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SABBIE RELITTE DRAGATE AI FINI DI RIPASCIMENTO

Abstract indicatore: 
In Italia le coste, che si sviluppano per circa 8.000 km, rappresentano un’importante risorsa strategica: sono fra le aree più densamente popolate e sede di un’intensa attività economica. Lo sfruttamento crescente cui tali aree sono sottoposte, associato a eventi naturali (es. cambiamenti climatici globali), ha determinato un aumento dei fenomeni erosivi. Per contrastare tali processi e per proteggere abitazioni e infrastrutture, negli anni sono state realizzate, in diverse regioni costiere, numerose opere rigide di difesa (scogliere emerse, sommerse, radenti, opere miste, moli, pennelli), non sempre con risultati soddisfacenti. Una tecnica alternativa che potrebbe garantire una buona risposta all’erosione costiera, sotto il profilo ambientale ed economico, è il ripascimento. Il ripascimento consiste nel ricostruire la spiaggia erosa immettendo sedimenti idonei (dal punto di vista granulometrico e composizionale). Una possibile risposta alla necessità di approvvigionamento di materiale da destinare al ripascimento è stata identificata nell’utilizzo di sabbie marine relitte (riferibili a paleospiagge) provenienti da depositi sabbiosi presenti al largo sulla piattaforma continentale.

Descrizione: 
La maggior parte delle coste italiane è soggetta a fenomeni erosivi dovuti principalmente a uno squilibrio nel bilancio sedimentario delle spiagge. Tale bilancio, che regola modalità e tasso di accrescimento e di erosione delle spiagge e che va riferito a un arco di tempo significativo (ad esempio un anno), dipende dal rapporto tra il materiale "in entrata" (apporti) e quello "in uscita" (perdite). Gli apporti sono costituiti principalmente dai sedimenti portati in carico dai fiumi e ridistribuiti dalle correnti litoranee e da quelli provenienti sia dal disfacimento di coste rocciose, sia dall'erosione di spiagge vicine. Le perdite, invece, sono dovute all'allontanamento del materiale verso il largo per effetto del moto ondoso e alla perdita di sedimento verso terra. La realizzazione di opere di sbarramento per la regimazione dei versanti, unitamente alla costruzione di invasi da destinare a uso idroelettrico e/o irriguo, hanno contribuito alla sensibile diminuzione degli apporti di sedimento da parte dei corsi d'acqua, interferendo con i naturali processi erosivi dei litorali, intensificandoli. Altri fattori come l'irrigidimento della linea di costa dovuto alla realizzazione di opere marittime, l'estrazione di fluidi dal sottosuolo, l'immobilizzazione e lo spianamento delle dune, hanno contribuito ad amplificare i fenomeni erosivi. Una delle tecniche che riesce a garantire una buona risposta all'erosione costiera, sotto il profilo ambientale ed economico (almeno per grandi interventi), è il ripascimento mediante l'utilizzo di depositi di sabbie relitte. Questi materiali, situati lungo la piattaforma continentale tra 30 e 130 metri di profondità, vengono recuperati mediante operazioni di dragaggio. L'impiego delle sabbie relitte da destinare al ripascimento dei litorali, rispetto allo sfruttamento di materiale emerso, comporta alcuni vantaggi come: disponibilità di elevate quantità di sedimenti (milioni di m3), composizione potenzialmente molto simile alla sabbia dei nostri litorali, limitati effetti sull'ambiente e, per ripascimenti che implicano grandi volumi di materiali, costi contenuti. La scelta e la possibilità di effettuare dragaggi di sabbie relitte dipende da una serie di fattori socio-economici, geologici e tecnici. È, infatti, possibile effettuare interventi di dragaggio di sabbie relitte a fini di ripascimento solo quando: lungo la piattaforma continentale, possibilmente in prossimità dei tratti di litorale in erosione, siano effettivamente presenti depositi di sabbie relitte; il deposito sia "sfruttabile" in termini generali (spessore della copertura pelitica, profondità dei depositi eccetera) (BEACHMED, 2004); le sabbie relitte individuate abbiano caratteristiche idonee rispetto a quelle delle sabbie originariamente presenti nel sito da ripascere (compatibilità granulometrica e chimica); la localizzazione dei depositi sia tale che la loro coltivazione non induca effetti rilevanti sull'ambiente circostante, soprattutto in presenza di habitat e/o specie protette. Un ultimo aspetto da considerare è legato al fatto che la movimentazione di grandi volumi di sedimento comporta un impegno notevole, sia in termini tecnico-progettuali sia economici, non sempre sostenibile.

Scopo: 
Fornire informazioni relative alla quantità di sabbie relitte dragate ai fini di ripascimento lungo la piattaforma continentale italiana. Fornire, inoltre, indicazioni indirette sui fenomeni erosivi agenti nelle regioni italiane considerate.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
L'indicatore non ha riferimenti normativi.

