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PRODUZIONE LEGNOSA

Abstract indicatore: 
L'indicatore è relativo alla biomassa legnosa prelevata dai boschi italiani, utilizzata per fini produttivi industriali o energetici. In relazione agli incrementi legnosi annui, l'indicatore fornisce una misura del livello di sostenibilità della gestione forestale nazionale, di fornitura di materiale per l'industria del legno e per la produzione di energia e di contributo alla mitigazione ai cambiamenti climatici. I prelievi di biomassa forestale sono correlati alle politiche gestionali ambientali ed energetiche nazionali, nonché alle tendenze di mercato dei combustibili fossili.

Descrizione: 
L'indicatore descrive il comparto forestale italiano per gli aspetti di carattere più strettamente produttivo e quindi legati a problematiche non solo ambientali, ma anche socio-economiche. Vengono riportati ed elaborati i dati relativi al prelievo di legname, in foresta, discriminando tra legname da lavoro e per combustibili.

Scopo: 
L'indicatore intende fornire indicazioni sia sul ruolo economico del comparto forestale sia sul grado di pressione che la selvicoltura può esercitare sugli ecosistemi forestali e sui servizi ecosistemici che essi forniscono. In particolare, i dati sui prelievi legnosi agiscono sul carbon sink (bilancio tra incrementi del carbonio nella biomassa, nella lettiera e nel suolo, e riduzioni del carbonio legate ai prelievi di legname e ai disturbi naturali e antropici).

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione

Riferimenti normativi: 
Non compilato

Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'indicatore non ha riferimenti diretti con specifici obiettivi normativi.
DPSIR: 
Determinante
Pressione

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Pra A., Pettenella D., 2016 - Consumption of wood biomass for energy in Italy: a strategic role based on weak knowledge. L’Italia Forestale e Montana, 71 (1): 49-62. http://dx.doi.org/10.4129/ifm.2016.1.03

Limitazioni: 
I dati presentano un discreto livello di accuratezza. Essendo i prelievi legnosi legati in maniera significativa ad attività di nicchia, quali forme di auto-consumo e attività economiche informali, una parte di essi sfuggono alle statistiche ufficiali e i dati mancano di completezza.

Ulteriori azioni: 
Comparabilità dell'indicatore con indagini indipendenti sui consumi di legna da ardere.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Non compilato

Fonte dei dati di base: 
EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)
INFC (Inventario Nazionale Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
UNECE (United Nations Economic Commission for Europe)

Unità di misura dell'indicatore: 
Metro cubo (m3)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
I dati relativi alla superficie forestale sono stati ricavati secondo la metodologia utilizzata per l'indicatore SUPERFICIE FORESTALE: STATO E VARIAZIONI presentato nell'area tematica Biosfera.
A causa dell’incompletezza e della indisponibilità di dati provenienti dalle fonti ufficiali (in particolare ISTAT) relative agli anni 2013-2015, questi ultimi sono stati stimati da ISPRA sulla base di proiezioni ed elaborazioni delle informazioniesistenti sui prelievi legnosi resi complessivamente disponibili da ISTAT, UNECE, NFC, EUROSTAT, per il periodo 2006-2015.


Tipo di rappresentazione: 
Grafico

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
1980-2015

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore fornisce informazioni rilevanti in quanto descrive il prelievo legnoso dal comparto forestale, il suo peso economico, nonché la misura di alcuni impatti che la selvicoltura può determinare sugli ecosistemi forestali. I dati presentano un discreto livello di accuratezza, anche se talvolta i prodotti legnosi vanno ad alimentare attività di nicchia, forme di auto-consumo e attività economiche informali, che le statistiche ufficiali non riescono a rilevare.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Nel 2015 sono stati prelevati 6,1 milioni di metri cubi (Mm3) di legname, di cui il 42% (2,6 Mm3) è rappresentato da legname da opera e il restante 58% da legna d ardere (3,5 Mm3). Dal 1980 al 2010 i prelievi legnosi totali sono fluttuati entro limiti abbastanza ampi, da un valore minimo di circa 7,5 Mm3 nel 2002 a un valore massimo di 11,1 Mm3 nel 1999. Negli ultimi 5 anni si è registrata una tendenza alla riduzione dei prelievi legnosi complessivi, passati da 7,7 Mm3 del 2011 a 6,1 Mm3 del 2015 (con una riduzione del 21% circa). Questo calo ha riguardato in modo particolare la legna da ardere, che è passata da circa 5,4 Mm3 del 2011 (circa il 70% del totale dei prelievi) a 3,5 Mm3 del 2015 (58% del totale dei prelievi); è rimasto invece pressoché costante il dato sui prelievi di legna da opera, mostrando solo un lieve incremento nel 2015. I prelievi di legna a fini energetici invece, che negli anni '70 rappresentavano meno della metà della produzione legnosa complessiva, hanno raggiunto i due terzi e mantenenuto questa percentuale fino agli inizi del decennio in corso. Da evidenziare che il tasso di prelievo dei prodotti legnosi complessivi (rapporto tra prelievi totali e superficie forestale) mostra un trend di riduzione che, a partire dalla metà degli anni '80 (con un tasso di prelievo pari a 1,1 m3/ha) scende nel 2015 a circa 0,6 m3/ha.

Commenti: 
Le attività di utilizzazione dei prodotti legnosi boschivi sono caratterizzate, da qualche decennio, da un trend negativo per la componente dei prelievi di legname da industria, compensato lievemente una lieve tendenza positiva per la legna ad uso energetico, in particolare per il 2015. Negli anni '60 l'industria italiana ha lavorato circa 7 Mm3 di legno da costruzione a fronte di una media annua negli ultimi 10 anni di circa 2,7 Mm3 (-61% circa). Questo andamento potrebbe indicare un processo di "despecializzazione" delle produzioni di legname verso quelle di minor valore assoluto e a minor valore aggiunto finale. Da ricordare che la lavorazione industriale di legname comporta la produzione di quantità significative di scarti (dal 30 al 50% in media rispetto al totale lavorato) che possono avere una destinazione energetica (in coerenza con il concetto dell’uso ‘a cascata’ del legno, previsto dalla Forest Strategy dell’UE). Nell'utilizzo del legname in foresta non esiste, quindi, una condizione di forte conflitto nelle destinazioni finali, mentre esiste una sinergia nella lavorazione industriale di legname e produzione di sottoprodotti, valorizzabili anche a fini energetici. Il trend di riduzione dei prelievi legnosi è associato a una generale diminuzione delle pressioni sulle risorse forestali e a un aumento della capacità di fissazione del carbonio (carbon sink); viceversa, si può osservare che tale trend,essendo legato a una non-gestione delle risorse, determina invece una serie di effetti negativi, inclusi l’aumento del rischio di incendi boschivi e di disseto idrogeologico.
  • Titolo: Prelievi di legname da opera e legna per combustibili
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISTAT, UNECE, EUROSTAT e INFC

    Prelievi di legname da opera e legna per combustibili