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STATO ECOLOGICO DELLE ACQUE MARINO COSTIERE

Abstract indicatore: 
Le acque marino costiere sono “le acque superficiali situate all'interno rispetto a una retta immaginaria distante, in ogni suo punto, un miglio nautico sul lato esterno dal punto più vicino della linea di base che serve da riferimento per definire il limite delle acque territoriali e che si estendono eventualmente fino al limite esterno delle acque di transizione” (Comma 1 dell’articolo 74 del D.Lgs. 152/2006). La normativa (D.Lgs. 152/2006) impone il raggiungimento del “buono" stato dei corpi idrici (ecologico + chimico) entro il 2015 o, nel caso di una proroga entro il 2027. In base all’analisi dei dati riportati dai Distretti idrografici nel Reporting alla Commissione Europea (aggiornamento marzo 2016), lo Stato Ecologico delle acque marino costiere italiane risulta alquanto eterogeneo. Tale disomogeneità si esprime sia a livello di numero di corpi idrici identificati per distretto sia per classificazione ecologica. I Distretti delle Alpi orientali, dell’Appennino Centrale e della Sardegna presentano, tuttavia, un numero di corpi idrici in stato “buono” maggiore o uguale all’80%.

Descrizione: 
La definizione dello stato ecologico si basa sulla valutazione dello stato di qualità della flora acquatica e dei macroinvertebrati bentonici supportati dalle caratteristiche fisico-chimiche della colonna d’acqua e dalle caratteristiche idromorfologiche del corpo idrico, sulla base di metodiche condivise da tutti i Distretti idrografici. È assegnato in base al più basso dei valori di classificazione degli EQB (fitoplancton, macroinvertebrati bentonici, macroalghe e angiosperme), selezionati in base all’analisi delle pressioni, secondo il principio del “one out - all out”, sintetizzato, poi, attraverso un giudizio basato su cinque classi di qualità: “Elevato”, “Buono”, “Sufficiente”, “Scarso” e “ Cattivo”.

Scopo: 
Verificare, ogni sei anni, l’efficacia dei programmi di misure per il contenimento delle pressioni, messe in campo dalle Amministrazioni competenti. Lo scopo ultimo dell’indicatore è, quindi, quello verificare il raggiungimento dello stato “buono” entro le date fissate dalla normativa vigente.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE
D.Lgs. 152/2006

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Con l'attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque WFD 2000/60/CE, (recepita dall’Italia con il D.Lgs. 152/2006), l'UE ha posto le basi per un concetto di protezione delle acque attraverso una visione integrata di tutte le acque del bacino idrografico. Un importante obiettivo della normativa è di raggiungere il "buono" stato delle acque superficiali (ecologico + chimico) entro il 2015 o, nel caso di una proroga entro il 2027.
DPSIR: 
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Performance (tipo B)
Efficacia delle politiche (tipo D)

Riferimenti bibliografici: 
D.Lgs. 152/06 e Decreti attuativi di recepimento della Direttiva 2000/60/CE
Reporting alla Commissione Europea dei Distretti idrografici (aggiornamento marzo 2016)

Limitazioni: 
nessuna

Ulteriori azioni: 
nessuna
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Sessennale

Accessibilità dei dati di base: 
I dati sono estratti dal Reporting alla Commissione Europea dei Distretti Idrografici (II ciclo aggiornamento marzo 2016)

Fonte dei dati di base: 
Autorità di Bacino

Unità di misura dell'indicatore: 
Classi di qualità
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Lo stato ecologico del corpo idrico si definisce in base alla deviazione dalle condizioni di riferimento (Rapporto di Qualità Ecologica RQE) da cui dipenderà l’appartenenza a una delle 5 classi . I dati relativi agli elementi di qualità biologica (EQB) per stazione vanno a comporre il giudizio di qualità ecologica per i corpi idrici in base al principio “one out all out.

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Mappa

Copertura spaziale: 
Distretti Idrografici 7/7

Copertura temporale: 
2010-2016

Qualità dell'informazione: 
L’indicatore è rilevante perché è previsto dalla normativa nazionale e risponde in modo significativo alle pressioni di origine antropica. Relativamente all’accuratezza, a fronte dell’affidabilità della fonte (Reporting alla Commissione Europea - aggiornamento marzo 2016), essendo il primo ciclo di reporting in cui è presente la classificazione ecologica dei corpi idrici, si dispone solo della classificazione relativa al periodo 2010-2016. Infine, le metodologie di classificazione sono condivise tra tutti i distretti italiani.

Periodicità di aggiornamento: 
Esennale


Stato e trend: 
Non definibileIn base ai dati disponibili non è ancora possibile individuare un trend. L’analisi dell’indicatore mostra per i Distretti idrografici condizioni ecologiche da sufficienti a buone, ed elevate solo per il Distretto della Sardegna, da segnalare, tuttavia, per alcuni di essi percentuali significative di corpi idrici non classificati.

Commenti: 
La classificazione ecologica fa riferimento a quanto riportato nel primo aggiornamento dei Piani di gestione dei bacini idrografici per gli otto Distretti (7 + Serchio) individuati sul territorio nazionale. Lo stato ecologico delle acque costiere nazionale è molto variabile. Esiste una disomogeneità nella designazione del numero dei corpi idrici che viene effettuata in base all’analisi delle pressioni sul territorio; seguendo il corso della Penisola da Nord a Sud (Figura 1), per il Distretto Alpi Orientali (25 corpi idrici) l’88% dei corpi idrici marino costieri si trova in un stato ecologico buono, a fronte di un 12% in stato sufficiente. Invece nel Distretto Padano (2 corpi idrici) il 100% dei corpi idrici si trova in uno stato ecologico sufficiente. L’Appennino Centrale (25 corpi idrici) presenta una situazione confrontabile con quella del Distretto Alpi Orientali, con l’80% dei corpi idrici in stato buono e il 20% in stato sufficiente. Nel Distretto dell’Appennino Settentrionale - 51 corpi idrici, il 49% di essi si trova nello stato buono e nello stato sufficiente. Nei Distretti Appennino Meridionale (176 corpi idrici) e Sicilia (65 corpi idrici) si rileva una notevole percentuale di corpi idrici non classificati, rispettivamente il 57% e il 74%. Infine, il Distretto della Sardegna (217 corpi idrici) presenta il 92% dei corpi idrici in stato buono, il 7% in stato sufficiente e l’1% in stato elevato.
  • Titolo: Figura 1: Stato ecologico dei corpi idrici marino costieri italiani per Distretto idrografico
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati del Reporting II RMBP fornito dalle Autorità di Bacino

    Figura 1: Stato ecologico dei corpi idrici marino costieri italiani per Distretto idrografico
  • Titolo: Acque Marino Costiere
    Fonte: ISPRA

    Acque Marino Costiere
  • Titolo: Angiosperme - Posidonia oceanica (L.) Delile
    Fonte: ISPRA

    Angiosperme -  Posidonia oceanica (L.) Delile