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COSTA PROTETTA


Descrizione: 
Negli ultimi decenni i litorali italiani hanno subito intensi fenomeni erosivi; l'arretramento della linea di riva ha messo in crisi la sicurezza di strade e ferrovie e pregiudicato attività socio-economiche, anche di tipo turistico - balneare. La frequenza dei danni causati dalle mareggiate e lo sfruttamento sempre maggiore del territorio rivierasco hanno incentivato lo sviluppo di tecniche per la protezione dei litorali, la realizzazione di interventi di difesa per proteggere dal moto ondoso una porzione sempre maggiore della costa italiana. Generalmente le soluzioni di protezione possono prevedere interventi con opere di difesa costiera "morbide", quando gli interventi prevedono ripascimenti delle spiagge e recupero del sistema dunale, "rigide" quando si realizzano strutture fisse capaci di regimentare il moto ondoso al fine di limitarne gli effetti dannosi delle mareggiate. Le opere di difesa costiera "rigide" sono un insieme eterogeneo di tipologie di strutture che interagiscono con la dinamica del litorale secondo le caratteristiche della loro forma e posizionamento. Le opere possono attenuare o azzerare l'azione delle onde sulla costa; possono operare su un'area ristretta, ad esempio nei pressi di opere portuali, o su interi tratti di costa, come quando a essere protette dall'erosione debbono essere spiagge con gli stabilimenti balneari. In alcuni casi, tuttavia, le opere di difesa sono poste a protezione direttamente dei manufatti, con la necessità di annullare completamente l'effetto erosivo del moto ondoso, come nel caso di opere radenti a protezione di infrastrutture viarie e ferroviarie o a protezione di colmate. Nel caso più generale la presenza delle opere di difesa permette di attenuare gli effetti distruttivi delle mareggiate senza annullare del tutto il moto ondoso, risultato spesso ottenuto attraverso l'installazione di scogliere o isolotti artificiali, oppure di modificare localmente i fenomeni di erosione-accrescimento della linea di riva tramite l'installazione di opere trasversali la linea di riva, come pennelli e foci armate in corrispondenza delle foci fluviali. Il grado di attenuazione del moto ondoso dipende di volta in volta dal requisito di progetto, da come e quanto un determinato tratto di costa va protetta, determinando l'adozione di una tipologia di opere di difesa rispetto a un'altra; spesso accade che si adottino opere miste facendo ricorso a soluzioni combinate di strutture trasversali e longitudinali la riva. La quantificazione degli interventi di protezione delle coste e delle opere rigide realizzate e la misura della costa che essi proteggono è un parametro indicativo sia del costo della difesa delle infrastrutture e dei beni patrimoniali minacciati dall'avanzamento del mare verso l'entroterra, sia dell'azione dell'uomo sull'ambiente costiero. Partendo dalla digitalizzazione delle opere di difesa costiera e della linea di costa relative ai periodi 2000 e 2007, per l'indicatore è stata definita una procedura che ha permesso l'individuazione dei tratti di costa che risentono della presenza di opere di protezione. La procedura ha tenuto conto della dimensione delle opere e dalla tipologia delle stesse. Infatti, il tipo di opera, la sua dimensione, la sua forma, la sua eventuale distanza dalla costa, ha determinato anche la misura del litorale che più o meno protegge. Ogni opera di difesa è di fatto progettata e istallata per interagire su un determinato tratto di litorale. Le opere radenti, muri o gettate di scogli che siano, agiscono solo sul tratto di costa su cui insistono. Le scogliere interagiscono su un tratto di costa che è funzione della dimensione e dell'orientamento dell'opera rispetto alla costa e delle caratteristiche morfologiche della linea di costa sottesa all'opera. Altre opere, come i pennelli e le foci armate, agiscono su un tratto di costa proporzionale alla lunghezza dell'opera e ben più ampio di quello che occupano fisicamente lungo la battigia. La procedura utilizzata tiene conto di tutte queste variabili per determinare i tratti di costa che risentono dell'effetto di ogni tipologia di opera realizzata e le aggrega in una copertura che rappresenta l'intera costa italiana protetta dalle opere di difesa, a meno degli interventi di rinascimento artificiale.

