circa 22,2 km2 (Tabella 4). All’interno del titolo le zone non utilizzate dagli impianti restano liberamente fruibili per gli altri usi. Ciò vale anche per i titoli relativi alle risorse geotermiche (Tabella 2) e per le attività di stoccaggio di gas naturale (Tabella 3).
Le regioni con la più ampia porzione di territorio impegnata da titoli minerari per idrocarburi risultano Emilia-Romagna (61), Lombardia (30), Basilicata (27) e Marche (25) con un'elevata concentrazione di concessioni di coltivazione nelle province di Matera (17), Bologna (14), Foggia (12) e Ascoli Piceno (11). Nel sottosuolo marino la Zone A e B si contraddistinguono per l'elevato numero di concessioni (37 e 20) e di pozzi eroganti (Tabella 1). Le risorse geotermiche oggetto di titolo minerario sono invece concentrate nell’area tosco-laziale. Su un totale nazionale di 47 titoli di concessione e ricerca, 31 ricadono nel territorio toscano e 9 in quello laziale. La produzione, per la quale non è disponibile un dato nazionale, è concentrata in Toscana (zone di Lardarello e Monte Amiata) con 8 concessioni su 11 nazionali.
La quantità di materiale estratto (Figura 1), mostra, nel 2017, una parziale ripresa della produzione di olio mentre continua inesorabile il decremento della produzione di gas. La maggior parte del gas è prodotto nei pozzi a mare (66% del totale nazionale) (Tabella 10.14) e in particolare in quelli localizzati nella Zona A (37%) e in misura minore nelle Zona B e D. In terraferma una significativa produzione di gas è presente solo in Basilicata dove si estrae circa il 23% del totale nazionale. Al contrario la produzione di olio è concentrata in terraferma (84% del totale nazionale) grazie ai giacimenti della Basilicata (71%) e della Sicilia (12%).
In terraferma risultano in produzione nel 2017, 438 pozzi contro i 474 del 2015, con una maggior concentrazione in Emilia-Romagna (194) e in Sicilia (102) e, a livello provinciale, a Bologna (123 pozzi gas), Firenze (43 gas), Modena (31 di cui 3 a olio) e Caltanissetta (53 olio) (Tabella 10.8). In area marina risultano in produzione 327 pozzi dai quali viene estratto in larga prevalenza gas naturale, in particolare nella Zona A. Nel 2017 (Tabella 6) le riserve di gas certe si attestano a 44.683 milioni di metri cubi standard, il 40% delle quali ubicate in aree marine con una maggiore concentrazione nelle Zone A e B (Mar Adriatico). Le riserve di olio recuperabili con certezza sono stimate in 78,2 milioni di tonnellate concentrate in terraferma, soprattutto nell'Italia meridionale (86%), per la maggior parte in Basilicata. La Figura 2 riporta, oltre ai titoli minerari, anche la perimetrazione delle aree marine in cui è possibile presentare nuove istanze di ricerca di idrocarburi, cioè oltre le 12 miglia dalle linee di costa e dalle aree a qualsiasi titolo protette.
  • Titolo: Figura 1: Trend della produzione di idrocarburi
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, DGS - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia

    Figura 1: Trend della produzione di idrocarburi
  • Titolo: Tabella 1: Titoli minerari di coltivazione, con relativi pozzi, e ricerca di idrocarburi per regione, provincia e zona marina (30/04/2018)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia
    Legenda: ZONA “A” - Mare Adriatico settentrionale e centrale; ZONA “B” - Mare Adriatico centrale e meridionale; “C” - Mare Tirreno meridionale, Canale di Sicilia, Mar Ionio meridionale; ZONA “D” - Mare Adriatico meridionale e Mare Ionio; ZONA “E” - Mar Ligure, Mare Tirreno, Mare di Sardegna, ZONA “F” - Mare Adriatico meridionale e Mare Ionio; ZONA “G” - Mar Tirreno meridionale e Canale di Sicilia
    Note: a I titoli ricadenti in più di una regione/provincia sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione/provincia, il numero totale dei titoli non corrisponde, quindi, alla somma dei titoli attribuiti alle singole regioni/provincie; ad es. la concessione di coltivazione di gas naturale e olio denominata "Mirandola" ricade per 121,59 km2 nel territorio dell'Emilia Romagna (MO=118,42 km2; RE=3,17 km2) e per 0,37 km2 in quello lombardo (provincia di MN) ed i relativi pozzi (55) sono ubicati tutti in provincia di Modena. bLe regioni non riportate in tabella e la zona E non presentano titoli in vigore.
