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DOSE EFFICACE MEDIA INDIVIDUALE IN UN ANNO


Descrizione: 
L'indicatore è qualificabile come indicatore di impatto. La dose efficace media individuale in un anno (da ora in poi denominata anche dose efficace) rappresenta una stima dell'esposizione di ciascun membro della popolazione alla radioattività dovuta ai diversi contributi di origine naturale e antropica. Essa è anche una grandezza con cui si valuta il rischio, per gli individui e per la popolazione, di effetti "stocastici".

Scopo: 
Stimare i contributi delle fonti di esposizione alla radioattività (di origine naturale e antropica) della popolazione.

Criteri di selezione: 
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative

Riferimenti normativi: 
Non compilato

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il D.Lgs. 230/95 e s.m.i. fissa un limite di dose efficace per le persone del pubblico pari a 1 mSv/anno per esposizione dovute alle pratiche. La normativa prevede che qualora venga superato il valore di 0,3 mSv/anno per le persone del pubblico in presenza di attività lavorative comportanti esposizione a sorgenti naturali o il valore di 3 mSv/anno per lavoratori che prestano la propria opera in presenza di sorgenti naturali, debbano essere intraprese delle azioni volte a ridurre i livelli di esposizione al di sotto di detti valori. L'art. 12 del D.Lgs. 187/00 richiede che le regioni provvedano a valutare le esposizioni a scopo medico per la popolazione regionale e a gruppi di riferimento della stessa, e che tale valutazione sia effettuata periodicamente e inviata al Ministero della salute.
DPSIR: 
Impatto


Riferimenti bibliografici: 
Non compilato

Limitazioni: 
Alcune delle informazioni sono ricavate da valutazioni effettuate sulla base di dati medi mondiali, a causa della carenza di quelli nazionali.

Ulteriori azioni: 
Approfondire le valutazioni a livello nazionale per alcune delle componenti della dose in particolare l'esposizione medica.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Quinquennale

Accessibilità dei dati di base: 
Non compilato

Fonte dei dati di base: 
APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici)
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)

Unità di misura dell'indicatore: 
Millisievert per anno (mSv/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Valori ricavati applicando gli algoritmi di calcolo dell'UNSCEAR sulla base di valori nazionali se esistenti e su valori UNSCEAR se mancanti.


Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2003

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore risponde alla domanda di informazione. Alcune riserve vanno poste sull'accuratezza dei dati in quanto ottenuti da estrapolazioni di dati su base mondiale. Relativamente alla comparabilità nel tempo, la continua evoluzione dei modelli di calcolo delle dosi comporta variazioni trascurabili, mentre la comparabilità nello spazio necessita di ulteriori dati regionali.

Periodicità di aggiornamento: 
Quinquennale (a meno di incidenti gravi che comportino incrementi di esposizione non trascurabili e di ulteriore quantificazione del contributo dell'esposizione medica).


Stato e trend: 
Lo stato e il trend indicano una situazione di stazionarietà. Tale considerazione è valida nella misura in cui l'indicatore è associato alla stima del valore medio di dose per individuo. Per i singoli individui, la dose efficace può variare fino decine di volte rispetto al valore medio, in funzione della variabilità delle diverse componenti, ad esempio della concentrazione di radon indoor. Sono escluse considerazioni su eventuali incidenti nucleari o su esplosioni atomiche.

Commenti: 
La dose efficace individuale media annuale per la popolazione italiana risente del contributo della esposizione al radon indoor, superiore alla media mondiale, e della esposizione a radiazioni gamma terrestri, legate entrambe alla presenza di radionuclidi di origine naturali presenti nella crosta terrestre.

L'industria nucleare contribuisce in minima parte alla dose totale, mentre il contributo residuo dell'incidente di Chernobyl è anch'esso notevolmente ridotto rispetto al periodo immediatamente seguente l'incidente. Circa il 73 % della dose deriva da esposizioni di tipo naturale e circa il 44% dall'esposizione al radon, che rappresenta quindi la principale fonte di esposizione alla radioattività.

A causa della grande variabilità della concentrazione di radon indoor la dose efficace individuale può raggiungere valori molto superiori, fino a diverse decine di milliSv/anno, anche in relazione agli spostamenti dei luoghi di residenza e di lavoro degli individui . Le altre sorgenti possono invece considerarsi relativamente costanti nel tempo. In relazione alla dose da esposizioni mediche il valore riportato si riferisce ad una dose media, ma deve essere tenuto ben presente del beneficio derivante da questo tipo di pratiche. La valutazione dell'esposizione medica richiederebbe una migliore base di dati attualmente ritenuti insufficienti. A tale scopo è stato adottato il dato ricavato dalle valutazioni

dell'UNSCEAR per le aree industrializzate come l'Italia.



SECONDA PARTE:

Nella tabella X.Y sono riportate le stime dei principali contributi, sia di origine naturale sia artificiale, alla dose efficace media individuale in un anno, per la popolazione italiana. Nella figura X.Y è riportata la distribuzione delle varie componenti considerate.

