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CONCENTRAZIONE DI CONTAMINANTI E LORO EFFETTI

Abstract indicatore: 
La concentrazione di inquinanti nell’ambiente marino e i loro effetti sono stati valutati tenendo in considerazione gli impatti e le minacce per l’ecosistema. Oltre alla Direttiva 2008/56/CE sono state tenute in conto, così come richiesto dalla Decisione 2010/477/UE del settembre 2010, anche le disposizioni pertinenti la Direttiva 2000/60/CE per le acque territoriali e/o costiere così da garantire un adeguato coordinamento dell’attuazione dei due quadri giuridici. Sono state considerate le sostanze o i gruppi di sostanze che: 1) sono inclusi nell’elenco delle sostanze prioritarie di cui all’allegato X della Direttiva 2000/60/CE e ulteriormente regolamentate nella Direttiva 2008/105/CE; 2) che vengono scaricate nella regione, sottoregione o sottodivisione marina interessata; 3) sono contaminanti e il loro rilascio nell’ambiente (comprese perdite, scarichi o emissioni) pone rischi significativi per l’ambiente marino dovuti all’inquinamento passato e presente nella regione, sottoregione o sottodivisione interessata.
I progressi verso il conseguimento di un buono stato ambientale dipenderanno dalla progressiva eliminazione dell’inquinamento, ossia dalla capacità di mantenere entro limiti accettabili la presenza dei contaminanti nell’ambiente marino e dei relativi effetti biologici, in modo da garantire che non abbiano impatti significativi e non causino rischi per l’ambiente marino.

Descrizione: 
L’indicatore misura la concentrazione e gli effetti dei contaminanti nelle matrici biota, sedimento e acqua, tenendo conto dei processi biologici selezionati e dei gruppi tassonomici nei quali è stata individuata una relazione di causa/effetto che deve essere monitorata. Inoltre misura l’impatto dei contaminanti nei prodotti ittici destinati al consumo umano.
I dati raccolti, distribuiti in un arco temporale di sei anni (dal 2006 al 2012), sono stati integrati temporalmente.
Le aree di valutazione (AV), nelle quali è stato applicato l’indicatore, sono state selezionate in modo da essere rappresentative delle tre sottoregioni: Adriatic Sea (AS), West Mediterranean Sea (WMS) e Ionian Sea and Central Mediterranean Sea (ISCMS). Le singole AV sono state suddivise in celle di dimensioni variabili in funzione della matrice, dell’habitat e del gruppo funzionale. Sono state considerate le sostanze o i gruppi di sostanze presenti nell’elenco di priorità (Regolamento 2455/2001), raggruppate nelle classi suggerite dalla Comunità Europea: metalli, idrocarburi del petrolio, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), composti organici alogenati (OCs), pesticidi e biocidi, pesticidi, composti organo-stannici, BTEX, fenoli, diossine e furani (PCDD/PCDF), polibromoderivati (BPBDE), ftalati.

Scopo: 
Valutare lo stato di qualità dell’ambiente marino ed eventuali superamenti degli standard di qualità ambientali (EQS) individuati dalla Direttiva 2000/60/CE e dalle direttive figlie, Direttiva 2008/105/EC e Direttiva 2013/39/UE. Il giudizio complessivo sulla qualità dell’ambiente marino tiene conto sia delle concentrazioni di contaminanti, indicizzate e integrate per categoria, in tutte le matrici marine sia degli effetti prodotti sugli organismi in termini di bioaccumulo ed effetti biologici (biomarker), rispetto ai rispettivi controlli e soglie. Viene inoltre valutato l’impatto sulla salute umana compatibilmente alla concentrazione di contaminanti nei prodotti ittici destinati al consumo umano.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Comparabili e misurabili nel tempo
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta la comparabilità delle stime e delle misure effettuate nel tempo

Riferimenti normativi: 
Non compilato

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva 2008/56/CE richiede agli Stati membri di raggiungere, entro il 2020, il buono stato ambientale (GES, Good Environmental Status) per le proprie acque marine. La determinazione del buono stato ambientale si basa su un elenco di undici descrittori qualitativi dell’ambiente marino che fanno riferimento a molteplici aspetti degli ecosistemi marini tra cui i Descrittore 8 e Descrittore 9, basati sulla determinazione dei contaminanti e i loro effetti.
DPSIR: 
Impatto
Pressione
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
http://cdr.eionet.europa.eu/it/eu/msfd8910/
http://www.strategiamarina.isprambiente.it/consultazioni/consultazioni-2014

Limitazioni: 
Per l’indicatore: ancora non integrato per matrici (acqua, sedimenti e biota) e concentrazione chimica ed effetti.
Per i dati: disomogeneità relative alle diverse unità territoriali; scarsa tracciabilità dei campioni di biota.

