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GEOSITI

Abstract indicatore: 
L’indicatore esprime il numero di siti geologici di importanza tale da dover essere tutelati (geositi) che sono stati individuati, descritti e inventariati nella banca dati Geositi dell'ISPRA.

Descrizione: 
I geositi rappresentano l'elemento fondamentale del patrimonio geologico. Si definiscono con questo nome quei siti, di interesse geologico, che sono di particolare importanza per la ricostruzione della storia geologica dell'area in cui si trovano, tanto da poter determinare un interesse alla loro conservazione.
Si tratta di "singolarità geologiche" (siti ricchi di fossili, minerali, elementi morfologici del paesaggio, ecc.) che per rarità, valore scientifico, bellezza paesaggistica, fruibilità culturale e didattica possono essere considerate dei veri e propri "monumenti" geologici da tutelare, salvaguardare e valorizzare.
I geositi, in quanto testimoni della diversità geologica di un territorio, ne rappresentano la geodiversità la quale è inoltre strettamente legata alla biodiversità..
è Le caratteristiche geologiche del substrato, infatti, influiscono sulla diversità della vita che vi si sviluppa e ne sono a loro volta influenzate.
L'indicatore rappresenta quei geositi italiani che sono stati individuati, descritti e inventariati nella banca dati Geositi dell'ISPRA (http://sgi1.isprambiente.it/geositiweb/).


Scopo: 
L'inventario del patrimonio geologico italiano ha l'obiettivo di individuare le aree del territorio nazionale da valorizzare, tutelare e conservare.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
L 394/1991
L 42/2004
L 14/2006
L 9/2006 Regione Emilia Romagna
L 39/2009 Regione Liguria
L 33/2009 Regione Puglia
L. 32/2015 Regione Basilicata
L 15/2016 Regione Friuli Venezia Giulia
Nel 2012 la Regione Siciliana con la Legge N. 25 ha istituito il Catalogo regionale dei geositi, pubblicando le “Norme per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela dei geositi in Sicilia”. Non si tratta però di una vera e propria legge di tutela del patrimonio geologico.
Inoltre, nel 2013 la regione Calabria ha pubblicato la legge regionale n.22 ”Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico”. La legge però cita il patrimonio geologico nel titolo ma riguarda in realtà il solo patrimonio speleologico regionale.

L'unico riferimento normativo nazionale resta quindi, il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004 e successive modifiche) che individua i beni da tutelare e valorizzare per il loro interesse pubblico, ossia: "le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica, le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza; i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale; le bellezze panoramiche considerate come quadri e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze." Il valore del patrimonio geologico culturale è inoltre stato riconosciuto: nella Convenzione UNESCO sulla protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale del 1972 (Parigi) che individua e distingue il patrimonio culturale e il patrimonio naturale; nella Legge Quadro sulle aree protette (L. 394/1991), che indica tra le finalità del regime di tutela e di gestione delle aree protette, quella della conservazione di singolarità geologiche, formazioni paleontologiche, valori scenici e panoramici, processi naturali ed equilibri idraulici e idrogeologici; nella Convenzione europea sul paesaggio del 2000 (Firenze) (ratificata con la L 14/2006) che riconosce il valore del patrimonio biologico-geologico-culturale.


Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esistono obblighi normativi.
DPSIR: 
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Efficacia delle politiche (tipo D)

Riferimenti bibliografici: 
Non compilato

Limitazioni: 
Non è determinato in maniera omogenea sul territorio nazionale.

Ulteriori azioni: 
Non compilato.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Continua

Accessibilità dei dati di base: 
Banca dati Geositi dell'ISPRA (http://sgi1.isprambiente.it/geositiweb/).