Il contributo alla dose dovuto al radon avviene principalmente per inalazione e, in modo secondario, per ingestione di acqua. L'inalazione in aria è stata calcolata a partire dai dati di concentrazione di radon ricavati dall'indagine nazionale sulla radioattività nelle abitazioni e sulla base dei tempi di permanenza (60% in casa, 19% in altri luoghi chiusi, 21% all'aperto) ricavati dalla stessa indagine; si è assunta per gli altri luoghi chiusi una concentrazione pari a quella nelle abitazioni e per il radon all'esterno il dato dell'UNSCEAR 2000 di 10 Bq/m3. Sono stati utilizzati un fattore di equilibrio pari a 0,4 e due coefficienti di conversione riportati dall'UNSCEAR 2000, rispettivamente di 9 nSv(Bqhm-3)-1 per esposizione ai polmoni e 0,17 nSv(Bqhm-3)-1 per esposizione su altri organi. Il contributo del radon in acqua per ingestione è stato stimato assumendo un valore medio di concentrazione di radon in acqua pari a 10 Bq/l e un coefficiente di conversione pari a 3,5 nSv/Bq (dati UNSCEAR 2000) e un consumo di acqua direttamente ingerita pari a 0,6 litri al giorno (dati NRC).

Il contributo della radiazione cosmica (componente direttamente ionizzante) è stato calcolato sulla base dei dati riportati nella descrizione dell'indicatore "dose assorbita in aria per esposizione a radiazioni cosmica e terrestre" applicando i tempi di permanenza indoor e outdoor sopra riportati, un fattore di schermatura di 0,8 per esposizioni indoor e un coefficiente di conversione pari a 1 SvGy--1(dati UNSCEAR 2000).

Il contributo della radiazione terrestre è stato stimato sulla base dei dati riportati nella descrizione dell'indicatore "dose assorbita in aria per esposizione a radiazioni cosmica e terrestre" applicando i tempi di permanenza indoor e outdoor sopra riportati e un coefficiente di conversione di 0,7 SvGy-1 (UNSCEAR 2000).

I dati sull'esposizione medica sono piuttosto scarsi e limitati a due rapporti delle regioni Emilia Romagna e Lombardia, pervenuti tramite il Ministero della Salute. Da un'elaborazione dei risultati risulta una stima conservativa della media pesata per la popolazione delle due regioni di 0,7 mSv/anno, relative a prestazioni di radiodiagnostica e medicina nucleare con esclusione della radiodiagnostica odontoiatrica e di altre prestazioni, per le quali si è valutato un contributo aggiuntivo massimo del 20%. Ciò porterebbe a una stima della dose efficace per esposizione medica di circa 0,9 mSv/anno. Pur se la popolazione delle due regioni rappresenta circa il 23% della popolazione italiana si è ritenuto non sufficientemente rappresentativo il dato e pertanto si è adottato il valore stimato dall'UNSCEAR 2000 di 1,2 mSv/anno.

Per quanto riguarda i contributi relativi alla componente neutronica della radiazione cosmica, all'esposizione al toron, all'ingestione di radionuclidi naturali, all'esposizione per inalazione non causata da radon e toron, all'esposizione a seguito dell'incidente di Chernobyl, al "fallout" dovuto alle esplosioni nucleari in atmosfera e all'esposizione causata dall'industria nucleare, sono stati utilizzati i dati dell'UNSCEAR 2000.





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  • Titolo: Tabella 1: Stima dei contributi alla dose efficace media individuale in un anno per la popolazione italiana
    Fonte: Elaborazione APAT

    Tabella 1: Stima dei contributi alla dose efficace media individuale in un anno per la popolazione italiana
    Sorgente Dose efficace media individuale
    mSv/anno
    Naturale Esposizione esterna:
    Raggi cosmici 0.4
    Radiazione gamma terrestre 0.6
    Esposizione interna:
    Inalazione (radon e toron) 2
    Inalazione (diversa da radon e toron) 0.006
    Ingestione 0.3
    TOTALE NATURALE 3.3
    Artificiale Diagnostica medica 1.2
    Incidente di Chernobyl 0.002
    Test nucleari 0.005
    Industria nucleare 0.0002
    TOTALE ARTIFICIALE 1.2
    TOTALE 4.5
    Fonte: Elaborazione APAT da:
    Cardinale G., Cortellessa F., Gera O., Ilari G., Lembo G.,“Absorbed Dose Distribution in the Italian Population Due to the Natural Background Radiation”, Proceedings of the Second International Symposium on the Natural Radiation Environment, J.A.S. Adams, W.M. Lowder and T.F. Gesell eds. Pag. 421, 1972
    Bochicchio F., Campos Venuti G., Piermattei S., Nuccetelli C., Risica S., Tommasino L.,Torri G., “Indagine nazionale sulla radioattività naturale nelle abitazioni” Rapporto ISTISAN Congressi 34 (ISSN 0393-5620), Roma, Giugno 1994
    Bochicchio F., Campos Venuti G., Piermattei S., Torri G., Nuccetelli C., Risica S., Tommasino L. “Results of the National Survey on Radon Indoors in the all the 21 Italian Regions” Proceedings of Radon in the Living Environment Workshop, Atene, Aprile 1999
    UNSCEAR 2000 United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation, “Sources and effects of ionizing radiation. Vol. I: Sources”, New York: United Nations; E.00.IX.3, 2000
    Ministero della salute
    ENEA “Dossier 1999 – La radioprotezione in Italia – La salvaguardia della popolazione e dell’ambiente” Rapporto ISBN 88-8286-074-4
    National Research Council – NRC: Risk Assessment of Radon in Drinking Water, National Academy Press Washington D.C. 1999
  • Titolo: Figura 1: Distribuzione dei contributi alla dose media individuale in un anno


    Figura 1: Distribuzione dei contributi alla dose media individuale in un anno