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IMPERMEABILIZZAZIONE E CONSUMO DI SUOLO

Abstract indicatore: 
L'indicatore quantifica il suolo consumato a seguito di una variazione da una copertura non artificiale a una copertura artificiale. Più di 23.000 Km2 di territorio nazionale sono ormai persi insieme ai rispettivi servizi ecosistemici che erano in grado di offrire. Il fenomeno appare in crescita ma con un sensibile rallentamento nella velocità di trasformazione, probabilmente dovuto alla attuale congiuntura economica.

Descrizione: 
Il consumo di suolo è un fenomeno associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, dovuta all’occupazione di una superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale.
Il fenomeno si riferisce a un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative e infrastrutturali. Un processo prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, fabbricati e insediamenti, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.
Il consumo di suolo può quindi essere definito come una variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo consumato).
Con l’aggiornamento 2017 è stato utilizzato, dove possibile, un nuovo sistema di classificazione che ha cercato di suddividere i cambiamenti avvenuti tra il 2016 e il 2017 in due categorie principali (permanente e reversibile) che costituiscono un secondo livello di classificazione, e successivamente, dove possibile, classificato al terzo livello sulla base del seguente sistema:
- consumo di suolo permanente: edifici, fabbricati; strade asfaltate; sede ferroviaria; aeroporti (piste e aree di movimentazione impermeabili/pavimentate); porti (banchine e aree di movimentazione impermeabili/pavimentate); altre aree impermeabili/pavimentate non edificate (piazzali, parcheggi, cortili, campi sportivi); serre permanenti pavimentate; discariche;
- consumo di suolo reversibile: strade sterrate; cantieri e altre aree in terra battuta (piazzali, parcheggi, cortili, campi sportivi, depositi permanenti di materiale); aree estrattive non rinaturalizzate; cave in falda; campi fotovoltaici a terra; altre coperture artificiali la cui rimozione ripristina le condizioni iniziali del suolo.

Scopo: 
Definire il grado di impermeabilizzazione dei suoli a scala nazionale e valutare il consumo di suolo

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
I Programmi di azione europei in campo ambientale e l'Agenda 21 pongono, come obiettivi generali, l'uso sostenibile del territorio, la protezione della natura e della biodiversità. La Commissione Europea è da anni impegnata a favorire un uso più sostenibile del terreno e del suolo. L'obiettivo dell'azzeramento del consumo di suolo era stato definito a livello europeo già con la Strategia tematica per la protezione del suolo del 2006 (COM(2006) 231) (successivamente ritirata), che sottolineava la necessità di porre in essere buone pratiche per ridurre gli effetti negativi del consumo di suolo e, in particolare, della sua forma più evidente e irreversibile: l'impermeabilizzazione (soil sealing). Entro il 2020 le politiche comunitarie dovranno tenere conto dei loro impatti diretti e indiretti sull'uso del territorio; come obiettivo generale, richiamato nel 2011 con la Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse (COM(2011) 571)), si propone il traguardo di un incremento dell'occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere, in Europa, entro il 2050. Obiettivo rafforzato nel 2013 dal Parlamento Europeo con l'approvazione del Settimo Programma di Azione Ambientale. La Commissione ha ritenuto utile anche indicare le priorità di azione e le modalità per raggiungere tale obiettivo e, nel 2012, ha pubblicato le linee guida per limitare, mitigare e compensare l'impermeabilizzazione del suolo (SWD (2012) 101). L'approccio indicato per il contenimento del consumo del suolo e dei suoi impatti è quello di attuare politiche e azioni finalizzate, nell'ordine, a limitare, mitigare e compensare l'impermeabilizzazione del suolo, da definire dettagliatamente negli Stati membri.
Raccogliendo le indicazioni contenute nel rapporto finale di Rio+20, il tema del monitoraggio del territorio è presente anche nell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e nei relativi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs), da raggiungere entro il 2030, che dovranno essere integrati nei programmi nazionali a breve e medio termine, così da evitare la coesistenza di agende differenti e incoerenti (UN, 2015). Tra i 17 obiettivi ce ne sono alcuni che riguardano da vicino il fenomeno dell’impermeabilizzazione e del consumo di suolo (in particolare il target 11 “Rendere le città e le comunità più sostenibili” ed il 15 “Proteggere, ristabilire e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri la gestione sostenibile delle foreste, combattere la desertificazione, fermare il degrado del territorio e arrestare la perdita della biodiversità”).
Con la sottoscrizione dell’Agenda, tutti i paesi compresa l’Italia hanno accettato di partecipare ad un processo di monitoraggio di questi obiettivi gestito dalla Commissione Statistica delle Nazioni Unite, attraverso un sistema di indicatori, tra cui alcuni specifici sul consumo di suolo, sull’uso del suolo e sulle aree artificiali. Tra gli indicatori relativi a tali obiettivi sono di interesse specifico:
- il rapporto tra il consumo di suolo e la crescita demografica;
- la percentuale delle aree urbane costruite accessibile al pubblico;
- la percentuale del territorio soggetto a fenomeni di degrado.