Fonte dei dati di base: 
Amministrazioni locali
Istituti scientifici
Regioni

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
I geositi vengono individuati, e quindi segnalati, da geologi, in particolare rilevatori, studenti, tecnici regionali e liberi professionisti. Parte delle segnalazioni, corrispondenti alla prima fase dell’attività, proviene anche dalla letteratura geologica ed è stata successivamente sottoposta a controlli sul terreno. La descrizione del geosito viene effettuata sulla base di una scheda di rilevazione delle informazioni che è disponibile nell'homepage del geodatabase Geositi e sul sito istituzionale dell'ISPRA, nelle pagine dedicate alla Tutela del Patrimonio Geologico. I dati vengono sottoposti ad un controllo prima formale, poi sostanziale e solo successivamente, se ritenuti validi, riversati nel geodatabase dell'ISPRA.
In assenza di una specifica legge di tutela del patrimonio geologico,i geositi che si trovano in territori compreso all’interno di aree protette (L. 394/91) e siti della rete Natura 2000, beneficiano dei vincoli di legge che insistono sull'area. Poiché gli areali di ZPS, SIC e Aree Protette possono sovrapporsi tra loro, un geosito può ricadere in una o più tipologie di area tutelata e la semplice somma dei geositi per tipologia di area tutelata non corrisponderebbe, pertanto, all'effettivo totale dei geositi protetti.
Per ovviare al problema e avere un quadro complessivo di quale sia il numero di geositi che sono attualmente, almeno indirettamente protetti, abbiamo quindi unito i poligoni di tutte le aree protette (Aree Protette ai sensi della legge 394/91 + SIC + ZPS della Rete Natura 2000), e abbiamo quindi riclassificato il poligono risultato come unione = AP, SIC, ZPS, sia SIC sia ZPS, come in fig. 3. Come risultato abbiamo "contato" i geositi in area protetta evitando quindi di contare più volte i geositi situati in aree, ad esempio, ricadenti sia in Area Protetta sia in sito SIC o ZPS o entrambi.


Tipo di rappresentazione: 
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale

Copertura temporale: 
2002-2017

Qualità dell'informazione: 
L’indicatore è particolarmente rilevante rispetto alla domanda di informazioni sul tema. L’accuratezza risente del fatto che l’inventario che raccoglie i dati di base è stato realizzato utilizzando dati provenienti dalla bibliografia.Ciò ha reso necessario un complesso e lungo lavoro di revisione delle informazioni catalogate effettuato sulla base, sia di documenti aggiornati sia di accertamenti compiuti direttamente sul terreno. La revisione è tuttora in corso. Questa attività è svolta anche in collaborazione con gli stessi soggetti che contribuiscono con le loro segnalazioni ad alimentare la banca dati. Si tratta di amministrazioni locali, istituti universitari e di ricerca, studenti e liberi professionisti. Per questo motivo il numero dei geositi é in continua evoluzione, anche in senso negativo. La metodologia di elaborazione dell’indicatore ha risentito di migliorie avvenute nel tempo e nello spazio. Periodicità di aggiornamento:

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Nella banca dati Geositi ISPRA sono presenti poco più di 2700 geositi (30 settembre 2017). Tale numero negli ultimi anni è diminuito, nonostante l'inserimento di nuovi geositi per poi stabilizzarsi negli ultimi tre anni. Questo si verifica per la revisione delle segnalazioni raccolte nella fase iniziale del progetto, che porta all''eliminazione di quei geositi, già presenti nella banca dati, che non superano la revisione e negli ultimi tre anni il numero di segnalazioni eliminate ha superato quello dei nuovi inserimenti. Inoltre, in alcuni casi sono stati accorpati geositi contigui e con le stesse caratteristiche, preferendo trattarli come un solo geosito, di tipo areale, rappresentato sulla mappa come un poligono. Anche in accordo con i criteri utilizzati in altri paesi europei, la diminuzione del numero di geositi presenti nel database, conseguentemente, riflette un miglioramento della qualità dell’informazione. In Italia l’interesse per il patrimonio geologico è in costante aumento; sono stati avviati, e in alcuni casi completati, progetti regionali per la conoscenza e l’inventariazione dei geositi (Puglia, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria e Molise). In altri casi sono state le province ad attivarsi (Siena, Cosenza) e, laddove è mancata l’iniziativa istituzionale, sono state le Università a subentrare, ad esempio quella della Basilicata, dove però la Regione ha recentemente manifestato un nuovo interesse per il patrimonio geologico, in relazione alla redazione del nuovo Piano Paesistico Regionale.

Commenti: 
Al 30 Settembre 2017 il 53% dei geositi inventariati è compreso all’interno di aree protette (L. 394/91) e siti della rete Natura 2000, dove, in assenza di una specifica legge di tutela, beneficiano dei vincoli di legge che insistono sull'area (Figura 1 e figura 2). La suddivisione per regione dei geositi censiti, riportata in figura 3, mostra invece, le forti differenze nella distribuzione regionale che non riflettono necessariamente una maggiore ricchezza del patrimonio geologico ma sono generalmente legate al diverso stato di avanzamento dei progetti di inventariazione dei geositi da parte delle regioni.

  • Titolo: Figura 1: Presenza e/o assenza Geositi in aree protette (2017)
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Presenza e/o assenza Geositi in aree protette (2017)
  • Titolo: Figura 2: Distribuzione geositi in aree tutelate e non (2017)
    Fonte: ISPRA

    Figura 2: Distribuzione geositi in aree tutelate e non (2017)
  • Titolo: Figura 3: Numero di geositi per regione (2017)
    Fonte: ISPRA

    Figura 3: Numero di geositi per regione (2017)