    Tabella 1: Titoli minerari di coltivazione, con relativi pozzi, e ricerca di idrocarburi per regione, provincia e zona marina (30/04/2018)
    Regionea, b Provincia o Zona Marina Titolia Pozzi
    Concessioni di coltivazionea Permessi di ricercaa Eroganti Non eroganti Non produttivi
    Gas Olio Gas Olio
    n. km 2 n. km 2 n.
    Piemonte Alessandria 0 1 78 1 6 2384 0
    Asti 0 0 0
    Biella 0 3 0
    Novara 1 4 0 1 0 7 0
    Torino 0 1 0
    Vercelli 0 3 0
    Lombardia Bergamo 1 17 998 2 13 3319 0
    Brescia 4 2 0 0 3 0 1
    Cremona 6 5 2 0 9 0 2
    Lodi 4 4 7 0 2 0 0
    Mantova 1 0 0
    Milano 6 5 0 0 3 3 0
    Monza Brianza 0 1 0
    Pavia 3 5 0 0 3 0 0
    Varese 0 2 0
    Friuli Venezia Giulia Pordenone 1 1 1 0 0 0 0
    Veneto Treviso 2 2 168 1 1 525 1 0 1 0 0
    Emilia-Romagna Bologna 14 37 1756 4 24 4379 123 0 7 0 0
    Ferrara 4 6 0 0 12 0 0
    Forli Cesena 0 2 0
    Modena 7 3 28 3 18 6 1
    Parma 6 2 26 0 10 0 0
    Piacenza 4 3 2 0 3 0 1
    Ravenna 6 5 10 0 30 0 1
    Reggio Emilia 1 4 0
    Rimini 1 0 1 0 0 0 0
    Toscana Firenze 1 2 308 0 0 0 43 0 0 0 0
    Livorno 1 0 0
    Pisa 1 0 2 0 0 0 0
    Marche Ancona 6 19 1036 0 6 793 2 0 6 0 0
    Ascoli Piceno 11 3 7 2 8 0 0
    Macerata 5 0 0 0 7 0 0
    Pesaro e Urbino 2 0 0 0 0 0 0
    Fermo 3 1 0 0 2 0 0
    Lazio Latina 0 1 41 0 5 2557 0
    Frosinone 1 2 0 0 0 14 0
    Rieti 0 1 0
    Roma 0 3 0
    Abruzzo Aquila 0 8 441 3 10 2130 0
    Chieti 5 4 1 0 6 2 1
    Pescara 1 2 0
    Teramo 2 2 1 0 3 0 0
    Molise Campobasso 7 7 337 2 4 808 15 8 13 7 0
    Isernia 0 0 0
    Campania Avellino 0 0 0 1 2 803  0
    Benevento 0 2
    Puglia Foggia 12 12 1208 0 0 0 13 0 112 0 2
    Basilicata Matera 17 19 1940 4 8 1208 6 1 44 8 6
    Potenza 6 5 24 1 17 0
    Calabria Cosenza 2 3 103 0 0 0 0
    Crotone 2 0 7 0 3 0 0
    Sicilia Agrigento 0 14 597 2 7 4501 0
    Caltanissetta 2 3 0 53 0 38 0
    Catania 4 4 24 0 0 0 0
    Enna 5 3 16 0 11 0 0
    Messina 3 0 0
    Palermo 0 2 0
    Ragusa 5 3 2 6 0 21 0
    Siracusa 1 1 0 0 1 0 0
    Trapani 1 0 1 0 1 0 0
    Sardegna Oristano 0 0 0 1 1 443 0
    Italia Terrafermaa,b 133 9012 72 23047 340 98 319 123 15
    Zone marine Zona A 37 3928 9 1889 196 0 281 0 0
    Zona B 20 3034 6 1767 48 34 72 2 0
    Zona C 3 659 4 756 0 27 0 17 0
    Zona D 4 153 3 416 20 0 9 0 0
    Zona F 3 619 5 2614 0 2 1 0 0
    Zona G 1 146 3 1310 0 0 5 0 0
    Italia Marea,b 67 8539 24 8751 264 63 368 19 0
    ITALIA 200 17551 96 31798.38 604 161 687 142 15
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia
    LEGENDA: ZONA “A” - Mare Adriatico settentrionale e centrale; ZONA “B” - Mare Adriatico centrale e meridionale; “C” - Mare Tirreno meridionale, Canale di Sicilia, Mar Ionio meridionale; ZONA “D” - Mare Adriatico meridionale e Mare Ionio; ZONA “E” - Mar Ligure, Mare Tirreno, Mare di Sardegna, ZONA “F” - Mare Adriatico meridionale e Mare Ionio; ZONA “G” - Mar Tirreno meridionale e Canale di Sicilia NOTE: a I titoli ricadenti in più di una