Report

DINAMICA LITORANEA


Descrizione: 
La costa è un'area in continua evoluzione e i suoi cambiamenti si evidenziano soprattutto in corrispondenza di litorali bassi e sabbiosi, con nuovi assestamenti della linea di riva e con superfici territoriali emerse e sommerse dal mare. La dinamica dei litorali dipende essenzialmente dall'azione del mare (moto ondoso, maree, correnti, tempeste), ma è influenzata anche da tutte quelle azioni dirette e indirette, naturali e antropiche, che intervengono sull'equilibrio del territorio costiero modificandone le caratteristiche geomorfologiche. L'estrazione di inerti dagli alvei dei fiumi, la messa in sicurezza degli argini e dei versanti montani riducono il flusso di sedimenti alle foci fluviali, destinato alla naturale distribuzione lungo i litorali. Gli insediamenti urbani e produttivi costieri, le infrastrutture viarie terrestri e marittime, incluse le opere di difesa costiera, invadono gli spazi marino - costieri e la loro presenza interagisce con la loro naturale evoluzione.
L'indicatore misura il trend evolutivo delle spiagge, in termini di perdita e acquisizione di suolo per effetto di tutte le cause dirette e indirette che agiscono in prossimità della costa.
In questa edizione è proposta una analisi sommaria del trend evolutivo dei litorali italiani nel periodo compreso tra il 2000 e il 2007 e proposto un confronto con i dati rilevati per il periodo 1950-1999.
I dati di riferimento per il calcolo dell'indicatore sono il risultato di elaborazioni condotte su cartografia di base a copertura nazionale:
* i fogli IGM scala 1:25.000 e le ortofoto del volo IT2000 scala 1:10.000 per il periodo 1950-1999
* le ortofoto del volo IT2006 scala 1:10.000 per il periodo 2000-2007.
Dai mosaici della cartografia IGM è stato determinato l'assetto della linea di riva di riferimento, dalle ortofoto del volo IT2000 e del volo IT2006, secondo la disponibilità, sono stati determinati andamenti più recenti della linea di riva a scala nazionale. L'analisi spaziale delle linee di riva 1950-1999 e 2000-2007 ha evidenziato i tratti di costa in avanzamento e in arretramento, le aree costiere sommerse ed emerse dal mare nei due periodi e le aree territoriali stabili, includendo in esse sia quelle naturalmente stabili, sia quelle stabilizzate con opere di protezione costiera.
Per la dinamica litoranea nel periodo 2000-2007, la diversità di scala di rappresentazione della cartografia di base (1:10.000 per le ortofoto, 1:25.000 per i fogli IGM) ha indotto a classificare come modificati, in avanzamento o in arretramento, solo i tratti di costa che superavano di +/-25 metri la linea di riva di riferimento, pertanto sono stati considerati stabili i tratti di costa che hanno subito variazioni verso mare o verso terra inferiori a 25 metri. Questa limitazione ha determinato l'esclusione dei fenomeni evolutivi inferiori ai 25 metri, che per spiagge poco ampie sono comunque molto significativi, e una probabile sottostima complessiva delle reali misure lineari e superficiali della costa in avanzamento e in arretramento. La lunghezza e la superficie delle aree sommerse ed emerse dal mare calcolate con il metodo esposto registrano e rappresentano tuttavia i casi di modificazione più gravi ed evidenti delle spiagge italiane nell'arco degli ultimi 40-50 anni.
Per l'esame dell'evoluzione dei litorali nel periodo 2000-2007, avendo a disposizione coperture territoriali con caratteristiche tecniche di rilevamento/acquisizione e rappresentazione comparabili, sono stati classificati come modificati, in avanzamento o in arretramento, quei tratti di costa dell'assetto della linea di riva 2007 che superavano di +/-5m quello della linea di riva rilevata dalla copertura del volo IT2000.
L'indicatore che ne deriva è un parametro sintetico utile e basilare per la valutazione dello stato complessivo delle spiagge italiane e rappresentativo del trend evolutivo.