Ulteriori azioni: 
Azioni correttive in merito alla disomogenea copertura spaziale dei dati, all’impossibilità di individuare con certezza l’area di provenienza dei campioni ittici, al limitato flusso di informazioni tra istituti detentori del dato e ISPRA che lo elabora, alla difficoltà di adattare un dato sanitario a una valutazione ambientale, all’esigua copertura di dati in mare aperto.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Non compilato

Fonte dei dati di base: 
ARPA costiere
EIONET
EMEP (Programma Cooperativo per il Monitoraggio e la Valutazione dell'Inquinamento Atmosferico a Lungo Raggio in Europa)
SINTAI

Unità di misura dell'indicatore: 
Adimensionale
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Al fine di valutare la concentrazione dei contaminanti è stato elaborato un indice, basato sul confronto con i valori di riferimento riportati nella normativa nazionale/internazionale (–Direttiva 2008/105/EC, Direttiva 2013/39/UE, DLgs 219/2010, DLgs 172/2015). Tale indice è costruito sugli scarti tra i singoli valori di concentrazione e i rispettivi standard di qualità ambientale (SQA), pesati per un opportuno coefficiente di pericolosità/priorità, che permette di dare un peso diverso alle sostanze prioritarie e pericolose, solo prioritarie oppure né prioritarie né pericolose. Si tratta di un indice centrato in zero, valore assunto se la concentrazione del contaminante è uguale a quella dello SQA. I valori superiori a zero, quindi, indicano un superamento del limite di legge, che poi può essere amplificato o meno dal coefficiente di pericolosità. L’indice singolo così costruito è poi la base per la realizzazione di un indice finale, che permette di valutare ogni categoria di contaminanti nel suo complesso. Tale indice finale, dato dalla media dei singoli indici determinati per ogni contaminante, è ancora un indice adimensionale e risulta applicabile a ciascuna delle matrici considerate (acqua, sedimento, biota).
Per la valutazione degli effetti sugli organismi sono state integrate le risposte di bioaccumulo e biomarker di esposizione e di effetto. Tra i campioni “esposto” e “controllo”, è stato effettuato un t-test, che evidenzia se i campioni sono tra loro statisticamente differenti. Il risultato del t-test viene poi integrato con una “soglia di significatività biologica”, che permette uno scarto del dato rispetto al controllo fino al 20%, anche nel caso in cui il t-test presenti un p-value <0,05. La combinazione dei risultati del t-test per tutti i parametri delle classi di contaminanti in esame viene integrata utilizzando principalmente un approccio di tipo cautelativo. Il giudizio finale è la combinazione dei giudizi di bioaccumulo e di biomarker. Il campione può risultare non giudicabile a seguito di un “controllo” non affidabile, poiché superiore all’”esposto”, e di differenze significative solo statisticamente ma non biologicamente.
Per valutare gli impatti sulla salute umana sono stati considerati range statistici di accettazione, basati sui valori soglia riportati in normativa, mediante i quali si è valutato se i contaminanti presenti nei prodotti ittici siano compatibili con il consumo umano.


Tipo di rappresentazione: 
Tabella

Copertura spaziale: 
Subregionale (Mar Adriatico, Mediterraneo occidentale, Ionio e Mediterraneo centrale)

Copertura temporale: 
2006-2012

Qualità dell'informazione: 
La qualità dell'informazione è abbastanza buona. L'accuratezza, nonostante l'affidabilità delle fonti, risente dell'incompletezza delle serie temporali e di alcune lacune nella copertura spaziale. Qualche riserva per la comparabilità nel tempo, in quanto la metodologia impiegata non è sempre costante, e nello spazio, poichè le metodologie utilizzate dalle regoni non sono le medesime.