regione/provincia sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione/provincia, il numero totale dei titoli non corrisponde, quindi, alla somma dei titoli attribuiti alle singole regioni/provincie; ad es. la concessione di coltivazione di gas naturale e olio denominata "Mirandola" ricade per 121,59 km2 nel territorio dell'Emilia Romagna (MO=118,42 km2; RE=3,17 km2) e per 0,37 km2 in quello lombardo (provincia di MN) ed i relativi pozzi (55) sono ubicati tutti in provincia di Modena. bLe regioni non riportate in tabella e la zona E non presentano titoli in vigore.
  • Titolo: Figura 2: Carta dei titoli minerari vigenti di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi (31/12/2017)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia. Base cartografica da Google Earth.

    Note: L’area di un titolo rappresenta la zona, di diversi kmq, in cui può operare in esclusiva il titolare. Essa risulta molto superiore rispetto alla effettiva area occupata dagli impianti che generalmente è dell’ordine di alcuni ettari.
    Figura 2: Carta dei titoli minerari vigenti di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi (31/12/2017)
  • Titolo: Tabella 2: Titoli minerari per la coltivazione e ricerca di risorse geotermiche in terraferma, per regione e provincia (31/10/2018)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia

    Note: a I titoli ricadenti in più di una regione/provincia sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione/provincia, il numero totale dei titoli non corrisponde, quindi, alla somma dei titoli attribuiti alle singole regioni/provincie; ad es. la concessione di coltivazione "Travale" ricade nei territori delle provincie di Siena (76,68 km2 ), Grosseto (5,89 km2 ) e Pisa (2,82 km2 ). b Le regioni non riportate in tabella non presentano titoli in vigore.
    Tabella 2: Titoli minerari per la coltivazione e ricerca di risorse geotermiche in terraferma, per regione e provincia (31/08/2018)
    Regionea, b Provincia Concessioni di coltivazionea Permessi di ricercaa
    n. km 2 n. km 2
    Lombardia Bergamo 0 0 0 1 2 81
    Brescia 1
    Veneto Vicenza 1 1 3 0 0 0
    Emilia-Romagna Ferrara 1 1 32 0 0 0
    Toscana Grosseto 5 8 493 17 23 2475
    Livorno 0 3
    Siena 5 11
    Pisa 5 5
    Lazio Frosinone 0 1 111 1 8 393
    Latina 1
    Roma 1
    Viterbo 1 6
    Sicilia Trapani 0 0 0 1 1 6
    Sardegna Cagliari 0 0 0 1 3 277
    Medio Campidano 2
    Oristano 2
    ITALIAa,b 11 639 36 3232
    FONTE: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia
    NOTE: a I titoli ricadenti in più di una regione/provincia sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione/provincia, il numero totale dei titoli non corrisponde, quindi, alla somma dei titoli attribuiti alle singole regioni/provincie; ad es. la concessione di coltivazione "Travale" ricade nei territori delle provincie di Siena (76,68 km2 ), Grosseto (5,89 km2 ) e Pisa (2,82 km2 ). bLe regioni non riportate in tabella non presentano titoli in vigore.