Scopo: 
Disporre di informazioni sintetiche che siano di supporto alla definizione di strategie nazionali per la tutela delle coste e di piani di gestione in linea con le direttive europee di protezione e gestione delle zone costiere. L'indicatore dell'evoluzione morfodinamica delle spiagge, aggiornato periodicamente, è un parametro di base per la valutazione della vulnerabilità delle aree costiere e del grado di rischio a cui sono esposti centri urbani, infrastrutture e attività socio-economiche che si sviluppano in prossimità della costa. L'osservazione del trend di erosione delle spiagge è inoltre un dato di riferimento per determinare le soluzioni e le risorse economiche necessarie per mitigare il fenomeno, per valutare gli effetti e l'efficacia degli interventi di difesa costiera attuati, per individuare i sistemi di difesa costiera più idonei e compatibili con i principi di sostenibilità ambientale.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Comparabili e misurabili nel tempo
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati

Riferimenti normativi: 
Non compilato

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998, in attuazione del capo I della Legge n. 59 del 15 marzo 1997, conferisce funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni in materia di protezione e osservazione delle zone costiere (art. 70 comma 1 lett. a) e funzioni di programmazione, pianificazione, gestione integrata degli interventi di difesa delle coste e degli abitati costieri (art. 89 comma 1 lett. h), lasciando allo Stato i compiti di rilievo nazionale relativi agli indirizzi generali e ai criteri per la difesa delle coste (art. 88 comma 1 lett. aa). L'indicatore è funzionale alla definizione degli indirizzi generali e a report sullo stato di attuazione delle numerose direttive che richiamano la tutela delle zone costiere.
DPSIR: 
Pressione
Stato
Impatto


Riferimenti bibliografici: 
Non compilato

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
La valutazione del trend evolutivo della morfologia delle spiagge italiane richiede un monitoraggio periodo con rilievi di foto aeree zenitali a colori, uniforme in scala di rappresentazione e per copertura territoriale, e la definizione di metodologie standard di analisi cartografiche.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Decennale
Quinquennale

Accessibilità dei dati di base: 
Non compilato

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Chilometro (km)
Chilometro quadro (km2)
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Fotointerpretazione della cartografia raster, digitalizzazione della linea di riva di riferimento sulla base dei mosaici delle tavole IGM in scala 1:25.000, digitalizzazione della linea di riva dalle ortofoto a colori del volo IT2000 e del volo IT2006, sovrapposizione ed analisi spaziale dei tratti e delle superfici di coste basse in avanzamento o in arretramento rispetto alla linea di riferimento


Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (15/20)

Copertura temporale: 
1950 – 1999, 2000-2007

Qualità dell'informazione: 
Per la determinazione dei dati di base dell'indicatore è stata definita una metodologia di fotointerpretazione e classificazione delle informazioni sulla fascia costiera deducibili da ortofoto zenitali a colori. Sono stati definiti standard per la rappresentazione cartografica, l'elaborazione e la descrizione delle caratteristiche geomorfologiche dei litorali e delle strutture artificiali (porti e opere di difesa) realizzate lungo la linea di riva. La metodologia è stata applicata uniformemente a tutte le coste italiane e può essere utilizzata per programmi di monitoraggio periodico del trend evolutivo della morfologia delle spiagge italiane. Le fonti di base utilizzate, mosaici delle tavole IGM in scala 1:25.000, ortofoto del volo IT2000 e IT2006 con risoluzione superiore a un metro, sono a copertura nazionale e le periodiche campagne di rilievo e la successiva elaborazione hanno consentito la generazione di serie storiche uniformi e coerenti estese a tutte le coste italiane.