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non compilato
DPSIR: 
Pressione

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Nicoletti L., Paganelli D., Gabellini M. (2006) - Aspetti ambientali del dragaggio di sabbie relitte a fini di ripascimento: proposta di un protocollo di monitoraggio. Quaderno ICRAM n. 5: 159 pp.

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
I dati sono richiesti di volta in volta alle Amministrazioni competenti che autorizzano o eseguono l’opera (il soggetto può essere anche un privato). Non esiste una modalità concordata per il reperimento dei dati.

Fonte dei dati di base: 
Province
Regioni costiere

Unità di misura dell'indicatore: 
Metro cubo (m3)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
I metri cubi riportati sono il dato di base.


Tipo di rappresentazione: 
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
1994-2016

Qualità dell'informazione: 
L’indicatore offre una buona informazione relativa ai volumi di sabbie relitte dragate lungo la piattaforma continentale italiana ai fini di ripascimento di litorali in erosione.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Tra il 1994 e il 2004 si evidenzia un notevole volume di sabbie relitte dragate, utilizzate per il ripascimento di diverse spiagge nelle località costiere in provincia di Venezia (oltre 7.000.000 di m3). Anche lungo le coste laziali (cave di Anzio, Montalto e Torvaianica), tra 1999 e il 2012, sono state dragate grandi quantità di sabbie relitte (oltre 7.800.000 di m3). Interventi di minore entità sono stati realizzati in Emilia-Romagna nel 2002, nel 2007 e nel 2016, al largo del Golfo di Cagliari (2002) e a largo delle Marche (2006). Tra il 2008 e il 2011 e tra il 2013 e il 2015 non risultano interventi di dragaggio di sabbie relitte lungo la piattaforma continentale italiana (Tabella 1).Si sottolinea che la mancanza di interventi di dragaggio a fini di ripascimento non è indice di assenza di fenomeni erosivi. È noto, infatti, che la scelta e la possibilità di effettuare detti dragaggi dipende da una serie di fattori quali socio-economici, geologici e tecnici.

Commenti: 
In Italia (Figura 1) le prime attività di dragaggio di sabbie relitte risalgono al 1994 e sono state eseguite dal Magistrato alle Acque di Venezia per i ripascimenti delle spiagge di Cavallino e Pellestrina (Venezia). Dal 1994 ad oggi sono stati utilizzati circa 7.000.000 m3 di sabbia provenienti da un deposito al largo tra le foci dei fiumi Tagliamento e Adige a circa 20 m di profondità (Figura 2). Nel Mar Adriatico Centrale, dragaggi di sabbie relitte a fini di ripascimento, sono stati condotti al largo di Ravenna (2002, 2007 e 2016) dall’ARPA Emilia-Romagna (Figura 3) e al largo di Civitanova Marche (MC) (Figure 4-5) da privati (2006). Nel Mar Tirreno le prime attività di dragaggio di sabbie relitte ai fini di ripascimento, condotte dalla Regione Lazio, sono state quelle concernenti lo sfruttamento di un deposito di sabbie relitte presente al largo di Anzio (Roma), utilizzate per il ripascimento del litorale di Ostia nel 1999. La Regione Lazio ha avviato, quindi, una serie di dragaggi di sabbie relitte a fini di ripascimento che ha interessato sia la summenzionata cava di Anzio, sia altri due depositi, localizzati al largo di Montalto di Castro (VT) e di Torvaianica (Roma) (Figura 6). Infine attività di dragaggio sono state condotte, in Sardegna, al largo del Golfo di Cagliari (2002) dalla Provincia di Cagliari (Figura 7).
In generale, se si considera l’estensione della piattaforma continentale italiana, l’entità delle aree sottoposte a dragaggio (inteso come indicatore di pressione) ai fini di ripascimento, potrebbe risultare esigua.
  • Titolo: Tabella 1: Volumi di sabbie relitte dragate ai fini di ripascimento lungo la piattaforma continentale italiana
    Fonte: ISPRA