  • Titolo: Tabella 3: Concessioni di stoccaggio in terraferma di gas naturale, con relativi pozzi, per regione e provincia (31/05/2018)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia

    Note: a I titoli ricadenti in più di una regione/provincia sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione/provincia, il numero totale dei titoli non corrisponde, quindi, alla somma dei titoli attribuiti alle singole regioni/provincie; ad es. la concessione di stoccaggio di gas naturale denominata "Fiume Treste Stoccaggio" ricade per 70,79 km2 nel territorio abruzzese e per 6 km2 in quello molisano. b Nel caso di concessioni interprovinciali, il numero di pozzi non è distinto per provincia. c Le regioni non riportate in tabella e la zona E non presentano titoli in vigore.
    Tabella 3: Concessioni di stoccaggio in terraferma di gas naturale, con relativi pozzi, per regione e provincia (31/05/2018)
    Regionea, b Provincia Titolia Pozzi
    Concessioni di stoccaggioa Stoccaggio Monitoraggio Produttivi eroganti Produttivi non eroganti Non produttivi Potenzialmente utilizzabili
    n. km 2 n.
    Lombardia Bergamo 1 9 302 79 8 0 0 0 0
    Brescia 1
    Cremona 3
    Lodi 2 14 0 0 0 0 0
    Milano 2 31 9 0 0 0 0
    Veneto Treviso 1 1 89 17 3 1 0 1 0
    Emilia-Romagna Bologna 1 6 388 51 6 0 0 0 0
    Ferrara 1 32 4 0 0 0 0
    Parma 1 40 16 0 0 0 0
    Piacenza
    Ravenna 2 12 4 0 11 0 3
    Abruzzo Teramo 1 5 0 12 0 6 0
    Chieti 1 85 37 0 0 0 0
    Molise Campobasso 1 1 6
    Basilicata Matera 1 1 48 0 0 0 0 0 15
    ITALIAa,b 15 934 366 87 13 11 7 18
    FONTE: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia
    NOTE: a I titoli ricadenti in più di una regione/provincia sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione/provincia, il numero totale dei titoli non corrisponde, quindi, alla somma dei titoli attribuiti alle singole regioni/provincie; ad es. la concessione di stoccaggio di gas naturale denominata "Fiume Treste Stoccaggio" ricade per 70,79 km2 nel territorio abruzzese e per 6 km2 in quello molisano. b Nel caso di concessioni interprovinciali, il numero di pozzi non è distinto per provincia. c Le regioni non riportate in tabella e la zona E non presentano titoli in vigore.
  • Titolo: Tabella 4 - Impatto sul territorio delle attività di produzione energetica (2018)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia

    Note: a Pozzi potenzialmente produttivi ma non eroganti, di monitoraggio, reiniezione, altro; b Nel territorio del FVG ricade una minima parte, senza impianti, della concessione del Veneto; c I titoli ricadenti in più di una regione sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione.