Periodicità di aggiornamento: 
Non Definibile


Stato e trend: 
Nel periodo compreso tra il 2000 e il 2007 il 37% dei litorali ha subito variazioni superiori a 5 metri e i tratti di costa in erosione (895 km) sono ancora superiori a quelle in progradazione (849 km). La tendenza della linea di riva all'arretramento è predominate, ma, tenuto conto che tra il 1950 e il 1999 le coste che hanno subito variazioni superiori a 25 metri sono circa il 46%, si registra una tendenza a livello nazionale a una maggiore stabilità dei litorali e una generale riduzione del tasso di coste in erosione, grazie anche ai numerosi di interventi di protezione e ripristino delle spiagge.

Commenti: 
I dati riportati sono la sintesi degli studi di caratterizzazione di dettaglio svolti sulla base delle coperture territoriali disponibili a scala nazionale e riferiti ai periodi 1950-1999 e 2000-2007.
La differenza di lunghezza totale di coste è determinata dalla variazione degli assetti della linea di riva, dall'esclusione delle aree di colmamento artificiale, seppure parzialmente naturali, considerate al 1999, dalle ulteriori opere marittime e di difesa realizzate tra il 2000 e il 2007 e dalla disponibilità con le ortofoto del voto IT2006 dell'effettivo assetto di aree mascherate sulle ortofoto del volo IT2000.
Dalla Tabella 1 emerge che nel periodo 1950-1999 circa il 30% delle coste italiane ha subito cambiamenti significativi, superiori a 25 metri, e che nel periodo 2000-2007 ancora il 22% delle coste ha subito variazioni dell'assetto della linea di riva superiori a 5 metri.
Le spiagge sono i tratti di litorale soggetti a una maggiore e più evidente evoluzione geomorfologia. La continua movimentazione dei sedimenti a opera del mare (correnti, maree, moto ondoso, tempeste) sottopone questi territori a continui cambiamenti, che si evidenziano con nuovi assestamenti della linea di riva e con superfici territoriali emerse e sommersa dal mare, riscontrabili anche nell'arco di una stagione. L'apporto fluviale di materiale detritico alla foce viene riutilizzato per il naturale ripascimento dei litorali ghiaiosi o sabbiosi e tutti quegli interventi, come opere idrauliche e marittime, che costituiscono un sbarramento al progressivo apporto di sedimenti alla foce dei fiumi o un ostacolo al flusso litoraneo dei sedimenti si inseriscono nei processi di dinamica litoranea, influenzando ulteriormente la morfologia delle spiagge.
Limitando l'analisi della variazione dei litorali alle sole coste basse, come illustrato nella Tabella 2 a livello nazionale e nella Tabella 3 per il dettaglio a livello regionale, la percentuale di litorali modificati aumenta e il tasso percentuale di avanzamento e di arretramento delle coste nazionali si attesta su valori più significativi
Nel periodo dal 1950 al 1999 circa il 46% delle coste basse hanno subito modifiche superiori a 25 metri e, pur avendo considerato in progradazione quelle aree che con opere di colmamento sono state sottratte al mare e nel corso degli anni si sono parzialmente rinaturalizzate, i tratti di costa in erosione (1.170km) sono superiori a quelli in sedimentazione (1.058km).
L'arretramento della linea di riva e la perdita di superfici marino-costiere sono particolarmente evidenti e profonde in corrispondenza delle foci dei fiumi. Interi arenili sono fortemente arretrati, con una perdita di territorio e del suo valore sia dal punto di vista ambientale sia economico e, inoltre, molti sono i casi in cui l'erosione dei litorali ha messo in crisi la sicurezza di abitazioni, strade e ferrovie, specie in caso di mareggiate.
L'analisi delle variazioni dell'assetto della linea di riva nel periodo compreso tra il 2000 e il 2007 ha confermato tale tendenza: il 37% dei litorali ha subito variazioni superiori a +/-5 metri e i tratti di costa in erosione (895 km) sono ancora superiori a quelle in progradazione (849 km).