Periodicità di aggiornamento: 
Triennale/Esennale


Stato e trend: 
Non definibileEssendo un nuovo indicatore non è possibile oggi stabilire un trend. Non si effettua l'esame dello stato complessivo per l’intera regione mediterranea, ma viene definito a livello di Area di valutazione o Subregione, e a livello di matrice.

Commenti: 
La Figura 1 mostra la concentrazione, la percentuale di copertura spaziale e la percentuale di celle in buono stato di metalli, IPA, OCs, composti organo stannici, diossine e composti diossina-simili e HCB nei sedimenti dell’Area di Valutazione A1, situata nella parte settentrionale della Subregione Mare Adriatico.
Per quanto riguarda i metalli, i dati analizzati coprono l’1,52% della AV. Oltre il 70% dei record risulta in buono stato.
Per gli IPA, la copertura spaziale è dell’1,49% e il 98% delle celle analizzate risulta in buono stato.
In merito agli OCs risulta coperto l’1,39 % della AV e il 92 % dei record è in buono stato.
La copertura spaziale dell’area per i composti organo stannici è dello 0,26% e il 76 % delle celle corrisponde ad uno stato buono.
I dati riguardanti le Diossine coprono lo 0.41 % e nessun record si trova in un buona stato.
Infine, per l’HCB, la cui copertura spaziale corrisponde all’1% dell’area, il 98 % delle celle si trova in un buono stato.
La Figura 2 mostra la concentrazione, la percentuale di copertura spaziale e la percentuale di record in buono stato di metalli, fenoli, IPA, pesticidi e biocidi, OCs, BTEX, HCB e HCBD e ftalati nella matrice acqua dell’Area di Valutazione A1, situata nella parte settentrionale della Subregione Mare Adriatico.
La copertura spaziale riguardo i metalli è lo 0,04 % della AV e il 57 % delle celle risulta in buono stato.
In merito a Fenoli, IPA, pesticidi e biocidi, la copertura spaziali dei dati è dello 0,04 % per ciascuna categoria di contaminante e, il 100% dei records è in uno stato buono.
Gli OCs hanno una copertura spaziale pari allo 0,04% dell’area e il 43% dei records raggiunge lo stato buono.
Per i BTEX la copertura spaziale è dello 0.14 % e il 100% delle celle è in buono stato.
HCB, HCBD e Ftalati raggiungono una copertura spaziale dello 0,02% e, in tutti e tre i casi, il 100% dei records è in stato buono.

La Figura 3 riporta la concentrazione nei sedimenti di metalli, IPA, OC, TBT, diossine e HCB, la percentuale di copertura spaziale la percentuale di record in buono stato nell’ Area di Valutazione I2, situata nella Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale.
I dati riguardanti i metalli hanno una copertura spaziale pari all’1,51 % e il 75 % delle celle si trova in uno stato buono.
Nel caso degli IPA la copertura spaziale dell’Area è 1,91 % e il 91 % delle celle è in buono stato.
In merito alla copertura spaziale dei dati riguardanti gli OCs, questa è dello 0,32 % e l’83 % dei records è in buono stato.
I dati sui TBT coprono lo 0,6% e il 99% delle celle è in buono stato.
Le diossine hanno una copertura spaziale dello 0,083% e il 100% dei records è in buono stato mentre la coperturadi HCB è dell’1,44 e il 55% dei records è in buono stato.
La Figura 4 mostra la concentrazione, la percentuale di copertura spaziale e la percentuale di record in buono stato di metalli, IPA, TBT e OCs nei sedimenti dell’Area di Valutazione T1, situata nella parte settentrionale della Subregione Mare Mediterraneo Occidentale.
La copertura spaziale della AV, relativamente ai metalli, è dello 0,10 % e il 45 % delle celle è in un buono stato.
Per gli IPA la copertura spaziale è dello 0,11 % e il 91 % dei records è in buono stato.
Per i TBT la copertura è dello 0,05 %, con il 69% delle celle in buono stato.
Infine per gli OCs i dati coprono lo 0,11 % della AV e l’81 % delle celle si trova in un buono stato.
La Figura 5 mostra la concentrazione, la percentuale di copertura spaziale e la percentuale di record in buono stato di metalli, IPA, OCs, BTEX, fenoli, pesticidi e biocidi nella colonna d’acqua dell’Area di Valutazione T1, situata nella parte settentrionale della Subregione Mare Mediterraneo Occidentale.
Per i metalli si ha una copertura spaziale corrispondente allo 0,019% dell’area e il 50 % dei records è in uno stato buono.
La copertura spaziale degli IPA è dello 0,018% e il 100% delle celle si trova in buono stato.
Per gli OCs la copertura della subregione è dello 0.018% e il 45 % delle celle risulta in buono stato.
Per i BTEX la copertura spaziale è pari allo 0,015% della sub regione e il 100% dei records corrisponde ad uno stato buono.
Per i fenoli la copertura spaziale è dello 0,011% e il 100% delle celle è in buono stato.
Infine, per pesticidi e biocidi, si ha una copertura dello 0,013% della AV e il 25% dei records è in uno stato buono.