    Tabella 4 - Impatto sul territorio delle attività di produzione energetica (dati al 30/09/2018)
    Concessioni di coltivazione Tipo impianto
    Centrali di raccolta Pozzi produttivi Pozzi ad altro utilizzoa Pozzi di stoccaggio
    Impianti Area occupata Superficie regionale Impianti Area occupata Superficie regionale Impianti Area occupata Superficie regionale Impianti Area occupata Superficie regionale
    n. Km2 % n. Km2 % n. Km2 % n. Km2 %
    Piemonte 1 1 0.1578 0.0006% 8 0.0800 0.0003% 15 0.1500 0.0006% 0 0.0000 0.0000%
    Lombardia 17 17 0.3001 0.0013% 32 0.3200 0.0013% 62 0.6200 0.0026% 118 1.1800 0.0049%
    Friuli Venezia Giulia 1b 0 0.0000 0.0000% 0 0.0000 0.0000% 0 0.0000 0.0000% 0 0.0000 0.0000%
    Veneto 2 2 0.0235 0.0001% 2 0.0200 0.0001% 5 0.0500 0.0003% 17 0.1700 0.0009%
    Emilia Romagna 36 31 0.6849 0.0031% 278 2.7800 0.0124% 139 1.3900 0.0062% 135 1.3500 0.0062%
    Toscana 2 2 0.0200 0.0001% 45 0.4500 0.0020% 0 0.0000 0.0000% 0 0.0000 0.0000%
    Marche 19 16 0.2843 0.0030% 34 0.3400 0.0036% 25 0.2500 0.0027% 0 0.0000 0.0000%
    Lazio 1 1 0.0100 0.0001% 14 0.1400 0.0080% 14 0.1400 0.0008% 0 0.0000 0.0000%
    Abruzzo 8 7 0.1985 0.0018% 13 0.1300 0.0012% 52 0.5200 0.0048% 72 0.7200 0.0067%
    Molise 7 4 0.1166 0.0026% 43 0.4300 0.0097% 27 0.2700 0.0061% 18 0.1800 0.0041%
    Puglia 14 3 0.1029 0.0005% 125 1.2500 0.0065% 116 1.1600 0.0060% 0 0.0000 0.0000%
    Basilicata 19 10 0.2892 0.0029% 101 1.0100 0.0101% 95 0.9500 0.0095% 0 0.0000 0.0000%
    Calabria 3 2 0.0600 0.0004% 10 1.0000 0.0007% 3 0.0300 0.0002% 0 0.0000 0.0000%
    Sicilia 14 10 0.4018 0.0016% 174 1.7400 0.0067% 77 0.7700 0.0030% 0 0.0000 0.0000%
    Italia (Terraferma) 133c 106 2.6496 0.0181% 879 9.6900 0.0626% 630 6.3000 0.0428% 360 3.6000 0.0228%
    Note: aPozzi potenzialmente produttivi ma non eroganti, di monitoraggio, reiniezione, altro bNel territorio del FVG ricade una minima parte, senza impianti, della concessione del Veneto. cI titoli ricadenti in più di una regione sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione.
  • Titolo: Tabella 5: Produzione delle attività estrattive (31/12/2017)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia; Istat (Vapore endogeno)

    Tabella 5: Produzione delle attività estrattive (31/12/2017)
    Anno Gasolina Olio Vapore endogeno Gas
    t * 1.000 Sm3* 106
    1982 36 1,727 - 14,589
    1983 33 2,208 - 13,067
    1984 33 2,240 - 13,836
    1985 32 2,352 - 14,245
    1986 29 2,528 - 15,963
    1987 27 3,908 - 16,324
    1988 27 4,812 - 16,633
    1989 26 4,579 - 16,978
    1990 27 4,641 - 17,296
    1991 25 4,307 - 17,399
    1992 22 4,479 - 18,150
    1993 20 4,620 - 19,473
    1994 18 4,877 - 20,637
    1995 28 5,208 30,612 20,383
    1996 22 5,430 31,027 20,218
    1997 22 5,936 31,236 19,462
    1998 22 5,600 34,055 19,164
    1999 22 4,993 34,319 17,625
    2000 31 4,555 37,568 16,766
    2001 31 4,066 35,374 15,547
    2002 33 5,498 37,046 14,940
    2003 30 5,540 40,243 13,996
    2004 29 5,416 42,328 12,921
    2005 27 6,084 - 11,962
    2006 24 5,757 - 10,837
    2007 21 5,839 - 9,596
    2008 23 5,220 - 9,071
    2009 22 4,551 - 7,909
    2010 25 5,081 - 8,265
    2011 23 5,286 - 8,339
    2012 20 5,370 - 8,540
    2013 19 5,483 - 7,709
    2014 17 5,748 - 7,286
    2015 15 5,455 - 6,877
    2016 14 3,746 - 6,021
    2017 10 4,138 - 5,657
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia; Istat (Vapore endogeno)
  • Titolo: Tabella 6: Riserve di olio e gas per ripartizione geografica/zona marina (2017)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia

    Note: Riserve al 31-12-2017. Riserve certe: quantità di idrocarburi che possono essere commercialmente prodotte con probabilità >90%. Riserve probabili: quantità di idrocarburi che possono essere recuperate con probabilità >50%. Riserve possibili: quantità di idrocarburi che possono essere recuperate con probabilità <50%.