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non essendoci una normativa nazionale di riferimento, non esistono specifici obiettivi sul tema. L'Italia è comunque tenuta a rispettare gli obiettivi comunitari e quelli previsti dall'Agenda 2030. A livello regionale sono diverse le norme che impongono obiettivi di contenimento progressivo del consumo di suolo.
DPSIR: 
Pressione

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
ISPRA (2018), Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici - Edizione 2017, Rapporti 288/2018
http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici.-edizione-2018

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Miglioramento dell'accuratezza della cartografia per rendere più omogenee e precise le stime a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/download-mais/consumo-di-suolo

Fonte dei dati di base: 
ISPRA/ARPA/APPA

Unità di misura dell'indicatore: 
Chilometro quadro (km2)
Ettaro (ha)
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Tramite strumenti GIS open source è stata fatta un’accurata foto-interpretazione su immagini Sentinel 2 integrate con il calcolo dell’indice NDVI e altre immagini ad altissima risoluzione (google earth, bing, ecc.). La base di partenza è stata la carta nazionale sul consumo di suolo del 2016 (ISPRA-SNPA) ricavata con classificazione semi automatica di dati Sentinel 2, utilizzando un algoritmo di classificazione basato sulla definizione di valori limite di firme spettrali che identificano la classe di suolo consumato.

Core set: 
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Carta tematica
Grafico
Mappa

Copertura spaziale: 
Nazionale; Regionale

Copertura temporale: 
2015-2016-2017

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore fornisce informazioni importanti sul fenomeno dell'espansione delle aree urbanizzate, delle infrastrutture e delle altre superfici artificiali considerando, in particolare, anche l'impermeabilizzazione del suolo, la forma più evidente di consumo di suolo. I dati sono prodotti a livello nazionale da ISPRA e dal SNPA attraverso l'elaborazione di una cartografia che identifica le aree impermeabilizzate e le aree a copertura artificiale per l'intero territorio italiano con una risoluzione pari a 10m (carta nazionale del consumo di suolo). L'accuratezza e l'affidabilità del dato, seppure migliorabili a causa della risoluzione dei dati Sentinel, sono comunque molto buoni. La comparabilità spaziale è ottima.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Il consumo di suolo in Italia continua a crescere, pur segnando un importante rallentamento negli ultimi anni: tra il 2016 e il 2017 le coperture artificiali hanno riguardato circa 5.200 ettari netti di territorio, ovvero, in media, poco più di 14 ettari al giorno. Le nuove coperture artificiali sono, invece, circa 5.400 ettari complessivi. Una velocità di trasformazione di circa 2 m2 di suolo che, nell’ultimo periodo, sono stati irreversibilmente persi ogni secondo. Dopo aver toccato anche gli 8 metri quadrati al secondo degli anni 2000, il rallentamento iniziato nel periodo 2008-2013 (tra i 6 e i 7 metri quadrati al secondo) si è consolidato negli ultimi tre anni, con una velocità ridotta di consumo di suolo. Il fenomeno appare in crescita ma con un sensibile rallentamento nella velocità di trasformazione, probabilmente dovuto alla attuale congiuntura economica più che a una reale aumentata sensibilità ambientale verso le problematiche della conservazione del suolo e della sua funzionalità.