In Figura 6 sono riportate le concentrazioni di HCB rinvenute nel biota relative alle Aree di Valutazione A1 e T1 situate rispettivamente nelle Subregioni Mar Adriatico e Mar Mediterraneo Occidentale. I dati sono suddivisi in base al gruppo funzionale o all’habitat di appartenenza (Direttiva 2008/56/EC) degli organismi analizzati.
In T1, la copertura spaziale dell’habitat Littoral Rock è dello 0,13% e il 100% delle celle si trova in uno stato buono. Per il gruppo funzionale Turtles, l’Area è coperta al 100%, e i records, definiti in buono stato, sono il 100%.
In A1, la copertura spaziale è dello 0,27 per l’habitat Littoral rock e dello 0,05 % per Littoral sediment; per i gruppi funzionali Coastal fish la copertura è del 3,33 %, raggiunge il 23 % per i Demersal fish, mentre per i Demersal elasmobranchs è del 4,2%. In tutti i gruppi funzionali rinvenuti in questa AV, il 100% dei records è in uno stato buono.

In Figura 7 sono riportate le concentrazioni di Hg rinvenute nel biota relative alle Aree di Valutazione A1, I2 e T1 situate rispettivamente nelle Subregioni Mar Adriatico, Mar Ionio e Mediterraneo Centrale e Mar Mediterraneo Occidentale. I dati sono suddivisi in base al gruppo funzionale o all’habitat di appartenenza (Direttiva 2008/56/EC) degli organismi analizzati.
In A1, gli habitat Littoral rock e Littoral sediment raggiungono una copertura spaziale rispettivamente del 0,5 e dello 0,3 % e la relativa percentuale di celle in buono stato è del 77% e del 100%.
I gruppi funzionali Coastal fish hanno una copertura spaziale dello 0,5%, i Demersal fish dell’1,6%, i Demersal elasmobranchs del 4,2% mentre la copertura spaziale dei dati relativi al gruppo Toothed whales è del 100%. Per ciascuno di questi gruppi funzionali i records definiti in buono stato sono lo 0%.
In I2, l’habitat Littoral rock ha una copertura spaziale rispettivamente dello 0,79 % e il 62% delle celle si trova in uno stato buono. I gruppi funzionali Demersal fish, Demersal elasmobranchs e Toothed whales hanno una copertura del 100% della AV e lo 0% dei records è in buono stato. Per il gruppo Pelagic fish la copertura spaziale è dell’80% e le celle in buono stato sono il 75%.
In T1 gli habitat Littoral rock e Littoral sediment raggiungono una copertura spaziale rispettivamente dello 0,45% e dello 0,02 % e la relativa percentuale di celle in buono stato è dell’ 8 % e del 100%.
Il gruppo funzionale dei Costal fish presenta una copertura spaziale dell’1,71% e la percentuale dei records in buono stato è pari allo 0%. Per il gruppo Shelf littoral mud, che raggiunge una copertura spaziale del 2,1%, la percentuale di celle in buono stato è il 100%. Nel caso dei Cephalopods, la copertura spaziale è del 4,55% e lo 0% dei records si trova in buono stato. Il gruppo delle Toothed whales e delle Baleen whales, che hanno una copertura spaziale pari al 100% della AV, presentano lo 0% dei records in stato buono. Il gruppo dei Pelagic fish, la cui copertura spaziale è del 4,55%, presenta il 100% delle celle in buono stato.