Scopo: 
La pianificazione di interventi di protezione a minore impatto sull'ambiente costiero e una maggiore razionalizzazione degli investimenti per la protezione dei litorali necessitano di elementi conoscitivi propedeutici a qualsiasi scelta di intervento. La determinazione delle aree e dei beni soggetti a maggior rischio per erosione o inondazione costiera, la quantificazione e qualificazione degli interventi già realizzati per la loro protezione e la relativa valutazione del rapporto costi/benefici per l'uomo e per l'ambiente possono orientare verso scelte e strategie di gestione del territorio più efficaci e meno invasive degli habitat costieri.
L'indicatore, individuando le aree territoriali che hanno richiesto maggiori interventi e investimenti economici per la protezione dei litorali, può essere di supporto alla definizione di nuove strategie e piani di protezione dei litorali a livello nazionale e regionale.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Comparabili e misurabili nel tempo
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Presenta la comparabilità delle stime e delle misure effettuate nel tempo

Riferimenti normativi: 
Non compilato

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998, in attuazione del capo I della legge n. 59 del 15 marzo 1997,
conferisce funzioni alle regioni in materia di programmazione, pianificazione, gestione integrata
degli interventi di difesa delle coste e degli abitati costieri (art. 89 comma 1 lett. h), lasciando allo
Stato i compiti di rilievo nazionale relativi agli indirizzi generali e ai criteri per la difesa delle coste
(art. 88 comma 1 lett. aa). L'indicatore è funzionale alla definizione degli indirizzi generali e a
report sullo stato di attuazione della Raccomandazione del Parlamento Europeo n. 2002/413/CE del
30/05/02.
DPSIR: 
Pressione
Stato
Risposta


Riferimenti bibliografici: 
Non compilato

Limitazioni: 
Il limite è rappresentato dalla mancata contabilizzazione dei tratti di costa protetti mediante ripascimenti

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Decennale
Quinquennale

Accessibilità dei dati di base: 
Non compilato

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Chilometro (km)
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La costa protetta è stata determinata mediante analisi spaziale a partire dalla mappatura e catalogazione delle opere di difesa costiera distinte per tipologia, dimensione e posizionamento rispetto al litorale.


Tipo di rappresentazione: 
Carta tematica
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (15/20)

Copertura temporale: 
2000 - 2007

Qualità dell'informazione: 
Per la determinazione dei dati di base dell'indicatore sono stati definiti standard di classificazione delle opere di difesa e standard per la determinazione dei principali parametri dimensionali. La metodologia della fotointerpretazione e delimitazione da ortofoto zenitali a colori delle strutture di protezione costiera è stata utilizzata per la definizione del catalogo di opere al 2000 e per il suo successivo aggiornamento al 2007. La qualità maggiore delle ortofoto 2007 ha permesso anche di migliorare la caratterizzazione precedentemente realizzata, ciò a determinato in alcuni casi una foto interpretazione più precisa e corretta permettendo di distinguere meglio tratti di costa naturali da tratti di costa protetti con opere radenti, apparentemente naturali.

Periodicità di aggiornamento: 
Non Definibile


Stato e trend: 
La dimensione complessiva della costa protetta da opere di difesa costiera, nel 2007, è di circa 1.300 km, pari al 16,1% della costa italiana (8.300km) e risulta cresciuta di 140 km, ovvero del 12% rispetto al valore calcolato per il 2000.