    Tabella 1: Volumi di sabbie relitte dragate ai fini di ripascimento lungo la piattaforma continentale italiana
    Cave sabbie relitte (Localizzazione / Denominazione / Ente competente) Anno di esecuzione Volumi dragati (m3) Località di destinazione delle sabbie Volumi sversati (m3)
    Mar Adriatico / Cava al largo tra le foci dei fiumi Tagliamento e Adige / Magistrato alle acque di Venezia 1995-1999 7,231,570 Litorale di Pellestrina (VE) 4,097,119
    1994-1999 Cavallino (VE) 1,921,604
    1999-2000 Jesolo (VE) 565,362
    1999-2003 Jesolo - Cortellazzo (VE) 351,000
    2004 Eraclea (VE) 296,485
    Mar Tirreno/ Cava al largo di Anzio (Area AN) / Regione Lazio 1999 950,000 Ostia (RM) 950,000
    Mar Adriatico / Cava al largo di Ravenna (Area C1) / Regione Emilia-Romagna 2002 799,850 Misano Adriatico (RN) 165,300
    Riccione sud (RN) 253,750
    Igea Marina (RN) 65,200
    S. Mauro Pascoli - Savignano (FC) 27,000
    Gatteo a Mare (FC) 28,000
    Zadina (FC) 43,500
    Milano Marittima nord (RA) 176,100
    Lido di Classe - Foce Bevano (RA) 41,000
    Mar Tirreno / Cava al largo del golfo di Cagliari / Provincia di Cagliari 2002 370,000 Poetto (CA) 370,000
    Mar Tirreno / Cava al largo di Anzio (Sito AZ) / Regione Lazio 2003 2,139,265 Ostia centro (RM) 409,895
    Ostia levante (RM) 554,773
    Anzio (RM) 191,192
    Focene nord (RM) 407,942
    Ladispoli (RM) 475,463
    Terracina (LT) a sx Foce Sisto 100,000
    Mar Tirreno / Cava al largo di Montalto di Castro (Area A2) / Regione Lazio 2004 600,000 Tarquinia (VT) 500,000
    Lido di Latina a sx della Foce del Mascarello (LT) 100,000
    2005 460,000 Ostia (RM) 330,000
    Lido di Latina a sx della Foce del Mascarello (LT) 100,000
    Mar Tirreno / Cava al largo di Torvaianica Area Ardea C2) / Regione Lazio 2006 779,800 Terracina Porto Badino - Centro (LT) 345,800
    Terracina Porto Badino - F. Sisto (LT) 400,000
    Fondi (LT) 34,000
    Mar Adriatico / Cava al largo di Civitanova Marche (Area B1) / Arenaria s.r.l. per Regione Abruzzo 2006 1,106,039 Pineto Silvi (TE) 64,245
    Martinsicuro (TE) 184,850
    Montesilvano (PE) 93,106
    Francavilla (CH) 159,325
    Casalbordino (CH) 85,162
    Civitanova Marche (MC) 52,670
    Fermo (FM) 65,375
    Pedaso (FM) 3,849
    Campofilone (FM)-Massignano (AP) 89,833
    Cupramarittima (AP) 58,098
    Grottammare (AP) 62,220
    Mar Adriatico / Cave al largo di Ravenna (Area C1) e (Area A) / Regione Emilia-Romagna 2006 825,349 Punta Marina (RN) 189,869
    Misano Adriatico (RN) 149,000
    Riccione sud (RN) 105,065
    Igea Marina - Rimini nord (RN) 105,788
    Cesenatico nord (FC) 78,391
    Milano Marittima nord (RA) 90,108
    Lido di Dante (RA) 107,128
    Mar Tirreno / Cava al largo di Anzio (Area AS) / Regione Lazio 2007 2,554,500 Terracina Porto Badino - F. Sisto (LT) 249,100
    Minturno (LT) 528,500
    San Felice Circeo (LT) 412,400
    Fondi nord (LT) 729,000
    Formia (LT) 215,000
    2012 Ostia (RM) 400,000
    2008-2011 e 2013-2015 / / /
    Mar Adriatico / Cave al largo di Ravenna (Area C1) / Regione Emilia-Romagna 2016 1,272,062 Punta Marina (RN) 229,125
    Misano Adriatico (RN) 219,700
    Riccione sud (RN) 188,686
    Igea Marina - Rimini nord (RN) 171,047
    Cesenatico nord (FC) 128,331
    Milano Marittima nord (RA) 218,713
    Lido di Dante (RA) 116,460
    Fonte: ISPRA
  • Titolo: Figura 1: Volumi di sabbie relitte dragate lungo la piattaforma continentale italiana
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Magistrato alle Acque, ARPA Emilia-Romagna, Regione Abruzzo, Marche, Lazio e Provincia di Cagliari

    Figura 1: Volumi di sabbie relitte dragate lungo la piattaforma continentale italiana
  • Titolo: Figura 2: Sabbie relitte sversate lungo le coste del Veneto
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Magistrato alle Acque

    Figura 2: Sabbie relitte sversate lungo le coste del Veneto
  • Titolo: Figura 3: Sabbie relitte sversate lungo le coste dell’Emilia-Romagna
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ARPA Emilia-Romagna

    Figura 3: Sabbie relitte sversate lungo le coste dell’Emilia-Romagna
  • Titolo: Figura 4: Sabbie relitte sversate lungo le coste delle Marche
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Regione Marche

    Figura 4: Sabbie relitte sversate lungo le coste delle Marche
  • Titolo: Figura 5: Sabbie relitte sversate lungo le coste dell’Abruzzo
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Regione Abruzzo

    Figura 5: Sabbie relitte sversate lungo le coste dell’Abruzzo
  • Titolo: Figura 6: Sabbie relitte sversate lungo le coste del Lazio
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Regione Lazio

    Figura 6: Sabbie relitte sversate lungo le coste del Lazio
  • Titolo: Figura 7: Sabbie relitte sversate lungo le coste del Golfo di Cagliari
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Provincia di Cagliari

    Figura 7: Sabbie relitte sversate lungo le coste del Golfo di Cagliari