In Figura 8 si riportano i risultati delle elaborazioni, suddivisi in base al gruppo funzionale o all’habitat di appartenenza (Direttiva 2008/56/EC), in merito agli effetti dei metalli nel biota in tutte e tre le Aree di Valutazione.
Per quanto riguarda A1 nella Subregione del Mare Adriatico, gli habitat Littoral rock e Littoral sediment hanno una copertura spaziale dello 0.08 % e 0,05 % rispettivamente. La percentuale di records in buono stato è del 33% nel primo caso, dello 0% nel secondo. I gruppi funzionali Demersal fish e Demersal elasmobranchs hanno una copertura spaziale rispettivamente del 1,61 % e dell’8, 33 % e in entrambi i casi la percentuale di celle in uno stato buono è dello 0%.
In T1 nella Subregione Mar Mediterraneo occidentale è presente solo il gruppo funzionale dei Costal fish, con una copertura spaziale del 1,5% e il 14% delle celle in buono stato.
In I2, nel Mar Ionio e Mediterraneo centrale, il gruppo funzionale dei Pelagic fish è presente con una copertura del 44 % e lo 0% delle celle risulta in uno stato buono.

La Figura 9 mostra i risultati delle elaborazioni, suddivisi in base al gruppo funzionale o all’habitat di appartenenza (Direttiva 2008/56/EC), riguardo gli effetti degli IPA nel biota.
In A1, nella Subregione Adriatica, gli habitat Littoral rock e Littoral sediment hanno una copertura rispettivamente dello 0,08 % e 0,06 % e la percentuale di celle in buono stato è 100% nel primo caso e 0 % nel secondo.
I gruppi funzionali Demersal fish, la cui copertura è dell’ 1,61%, e Demersal elasmobranchs , che ha una copertura spaziale dell’8,33%, presentano lo 0% di records in uno stato buono.
In T1, nell’area del Mediterraneo occidentale, i dati riguardano i gruppi funzionali dei Coastal fish e delle Baleen whales, la cui percentuale di copertura è rispettivamente dell’1,5% e del 100%. Nel primo caso le celle in stato buono sono il 43%, nel secondo caso sono il 100%.

I risultati delle elaborazioni, suddivisi in base al gruppo funzionale o all’habitat di appartenenza (Direttiva 2008/56/EC), riguardanti gli effetti degli OCs sul Biota sono riportati in Figura 10.
In A1, nella Subregione del Mar Adriatico, i dati riguardano gli habitat Littoral rock e Littoral sediment : le coperture spaziali sono dello 0,08 % e 0,06 % e le percentuali di celle in buono stato sono 16,7 % e 20 %.
I gruppi funzionali sono rappresentati da Demersal fish e Demersal elasmobranchs , con coperture dell’1,61% e dell’8,33%, e in entrambi i casi lo 0% dei records è in buon stato.
Per quanto riguarda T1 nella Subregione mediterranea occidentale, i gruppi funzionali presenti sono Baleen whales e Toothed whales, entrambe con una copertura spaziale del 100%. Mentre nel primo caso il 100% delle celle è in uno stato buono, nel secondo caso la percentuale dei records in buono stato è 0.
In I2, ella subregione del Mar Ionio e del Mediterraneo centrale, il gruppo dei Pelagic fish presenta una copertura spaziale del 78 %, con il 14,3% delle celle in buono stato. Il gruppo dei Toothed whales mostra invece una copertura spaziale del 100% e i records in buono stato sono lo 0%.

La Figura 11 sono riportati i risultati delle elaborazioni, suddivisi in base al gruppo funzionale o all’habitat di appartenenza (Direttiva 2008/56/EC), riguardo gli effetti dell’HCB sulla matrice Biota. In A1, nel Mar Adriatico, sono stati analizzati gli habitat Littoral rock e Littoral sediment. Nel primo caso la copertura spaziale 0,08% e il 100% delle celle si trova in uno stato buono; nel secondo la copertura è dello 0,06% e lo 0% dei records si trova in buono stato.
In I2, nel Mar Ionio e Mediterraneo centrale, i dati si riferiscono al gruppo funzionale Pelagic fish, che ha una copertura spaziale del 44% e lo 0% dei records è in buono stato mentre in T1, nel Mediterraneo occidentale, il gruppo funzionale delle Baleen whales è del 100% ma nessuna cella è in buono stato.

