Report

FAGLIAZIONE SUPERFICIALE (FAGLIE CAPACI)

Abstract indicatore: 
L'indicatore fornisce informazioni su eventi di fagliazione superficiale associati alla riattivazione di faglie capaci che interessano il territorio italiano, generalmente in occasione di forti terremoti.
Nel 2016 la riattivazione del sistema di faglie del M. Vettore - M. Bove che ha causato la sequenza sismica in Centro Italia ha prodotto, in occasione delle tre scosse principali, la formazione di rotture superficiali con dislocazioni variabili da pochi cm fino a circa due metri.
Le faglie che si sono riattivate nel 2016 erano già contenuto nel database ITHACA, l'inventario delle faglie capaci in Italia realizzato da ISPRA, che fornisce lo stato delle conoscenze sulla distribuzione nel territorio nazionale delle faglie potenzialmente in grado di produrre fagliazione in superficie.

Descrizione: 
L'indicatore fornisce lo stato delle conoscenze sulla distribuzione nel territorio nazionale delle faglie capaci, cioè di quelle fratture della crosta terrestre potenzialmente in grado di riattivarsi in un prossimo futuro (in associazione a eventi sismici) o che si muovono lentamente con continuità (creep asismico), dislocando o comunque deformando la superficie del terreno (fagliazione superficiale).
Le informazioni relative a queste faglie, quali giacitura, geometria, cinematica, terremoti associati e tasso di deformazione medio, sono raccolte in un catalogo (ITHACA - ITaly HAzard from CApable faults) realizzato e gestito da ISPRA, costituito da un database, periodicamente aggiornato, e da una cartografia di dettaglio gestita in ambiente GIS.
Le dislocazioni lungo le faglie capaci sono in grado di produrre danneggiamenti, anche rilevanti, alle strutture antropiche che le attraversano. L'indicatore riporta inoltre, in maniera analitica, eventi di fagliazione superficiale o di deformazione del suolo in corrispondenza di faglie capaci eventualmente occorsi nel periodo analizzato.

Scopo: 
L'informazione sull'ubicazione e sulle caratteristiche delle faglie capaci è di grande importanza pratica per la pianificazione territoriale, che ne dovrebbe tenere adeguatamente conto; le strutture antropiche (infrastrutture, costruzioni) dovrebbero essere possibilmente collocate ad adeguata distanza da queste o essere progettate con opportuni accorgimenti tecnici.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Indirizzi e Criteri per la Microzonazione Sismica (2008) - Indirizzi e criteri generali per gli studi di Microzonazione Sismica”, Commissione tecnica per la microzonazione sismica, approvati dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome, Dipartimento della Protezione Civile, Roma, 2008.
Dipartimento della protezione civile (2015) Linee guida per la gestione del territorio in aree interessate da Faglie Attive e Capaci (FAC), versione 1.0. Commissione tecnica per la microzonazione sismica, approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome –Dipartimento della protezione civile, Roma, 2015.

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il problema della fagliazione superficiale è stato considerato negli Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica pubblicati dal Dipartimento di Protezione Civile nel marzo 2009. In tale documento, si raccomanda la necessità di effettuare studi di dettaglio di tipo sismotettonico e paleosismologico (attraverso l'escavazione e l'analisi di trincee esplorative) finalizzati a fornire una cartografia della zona di faglia (traccia principale e fascia di rispetto o setback), alla scala 1:5.000. Successivamente il Dipartimento di Protezione Civile (2015) ha emanato le “Linee guida per la gestione del territorio in aree interessate da Faglie Attive e Capaci (FAC)”, definite come quelle faglie per le quali sia testimoniata l’attività, con deformazione che arriva alla superficie topografica, negli ultimi 40.000 anni.
Vengono inoltre individuate le Faglie Potenzialmente Attive e Capaci (FPAC) per le quale gli studi dimostrano un’attività durante il Pleistocene medio - superiore, che nella microzonazione di livello 3 devono essere investigate con indagini appropriate al fine di identificarne l’eventuale attività negli ultimi 40.000 anni.
Relativamente alla singola FAC, nella microzonazione di livello 1, deve essere costruita una microzona omogenea tale da comprendere la supposta traccia del piano di rottura principale e i probabili fenomeni deformativi del terreno ad esso correlati. Questa zona viene denominata “Zona di Attenzione” per FAC e rimanda obbligatoriamente a livelli di approfondimento specifici, propri del livello 3, ove verranno costruite delle zone di Suscettibilità e di Rispetto per FAC
DPSIR: 
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
-

Limitazioni: 
Un limite di tale indicatore è rappresentato dalla difficoltà di rappresentare in modo omogeneo i dati a scala nazionale, a causa della assenza di studi di pari dettaglio e qualità.

Ulteriori azioni: 
Aggiornamento delle ricerche.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Continua

Accessibilità dei dati di base: 
Catalogo ITHACA-ITaly HAzard from CApable ISPRA

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Chilometro (km)
Metro (m)
Millimetri per anno (mm/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Analisi bibliografiche e studi in sito.