In termini di superficie dal 1950 al 1999 ben 54 kmq hanno subito una significativa erosione (superiore a 25m) e il bilancio complessivo tra le aree in arretramento e in avanzamento è comunque negativo con una perdita definitiva di territorio costiero di circa 5 kmq.
Tra il 2000 e il 2007 le spiagge italiane hanno perso 16 kmq a fronte di 15,2 kmq di aree in progradazione, come riportato in Tabella 4. Il bilancio tra le variazioni contrastanti e la stabilità dei litorali è ancora negativo e la differenza tra la superficie delle spiagge in Italia al 1999 e al 2007 ha evidenziato che ulteriori 600.000 mq di arenili sono andati persi.
Va sottolineato che per la maggior parte delle spiagge ritenute stabili sono stati effettuati numerosi interventi di protezione per contenere fenomeni erosivi in atto e per assicurare un livello di stabilità accettabile per l'incolumità dei beni e delle infrastrutture presenti nell'immediato
entroterra.
Ulteriori considerazioni circa le caratteristiche evolutive dei litorali italiani sono desumibili dalla Figura 2 che evidenzia una diffusa e scarsa tendenza alla stabilità delle aree costiere del Paese. Le regioni che presentano complessivamente litorali con caratteristiche di maggiore stabilità sono quelle caratterizzate anche da lunghi tratti di costa bassa rocciosa e ciottolosa, per loro natura più stabili e con tempi evolutivi più lunghi rispetto all'intervallo di osservazione (5-10 anni). Nonostante i numerosi interventi per la stabilizzazione dell'assetto dei litorali, resta evidente una predominanza dei processi evolutivi in quelle regioni con litorali prevalentemente sabbiosi, quali Lazio e tutte le regioni adriatiche, e anche maggiormente esposte a mareggiate di eccezionale intensità, come per la Calabria.
In Figura 3 sono riportati per regione i chilometri di costa in erosione e in avanzamento relativi al periodo 2000-2007 per una valutazione a livello regionale della tendenza dominante tra progradazione e arretramento dei litorali: spiccano per numero di chilometri di costa in erosione la Sicilia e la Calabria.
  • Titolo: Tabella 3: Sintesi a livello regionale delle coste e delle variazioni della coste basse nel periodo 2000-2007
    Fonte: ISPRA

    Tabella 3: Sintesi a livello regionale delle coste e delle variazioni della coste basse nel periodo 2000-2007
    Regione Costa totale Costa naturale
    Totale Costa bassa Analisi delle modifiche delle coste basse (>+/-5m) nel periodo 2000-2007
    Stabile Non definita Modificata
    Totale Erosione Avanzamento
    km km % km % km % km % km % km % km %
    Liguria 378 285 75.5 121 42.4 80 66.5 0 0.0 40 33.5 11 9.2 29 24.3
    Toscana 646 600 92.8 275 45.9 163 59.0 6 2.2 107 38.8 54 19.8 52 19.0
    Lazio 380 344 90.8 262 76.0 116 44.1 15 5.8 131 50.1 55 20.9 76 29.2
    Campania 502 425 84.6 215 50.5 122 56.8 0 0.0 93 43.2 38 17.6 55 25.6
    Basilicata 66 64 97.2 40 62.5 9 23.4 0 0.0 31 76.6 16 40.2 15 36.5
    Calabria 734 668 91.0 614 91.9 281 45.7 1 0.2 332 54.0 190 31.0 141 23.0
    Puglia 957 871 90.9 662 76.0 489 73.9 18 2.7 155 23.4 65 9.8 90 13.6
    Molise 37 32 87.4 32 100.0 7 20.5 0 0.0 25 79.5 12 38.2 13 41.3
    Abruzzo 129 113 87.1 111 98.3 46 42.0 0 0.0 64 58.0 25 22.4 39 35.7
    Marche 176 146 83.2 138 94.4 50 36.3 1 0.4 88 63.3 48 34.7 40 28.6
    Emilia-Romagna 174 150 86.3 150 100.0 22 14.7 52 34.7 76 50.6 20 13.5 56 37.1
    Veneto 216 152 70.5 152 100.0 23 15.2 31 20.3 98 64.5 39 25.3 60 39.2
    Friuli-Venezia Giulia 116 73 63.1 70 95.1 12 16.9 34 49.0 24 34.1 6 8.8 18 25.2
    Sicilia 1,603 1,460 91.1 1,085 74.3 700 64.5 72 6.6 314 28.9 236 21.7 78 7.2
    Sardegna 2,160 2,086 96.6 788 37.8 617 78.3 4 0.5 167 21.2 80 10.1 87 11.1
    ITALIA 8,274 7,470 90.3 4,715 63.1 2,737 58.0 234 5.0 1,744 37.0 895 19.0 849 18.0
    Fonte: ISPRA
  • Titolo: Tabella 1: Variazioni della costa nei periodi 1950/1999 e 2000/2007
    Fonte: ISPRA