I risultati delle elaborazioni, suddivisi in base al gruppo funzionale o all’habitat di appartenenza (Direttiva 2008/56/EC), riguardo gli effetti del TBT sul biota sono rappresentati in Figura 12. I dati riguardano unicamente A1, nella Subregione del Mar Adriatico. Gli habitat rappresentati sono Littoral sediment, con una copertura spaziale dello 0,08% e il 50% delle celle in buono stato, e Littoral rock , la cui copertura è pari allo 0,06% e nessun record è in buono stato.
Per quanto riguarda i gruppi funzionali, nel caso dei Demersal fish la copertura della AV è dell’ 1,61% e lo 0% delle celle è in uno stato buono; per gli Demersal elasmobranchs la copertura spaziale è dell’8,33% e il 50% delle celle è in buono stato.

In Figura 13, sono rappresentati i risultati riguardanti lo studio dell’impatto sulla salute umana di cadmio, mercurio, piombo, BaP, somma IPA e prodotti diossina simili nei prodotti ittici destinati al consumo relativi alla Subregione Adriatica. I codici riportati a fianco del contaminate si riferiscono al Regolamento CE 1881/2006.
, In merito al cadmio, il 100 % delle celle si trova in buono stato e la copertura spaziale è del 47,1%. Il 95,2 % dei records di mercurio sono in buono stato e la copertura spaziale della Subregione è dell’82,4 %. Per il piombo, i cui records coprono il 49% dell’area adriatica, il 100% delle celle si trova in buono stato.
In merito al benzo(a)pirene e alla somma degli IPA, il 100% delle celle si trova in buono stato e la copertura dell’area è del 29,4%, in entrambi i casi.
Anche nel caso dei composti diossina simili il 100% delle celle è in uno stato buono e la percentuale di coperta della sub regione è del 56,9%.
In Figura 14, sono rappresentati i risultati riguardanti lo studio dell’impatto sulla salute umana di cadmio, mercurio, piombo, BaP, somma IPA e prodotti diossina simili nei prodotti ittici destinati al consumo relativi alla Subregione Mar Mediterraneo occidentale. I codici riportati a fianco del contaminate si riferiscono al Regolamento CE 1881/2006. La copertura spaziale del cadmio è del 10,8% e il 100% dei records è in buono stato; per il mercurio la copertura è del 15,1% e il 96% delle celle in buono stato; il piombo, con il 94,7% delle celle riscontrate in uno stato buono, ha una copertura dell’area pari al 3,6%.
Per il benzo(a)pirene la copertura spaziale è del 3,6% e il 100% delle celle è in buono stat; per la somma IPA le celle in buono stato sono l’88,9% e la copertura della Subregione è pari al 4,8%.
I records sui composti diossina simili, nel 100% dei casi in buono stato, coprono l’1,3 % dell’area.
In Figura 15, sono rappresentati i risultati riguardanti lo studio dell’impatto sulla salute umana di cadmio, mercurio, piombo, BaP, somma IPA e prodotti diossina simili nei prodotti ittici destinati al consumo relativi alla Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale. I codici riportati a fianco del contaminate si riferiscono al Regolamento CE 1881/2006. I metalli cadmio, mercurio e piombo presentano il 100% delle celle in uno stato buono; le percentuali di copertura della Subregione sono, rispettivamente, del 5,5, 7,8 e 3,9 % .
Il benzo(a)pirene e la somma degli IPA hanno il 100% dei records in buono stato e una copertura spaziale del 2,6%. Infine i composti diossina simili, con una copertura dell’area dell’1,3%, presentano il 100% delle celle in buono stato.
  • Titolo: Figura abstract
    Fonte: ISPRA

    Figura abstract
  • Titolo: Fig 1: Concentrazione dei contaminanti nei sedimenti nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico.
    Fonte: ISPRA

    Fig 1: Concentrazione dei contaminanti nei sedimenti nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico.
  • Titolo: Fig 2: Concentrazione dei contaminanti nella colonna d’acqua nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico.
    Fonte: ISPRA