Commenti: 
Nel 2007, il 16,1% della costa italiana è protetto da opere di difesa costiera. La Figura 1 mostra che la maggior parte delle strutture sono istallate per proteggere le spiagge, infatti il 64% del totale della costa protetta, pari al 10% dell'intera costa italiana, è costa naturale. Una parte delle opere di protezione è istallata presso porti, infrastrutture viarie e manufatti, in alcuni casi a protezione diretta da mareggiate e fenomeni erosivi, in altri per attenuare gli effetti delle modifiche alla dinamica costiera che queste strutture inducono nelle aree costiere adiacenti. In particolare, il 24% del totale della costa protetta, pari al 4% della costa italiana è relativo a opere di protezione radenti la riva e a manufatti, che hanno reso quei tratti di costa artificiale. Il restante 12% (2% della costa italiana) è in prossimità di foci fluviali, imboccature di porti o lagune, ecc., ossia di tratti di costa identificati con una linea fittizia, introdotta per mantenere la continuità topologica della linea di costa ove essa risulta interrotta.
Dal confronto dei km di costa protetta al 2000 e al 2007 (Figura 2) si evidenzia come l'incremento della costa protetta riguarda principalmente i tratti di costa naturale; infatti, in questo intervallo di tempo, ulteriori 110 km di costa naturale sono stati protetti su 140 km totali.

In Figura 3 è illustrata la distribuzione regionale dei valori della lunghezza di costa protetta, che sono prevalentemente compresi tra 70 e 130 km, con le sole eccezioni di Sicilia (oltre 200 km) e dei valori più limitati delle tre regioni con la costa meno sviluppata, ovvero Molise, Basilicata e Friuli-Venezia Giulia. Questa relativa omogeneità non trova conferma quando alla misura complessiva si sostituisce la percentuale di costa protetta rispetto al totale dello sviluppo costiero regionale (Figura 4). In questo caso i valori riscontrati per le regioni medio e alto adriatiche superano quelli di tutte le altre regioni, con valori maggiori del 50% per Molise, Abruzzo e Marche, mentre le regioni tirreniche e le isole fanno rilevare valori prossimi o inferiori alla media nazionale.
Tra il 2000 e il 2007 l'istallazione di nuove opere di difesa costiera e l'ampliamento di alcune di quelle esistenti hanno generato in ogni regione un aumento della lunghezza della costa protetta. L'incremento totale della lunghezza della costa italiana protetta è di 140 km, passando dal 14,4% del 2000 al 16,1% del 2007. Il valore assoluto della lunghezza di costa protetta è cresciuto dunque dell'1,7% , mentre l'incremento relativo è pari al 12% .
In Figura 5 sono posti a confronto, a livello regionale, la percentuale di costa protetta nel 2007 con l'incremento registrato nel periodo 2000-2007, espresso in termini di lunghezza e di percentuale di costa protetta, come riportato anche in Tabella 1. Tra le regioni adriatiche l'incremento maggiore di costa protetta si ritrova in quelle del medio adriatico. Questo accade perché le regioni nord adriatiche, oltre alle aree ad alta urbanizzazione e a forte connotazione turistica e produttiva mantengono ancora aree molto naturali: lagune, Valli di Comacchio, delta del Po. Diversamente lungo la costa del medio adriatico, l'urbanizzazione e le attività umane si sviluppano con poche interruzioni di continuità e ne rendono necessaria una protezione sempre maggiore.
Altri notevoli incrementi della lunghezza dei tratti di costa protetta riguardano le regioni meridionali, ma questo non incide in misura altrettanto rilevante sull'incremento della percentuale di costa regionale protetta, a causa del maggiore sviluppo delle coste di quelle regioni.
Un ulteriore approfondimento dei trend regionali deriva dall'analisi dei valori della Tabella1, in particolare del valore della crescita relativa della costa protetta, vale a dire dell'incremento relativo dei valori 2007 rispetto a quelli registrati per il 2000. Dalla Tabella emerge che in Basilicata la misura della costa protetta risulta triplicata, tuttavia ciò è dovuto a valori di lunghezza trascurabili sia nel 2000 sia nel 2007, dovuti alla contemporanea presenza di costa alta e alla bassissima urbanizzazione della costa bassa. Si evidenzia, inoltre, la situazione singolare delle regioni del medio adriatico, che nonostante possiedano lunghi tratti di costa protetta, continuano a incrementare il livello di protezione facendo registrare valori superiori alla media nazionale (12%). Le altre regioni largamente interessate dalla presenza di opere di difesa costiera presentano nel periodo considerato un incremento inferiore alla media nazionale. Ciò vale per le regioni alto adriatiche di cui già si è detto, e per la Liguria, in cui i tratti di costa più sensibili e urbanizzati sono già per lo più protetti, mentre la rimanente costa naturale è per lo più alta e rocciosa. In linea con la media troviamo le restanti regioni, a eccezione della Sardegna, dove si registra un incremento del 28,4% a fronte di un valore del 4,4% di costa protetta rispetto alla lunghezza della costa regionale.
  • Titolo: Figura X.XX1: Distribuzione della costa protetta da opere di difesa (2007)
    Fonte: ISPRA