    Tabella 6: Riserve di olio e gas per ripartizione geografica/zona marina (2017)
    OLIO GAS
    Certe Probabili Possibili Certe Certe Probabili Possibili Certe
    t*1.000 % Sm3*106 %
    Nord 382 4 0 0.5% 2,353 2,469 95 5.3%
    Centro 7 0 0 0.0% 218 678 33 0.5%
    Sud 67,457 77,790 50,513 86.2% 23,435 25,841 13,326 52.4%
    Sicilia 4,153 4,538 2,330 5.3% 803 526 331 1.8%
    TOTALE Terra 72,000 82,332 52,843 92.0% 26,809 29,514 13,785 60.0%
    Zona A 0 0 0 0.0% 8,034 10,094 3,166 18.0%
    Zona B 2,621 719 0 3.3% 7,261 5,581 4,171 16.3%
    Zona C 3,624 3,371 256 4.6% 2,579 10,573 2,550 5.8%
    Zona F 0 0 0 0.0%
    Zona D+G 0 0 0 0.0%
    TOTALE Mare 6,245 4,090 256 7.9% 17,874 26,248 9,887 40.1%
    TOTALE ITALIA 78,245 86,422 53,099 100% 44,683 55,762 23,672 100%
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia
    NOTA: Riserve al 31-12-2017. Riserve certe: quantità di idrocarburi che possono essere commercialmente prodotte con probabilità >90%. Riserve probabili: quantità di idrocarburi che possono essere recuperate con probabilità >50%. Riserve possibili: quantità di idrocarburi che possono essere recuperate con probabilità <50%.
  • Titolo: Tabella 7 - Produzione nazionale di idrocarburi per regione/zona marina (2017)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia

    Note: a Le regioni non riportate in tabella e la zona E non presentano titoli in vigore.
    Tabella 7 - Produzione nazionale di idrocarburi per regione/zona marina (2017)
    Regione/zona marinaa gas olio
    Sm3 kg
    Piemonte 517,296 3,699,582
    Lombardia 15,654,573 0
    Veneto 1,863,538 0
    Emilia-Romagna 161,494,625 18,352,225
    Toscana 3,785,285 0
    Marche 12,471,998 0
    Abruzzo 21,970,537 0
    Molise 72,590,510 12,453,283
    Puglia 89,283,488 0
    Basilicata 1,318,902,663 2,942,992,421
    Calabria 6,808,917 0
    Sicilia 197,348,430 506,466,873
    Totale terra 1,902,691,860 3,483,964,384
    Zona A 2,115,592,414 0
    Zona B 1,038,588,880 253,477,319
    Zona C 3,856,235 228,579,952
    Zona D 568,039,368 0
    Zona F 28,082,495 172,067,121
    Totale Mare 3,754,159,392 654,124,392
    TOTALE 5,656,851,252 4,138,088,776
    FONTE: Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia
    aLe regioni non riportate in tabella e la zona E non presentano titoli in vigore.