    Fig 2: Concentrazione dei contaminanti nella colonna d’acqua nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico.
  • Titolo: Fig 3: Concentrazione dei contaminanti nei sedimenti nell’Area di Valutazione I2, Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale.
    Fonte: ISPRA

    Fig 3: Concentrazione dei contaminanti nei sedimenti nell’Area di Valutazione I2, Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale.
  • Titolo: Fig 4: Concentrazione dei contaminanti nei sedimenti nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale.
    Fonte: ISPRA

    Fig 4: Concentrazione dei contaminanti nei sedimenti nell’Area di Valutazione  T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale.
  • Titolo: Fig 5: Concentrazione dei contaminanti nella colonna d’acqua nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale.
    Fonte: ISPRA

    Fig 5: Concentrazione dei contaminanti nella colonna d’acqua nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale.
  • Titolo: Fig 6: Concentrazione dell’HCB nel biota nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico e nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale.
    Fonte: ISPRA

    Fig 6: Concentrazione dell’HCB nel biota nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico e nell’Area di Valutazione  T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale.
  • Titolo: Fig 7: Concentrazione del mercurio nel biota nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico, nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale e nell’Area di Valutazione I2, Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale.
    Fonte: ISPRA

    Fig 7: Concentrazione del mercurio nel biota nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico, nell’Area di Valutazione  T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale e nell’Area di Valutazione I2, Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale.
  • Titolo: Fig 8: Effetti dei metalli su habitat e gruppi funzionali nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico, nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale e nell’Area di Valutazione I2, Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale.
    Fonte: ISPRA

    Fig 8: Effetti dei metalli su habitat e gruppi funzionali nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico, nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale e nell’Area di Valutazione I2, Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale.
  • Titolo: Fig 9: Effetti degli IPA su habitat e gruppi funzionali nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico e nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale.
    Fonte: ISPRA

    Fig 9: Effetti degli IPA su habitat e gruppi funzionali nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico e nell’Area di Valutazione  T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale.
  • Titolo: Fig 10: Effetti degli OCs su habitat e gruppi funzionali nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico, nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale e nell’Area di Valutazione I2, Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale.
    Fonte: ISPRA

    Fig 10: Effetti degli OCs su habitat e gruppi funzionali nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico, nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale e nell’Area di Valutazione I2, Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale.
  • Titolo: Fig 11: Effetti degli HCB su habitat e gruppi funzionali nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico, nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale e nell’Area di Valutazione I2, Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale.
    Fonte: ISPRA

    Fig 11: Effetti degli HCB su habitat e gruppi funzionali nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico, nell’Area di Valutazione T1, Subregione Mar Mediterraneo Occidentale e nell’Area di Valutazione I2, Subregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale.
  • Titolo: Fig 12: Effetti del TBT su habitat e gruppi funzionali nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico.
    Fonte: ISPRA

    Fig 12: Effetti del TBT su habitat e gruppi funzionali nell’Area di Valutazione A1, Subregione Mare Adriatico.
  • Titolo: Fig 13: Impatto sulla salute umana - Concentrazione dei contaminanti nei prodotti ittici nella Subregione Mare Adriatico.
    Fonte: ISPRA

    Fig 13: Impatto sulla salute umana - Concentrazione dei contaminanti nei prodotti ittici nella Subregione Mare Adriatico.
  • Titolo: Fig 14: Impatto sulla salute umana - Concentrazione dei contaminanti nei prodotti ittici nella Subregione Mar Mediterraneo Occidentale.
    Fonte: ISPRA

    Fig 14: Impatto sulla salute umana - Concentrazione dei contaminanti nei prodotti ittici nella Subregione Mar Mediterraneo Occidentale.
  • Titolo: Fig 15: Impatto sulla salute umana - Concentrazione dei contaminanti nei prodotti ittici nella Subregione Mar Ionio e Mediterraneo Centrale.
    Fonte: ISPRA

    Fig 15: Impatto sulla salute umana - Concentrazione dei contaminanti nei prodotti ittici nella Subregione Mar Ionio e Mediterraneo Centrale.