Commenti: 
In termini assoluti, in Italia sono oggi irreversibilmente persi circa 23.000 km2 di suolo. Prendendo in esame le ripartizioni geografiche del territorio italiano, i valori percentuali più elevati si registrano al Nord. Il Veneto, la Lombardia e la Campania hanno ormai superato il 10% di superficie impermeabilizzata (Figura 1) con un sensibile incremento, in termini di ettari consumati tra il 2016 ed il 2017, registrato soprattutto in Veneto (Tabella 1 e Figura 2).
I risultati evidenziano un consumo soprattutto reversibile, essendo più del 60% dei cambiamenti interessato da cantieri e altre aree in terra battuta che in buona parte saranno probabilmente convertiti in consumo di suolo permanente nei prossimi anni (Figura 3 e 4).
In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e, in particolare, con il target ‘assicurare che il consumo di suolo non superi la crescita demografica’, è stato infine elaborato l’indicatore 11.3.1 che mette in relazione il tasso di variazione del consumo di suolo con il tasso di variazione della popolazione secondo un rapporto logaritmico (LCRPGR, tabella 2). Nei due bienni considerati (2015-2016 e 2016-2017) dai risultati si rileva a livello nazionale, una diminuzione dell'indicatore sintomo di una crescita insostenibile all'interno della quale l'aumento del suolo consumato è accompagnato da una riduzione della popolazione.
  • Titolo: Tabella 2: Variazione di consumo di suolo rispetto alla variazione di popolazione
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su cartografia SNPA
    Legenda: (*) Rapporto logaritmico tra il tasso di variazione del consumo di suolo e il tasso di variazione della popolazione
    Territorio: REGIONI LCRPGR
    2015-2016 2016-2017
    Piemonte -0.55 -0.90
    Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste -0.29 -0.84
    Lombardia 3.59 1.80
    Trentino-Alto Adige/Südtirol 0.39 1.12
    Veneto -0.88 -3.25
    Friuli-Venezia Giulia -0.16 -1.51
    Liguria -0.09 -0.13
    Emilia-Romagna -2.60 13.17
    Toscana -0.76 -1.96
    Umbria -0.18 -0.51
    Marche -0.40 -0.63
    Lazio -3.93 1.33
    Abruzzo -0.21 -0.67
    Molise -0.50 -0.42
    Campania -1.35 -0.99
    Puglia -0.79 -0.78
    Basilicata -0.12 -0.18
    Calabria -0.56 -0.25
    Sicilia -0.80 -0.44
    Sardegna -0.85 -0.36
    Italia -0.94 -1.80
  • Titolo: Tabella 1:Stima del consumo di suolo a livello regionale, in percentuale sulla superficie territoriale, e in ettari.
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su cartografia SNPA

    Tabella 1. Stima del consumo di suolo a livello regionale, in percentuale sulla superficie territoriale, e in ettari.
    Regione Consumo di suolo Consumo di suolo Consumo di suolo Consumo di suolo Consumo di suolo Consumo di suolo
    -2016% (ettari 2016) -2017% (ettari 2017) (Incremento %) (Incremento in ettari 2016-2017)
    Piemonte 6,85 173,933 6,86 174,349 0,24 416
    Valle D'Aosta 2,91 9,481 2,91 9,509 0,29 28
    Lombardia 12,96 309,552 12,99 310,156 0,19 603
    Trentino-Alto Adige 4,53 61,592 4,55 61,836 0,40 243
    Veneto 12,29 225,395 12,35 226,530 0,50 1134
    Friuli Venezia Giulia 8,88 70,280 8,92 70,571 0,41 291
    Liguria 8,30 44,961 8,30 44,983 0,05 22
    Emilia-Romagna 9,85 221,190 9,87 221,645 0,21 456
    Toscana 7,10 163,134 7,10 163,301 0,10 167
    Umbria 5,63 47,565 5,63 47,626 0,13 62
    Marche 7,18 67,404 7,20 67,561 0,23 158
    Lazio 8,39 144,268 8,40 144,584 0,22 315
    Abruzzo 5,07 54,768 5,08 54,886 0,22 118
    Molise 4,05 17,997 4,06 18,035 0,21 38
    Campania 10,34 140,644 10,36 140,924 0,20 279
    Puglia 8,35 161,606 8,37 162,016 0,25 409
    Basilicata 3,39 33,888 3,40 33,923 0,10 35
    Calabria 5,18 78,076 5,18 78,129 0,07 53
    Sicilia 7,19 184,873 7,20 185,156 0,15 283
    Sardegna 3,75 90,435 3,75 90,535 0,11 100
    Italia 7,63 2,301,042 7,65 2,306,255 0,23 5,213
  • Titolo: Figura 2. Localizzazione dei principali cambiamenti avvenuti tra il 2016 e il 2017
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su cartografia SNPA

    Figura 2. Localizzazione dei principali cambiamenti avvenuti tra il 2016 e il 2017
  • Titolo: Figura 3. Suddivisione tra cambiamenti reversibili e permanenti avvenuti tra il 2016 e il 2017
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su cartografia SNPA

    Figura 3. Suddivisione tra cambiamenti reversibili e permanenti avvenuti tra il 2016 e il 2017
  • Titolo: Figura 4. Principali tipologie di cambiamento avvenute tra il 2016 e il 2017.
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su cartografia SNPA

    Figura 4. Principali tipologie di cambiamento avvenute tra il 2016 e il 2017.
  • Titolo: Figura 1. Consumo di suolo a livello comunale (% 2017).
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su cartografia SNPA

     Figura 1. Consumo di suolo a livello comunale (% 2017).