Tipo di rappresentazione: 
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2000-2017

Qualità dell'informazione: 
La richiesta di informazione relativa ai dati di fagliazione superficiale e al terremoto ad essa associato rende l’indicatore rilevante. L’indicatore è adeguatamente documentato, ben fondato in termini tecnici e scientifici in quanto presenta attendibilità ed affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati, ed è comparabile nel tempo e nello spazio.

Periodicità di aggiornamento: 
Non Definibile


Stato e trend: 
Non definibileNel 2016 è stato registrato un evento di fagliazione superficiale multiplo in occasione della sequenza sismica che ha colpito l’Italia centrale a partire dal 24 Agosto. Infatti, in occasione delle tre scosse principali, è stata osservata la riattivazione fino in superficie del sistema di faglie attive e capaci che ha originato la sequenza sismica (definito in letteratura come sistema di faglie del M. Vettore - M. Bove). In particolare, in occasione del terremoto di Amatrice del 24 Agosto (Mw= 6.0) si è riattivata la porzione Sud-orientale del sistema (M. Vettoretto-M. Vettore), con dislocazioni fino a 25 cm più o meno continue per una lunghezza complessiva pari ad almeno 5 km. La seconda scossa importante avvenuta il 26 Ottobre con epicentro vicino Visso (Mw= 5.9) ha causato la riattivazione della porzione Nord-occidentale dello stesso sistema di faglie, con dislocazioni fino a una decina di cm osservate nella zona di Frontignano. Infine, in occasione dell’evento sismico del 30 Ottobre (Mw=6.5) con epicentro a Norcia, si è osservata la riattivazione fino in superficie dell’intero sistema di faglie con dislocazioni cosismiche continue per almeno 28 km con rigetti medi di diversi decimetri localmente fino a due metri. L’evento di fagliazione superficiale osservato in occasione del terremoto del 2016 in Centro Italia ha interessato una faglia attiva e capace già conosciuta e compresa in ITHACA, il catalogo delle faglie capaci che interessano il territorio italiano. In generale, lo stato attuale delle conoscenze sulle faglie capaci è nel complesso discreto, ma è ancora necessario approfondire e ampliare le ricerche per giungere al dettaglio indispensabile per una soddisfacente valutazione della pericolosità legata alla fagliazione superficiale e una conseguente pianificazione territoriale che ne possa tenere adeguatamente conto. Il database è in periodico aggiornamento. L'indicatore è legato a un fenomeno naturale di origine endogena sul quale l'uomo non può avere alcun controllo. È pertanto sulla vulnerabilità del territorio che l'attenzione deve concentrarsi e concretizzarsi in scelte di pianificazione responsabili.

Commenti: 
La Figura 1 inquadra il pattern della fagliazione superficiale del 2016 nel contesto delle faglie attive e capaci note in letteratura e presenti nel database ITHACA (ITaly HAzard from CApable faults) relativamente all’area del centro Italia compresa tra Camerino e L’Aquila. Il sistema di faglie che si è attivato nel 2016, noto come sistema M. Vettore – M. Bove, è costituito da faglie dirette orientate NNO-SSE che ribassano verso Ovest la strutture dei Monti Sibillini. Si può inoltre facilmente osservare che sono numerose le strutture tettoniche nelle aree adiacenti che sono potenzialmente attive e capaci di produrre fagliazione in superficie in occasione di forti terremoti (Mw>6.0).

La Figura 2 rappresenta una mappa di sintesi della fagliazione superficiale associata alla sequenza sismica del 2016 in Centro Italia. In particolare sono state rappresentate in verde le rotture superficiali associate all’evento del 24 agosto (Mw=6.0), nella porzione sud-orientale del sistema (M. Vettoretto-M. Vettore) con rigetti fino a 25 cm. In giallo sono invece evidenziate le rotture superficiali associate all’evento del 26 ottobre (Mw=5.9) nella zona del M. Cornaccione (Frontignano di Ussita). In occasione dell’evento del 30 ottobre (Mw=6.5) si è riattivato fino in superficie l’intero sistema M. Vettore – M. Bove, producendo nuove rotture in superficie (in rosso) e riattivando nuovamente le rotture già documentate in occasione delle due scosse precedenti andando ad aumentare notevolmente l’entità complessiva delle dislocazioni. Ne consegue che le rotture dovute a fagliazione superficiale a seguito dell’evento del 30 ottobre sono praticamente continue per circa 28 km, distribuite in una fascia ampia qualche km, in un settore compreso tra Arquata del Tronto e il Mt. Banditella (poco a Nord di Ussita). Le rotture superficiali hanno andamento generale circa NNO-SSE, rigetti complessivi prevalentemente verso OSO, che localmente, nella zona del Cordone del Vettore, hanno raggiunto i due metri. Nella zona tra il bacino di Castelluccio e Castelsantangelo sul Nera è stata osservata anche la riattivazione per alcuni km di una struttura antitetica che ha ribassato il settore ENE fino ad almeno 50 cm.