    Note: Solo i tratti che hanno subito una variazione superiore a +/-5m sono classificati in arretramento o in avanzamento
    Tabella 1: Variazioni della costa nei periodi 1950/1999 e 2000/2007
    1950/1999 2000/2007
    (variazioni >+/-25m) (variazioni >+/-5m)
    Costa km % km %
    TOTALE 8,353 100.0 8,274 100.0
    Stabile 5,385 64.5 5,846 70.7
    Modificata 2,448 29.3 1,808 21.9
    Non definito* 520 6.2 619 7.5
    Modificata 2,448 29.3 1,808 21.9
    Arretramento 1,285 15.4 925 11.2
    Avanzamento 1,163 13.9 883 10.7
    Fonte: ISPRA
  • Titolo: Tabella 2: Variazioni relative alla sola costa bassa nei periodi 1950/1999 e 2000/2007
    Fonte: ISPRA

    Note: Solo i tratti che hanno subito una variazione superiore a +/-5m sono classificati in arretramento o in avanzamento
    Tabella 2: Variazioni relative alla sola costa bassa nei periodi 1950/1999 e 2000/2007
    1950/1999 2000/2007
    (variazioni >+/-25m) (variazioni >+/-5m)
    Costa bassa km % km %
    TOTALE 4,862 100.0 4,715 100.0
    Stabile 2,387 49.1 2,737 58.0
    Modificata 2,227 45.8 1,744 37.0
    Non definito 248 5.1 234 5.0
    Modificata 2,227 45.8 1,744 37.0
    Arretramento 1,170 24.1 895 19.0
    Avanzamento 1,058 21.8 849 18.0
    Fonte: ISPRA
  • Titolo: Figura 1: Chilometri di costa bassa stabile e modificata, per sedimentazione e per arretramento
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Chilometri di costa bassa stabile e modificata, per sedimentazione e per arretramento
  • Titolo: Tabella 4: Variazioni delle spiagge nel periodo 2000/2007
    Fonte: ISPRA

    Tabella 4: Variazioni delle spiagge nel periodo 2000/2007
    Lungh. (km) % Superficie (kmq)
    Spiagge 3,271 100% 121.6
    Stabilità 1,499 46% -
    Arretramento 882 27% 16.0
    Avanzamento 851 26% 15.2
    Non definito 39 1% -
    Fonte: ISPRA
  • Titolo: Figura 2: Distribuzione regionale dei chilometri di costa bassa stabile e modificata nel periodo 2000-2007
    Fonte: ISPRA

    Figura 2: Distribuzione regionale dei chilometri di costa bassa stabile e modificata nel periodo 2000-2007
  • Titolo: Figura 3: Distribuzione regionale dei chilometri di costa bassa in erosione e in avanzamento nel periodo 2000-2007
    Fonte: ISPRA

    Figura 3: Distribuzione regionale dei chilometri di costa bassa in erosione e in avanzamento nel periodo 2000-2007