    Figura X.XX1: Distribuzione della costa protetta da opere di difesa (2007)
  • Titolo: Figura X.XX2: Lunghezza della costa protetta da opere di difesa costiera, distinte per tipo di costa, al 2000 e al 2007
    Fonte: ISPRA

    Figura X.XX2: Lunghezza della costa protetta da opere di difesa costiera, distinte per tipo di costa, al 2000 e al 2007
  • Titolo: Figura X.XX3: Lunghezza della costa regionale protetta da opere di difesa costiera al 2000 e al 2007
    Fonte: ISPRA

    Figura X.XX3: Lunghezza della costa regionale protetta da opere di difesa costiera al 2000 e al 2007
  • Titolo: Figura X.XX4: Percentuale di costa regionale protetta da opere di difesa costiera al 2000 e al 2007
    Fonte: ISPRA

    Figura X.XX4: Percentuale di costa regionale protetta da opere di difesa costiera al 2000 e al 2007
  • Titolo: Figura X.XX5: Confronto tra le variazioni regionali 2000-2007 di lunghezza della costa protetta da opere di difesa e percentuale di costa protetta sul totale della costa regionale
    Fonte: ISPRA

    Figura X.XX5: Confronto tra le variazioni regionali 2000-2007 di lunghezza della costa protetta da opere di difesa e percentuale di costa protetta sul totale della costa regionale
  • Titolo: Tabella 1: Dati di sintesi sulla costa protetta da opere di difesa e sulle variazioni 2000 – 2007
    Fonte: ISPRA

    Tabella 1: Dati di sintesi sulla costa protetta da opere di difesa e sulle variazioni 2000 – 2007
    Regione Costa regionale (2000) Costa regionale (2007)
    Totale Protetta Totale Protetta Variazione 2000-2007 Variazione relativa 2000-2007
    km km % km % km % %
    Liguria 377.3 123.0 32.6 377.5 132.4 35.1 9.4 2.5 7.6
    Toscana 649.6 64.5 9.9 646.0 73.1 11.3 8.6 1.4 13.3
    Lazio 383.5 68.3 17.8 379.5 73.2 19.3 4.8 1.5 7.1
    Campania 505.4 104.9 20.8 502.2 113.5 22.6 9 1.9 8.2
    Basilicata 65.8 0.3 0.4 65.6 1.0 1.5 0.7 1.1 274.6
    Calabria 734.3 99.1 13.5 734.4 112.0 15.2 12.9 1.8 13.0
    Puglia 960.8 103.5 10.8 957.3 118.0 12.3 14.5 1.6 14.0
    Molise 37.1 19.2 51.8 36.6 24.3 66.5 5.2 14.7 26.9
    Abruzzo 129.0 56.3 43.6 129.3 70.9 54.8 14.6 11.2 25.9
    Marche 177.1 102.9 58.1 175.9 115.9 65.9 13.0 7.8 12.6
    Emilia-Romagna 177.4 69.6 39.2 174.5 70.4 40.4 0.8 1.1 1.2
    Veneto 211.5 76.7 36.3 216.1 80.7 37.3 4.0 1.1 5.2
    Friuli-Venezia Giulia 115.9 39.5 34.1 116.2 42.1 36.3 2.6 2.2 6.7
    Sardegna 2,163.6 74.3 3.4 2,160.1 95.2 4.4 20.9 1.0 28.2
    Sicilia 1,609.2 189.4 11.8 1,602.8 208.4 13.0 19.0 1.2 10.0
    TOTALE Italia 8,297.4 1,191.4 14.4 8,274.0 1,331.1 16.1 139.7 1.7 11.7
    Fonte: ISPRA