Le Figure 3, 4 e 5 documentano localmente la fagliazione superficiale associata alla sequenza sismica del 2016 in Centro Italia.
In particolare, la Figura 3 mostra un esempio di rottura superficiale multipla in corrispondenza di una evidente scarpata di faglia in roccia posta lungo il versante sudoccidentale del massiccio del Vettore (“Cordone del M. Vettore”). La rottura in questo tratto è stato continua per diversi km, producendo dislocazioni fino a 25 cm in occasione della scossa del 24 agosto (sopra). Successivamente, a seguito della scossa del 30 ottobre, la stessa faglia (“Cordone del M. Vettore”). è stata riattivata in superficie con dislocazione che ha raggiunto in certi punti anche i due metri (sotto).
La Figura 4 mostra uno specchio di faglia in località Colli di Sopra prima (a sinistra) e dopo (a destra) la scossa del 30 ottobre. La riattivazione cosismica è marcata da una striscia marrone (suolo trascinato) posta alla base dello specchio di faglia, costantemente pari a circa 60 cm.
La Figura 5 mostra la riattivazione multipla della faglia di M. Cornaccione (sopra Frontignano di Ussita), in corrispondenza delle scosse del 26 ottobre (circa 5 cm; riquadri A, C ed E) e 30 ottobre (circa 40 cm; riquadri B, D ed F). Si nota come l’entità delle dislocazioni in superficie sia chiaramente proporzionale alla magnitudo di ciascuna scossa.
La Figura 6 mostra il danneggiamento prodotto dalla fagliazione superficiale nella galleria tra Capodacqua (in prossimità della Valle del Tronto) e San Pellegrino (nel bacino di Norcia) della strada delle Tre Valli Umbre (SS685), compromettendone la circolazione.

  • Titolo: Figura 1 - Mappa delle faglie capaci (in arancione) contenute nel database ITHACA nella zona del Centro Italia. In rosso è rappresentata la fagliazione superficiale associata alla sequenza sismica del 2016.
    Fonte: ISPRA, INGV - Open EMERGEO database Working Group

    Figura 1 - Mappa delle faglie capaci (in arancione) contenute nel database ITHACA nella zona del Centro Italia. In rosso è rappresentata la fagliazione superficiale associata alla sequenza sismica del 2016.
  • Titolo: Figura 2: La fagliazione superficiale multipla associata alle tre scosse principali della sequenza sismica che ha colpito il Centro Italia nel 2016 (24 Agosto, in verde; 26 Ottobre, in giallo; 30 Ottobre, in rosso, verde e giallo).
    Fonte: INGV - Open EMERGEO database Working Group

    Figura 2: La fagliazione superficiale multipla associata alle tre scosse principali della sequenza sismica che ha colpito il Centro Italia nel 2016 (24 Agosto, in verde; 26 Ottobre, in giallo; 30 Ottobre, in rosso, verde e giallo).
  • Titolo: Figura 3: Fagliazione superficiale multipla in corrispondenza del “Cordone del Vettore”, associata agli eventi del 24 agosto e 30 ottobre 2016 in Centro Italia.
    Fonte: ISPRA

    Figura 3: Fagliazione superficiale multipla in corrispondenza del “Cordone del Vettore”, associata agli eventi del 24 agosto e 30 ottobre 2016 in Centro Italia.
  • Titolo: Figura 4: Fagliazione superficiale lungo un piano di faglia in roccia in località Colli di Sopra, dovuta all’evento del 30 ottobre 2016 in Centro Italia.
    Fonte: ISPRA

    Figura 4: Fagliazione superficiale lungo un piano di faglia in roccia in località Colli di Sopra, dovuta all’evento del 30 ottobre 2016 in Centro Italia.
  • Titolo: Figura 5: Fagliazione superficiale multipla in corrispondenza della faglia del M. Cornaccione (Frontignano di Ussita), associata agli eventi del 26 (riquadri A, C ed E) e 30 (riquadri B, D ed F) ottobre 2016.
    Fonte: ISPRA

    Figura 5: Fagliazione superficiale multipla in corrispondenza della faglia del M. Cornaccione (Frontignano di Ussita), associata agli eventi del 26 (riquadri A, C ed E) e 30 (riquadri B, D ed F) ottobre 2016.
  • Titolo: Figura 6: Danni prodotti dalla fagliazione superficiale nella galleria tra Capodacqua (in prossimità della Valle del Tronto) e San Pellegrino (nel bacino di Norcia) della strada delle Tre Valli Umbre (SS685).
    Fonte: ISPRA

    Figura 6: Danni prodotti dalla fagliazione superficiale nella galleria tra Capodacqua (in prossimità della Valle del Tronto) e San Pellegrino (nel bacino di Norcia) della strada delle Tre Valli Umbre (SS685).