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INDICE DI FAGLIAZIONE SUPERFICIALE IN AREE URBANE


Descrizione: 
L'indicatore fornisce per ciascuna zona sismogenetica ZS9 una stima del livello di esposizione delle aree urbane a fagliazione superficiale. Esso si ricava da un algoritmo funzione dell'area urbanizzata entro 300 m dalla faglia capace, dal coefficiente di fagliazione superficiale (CFS) basato sul massimo rigetto atteso nella zona sismogenetica e dall'area totale della zona sismo genetica (AreaZS9). Nel territorio italiano numerose faglie attive "capaci" di produrre dislocazioni/deformazioni significative della superficie topografica (IAEA, 2003) sono localizzate in aree interessate da diffusa urbanizzazione. La loro riattivazione, generalmente associata a terremoti di forte magnitudo, può produrre conseguenze gravi agli edifici e alle infrastrutture a causa dello spostamento differenziale del terreno. I recenti progressi compiuti dalla sismotettonica, e in particolare dalle indagini paleosismologiche, consentono oggi di caratterizzare le faglie capaci in termini di localizzazione e rigetti superficiali attesi. Anche lo sviluppo progressivo delle aree urbane e delle infrastrutture è monitorato con buona accuratezza. Pertanto, oggi è possibile valutare dove il fenomeno dell'urbanizzazione in prossimità di faglie "capaci" è maggiormente diffuso e rilevare la presenza di infrastrutture sensibili esposte a tale fenomeno.

Scopo: 
L'indicatore ha lo scopo di individuare a scala nazionale le aree urbanizzate particolarmente esposte al fenomeno della fagliazione superficiale, e di orientare gli studi di pianificazione territoriale e di siting per le aree di espansione urbanistica e infrastrutturale.

Criteri di selezione: 

Riferimenti normativi: 
Non compilato

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Benché numerose ricerche siano in corso per studiare la distribuzione delle faglie capaci, non vi sono iniziative specifiche mirate a mitigare il rischio a esse associato. Non esiste, infatti, alcuno strumento normativo finalizzato a regolamentare la pianificazione territoriale in prossimità delle faglie capaci, ovvero a introdurre vincoli di edificabilità, contrariamente ad altri Paesi (California, Giappone) che impongono fasce di rispetto di alcune centinaia di metri.
DPSIR: 
Stato


Riferimenti bibliografici: 
Non compilato

Limitazioni: 
Disomogeneità nella copertura spaziale dei dati.

Ulteriori azioni: 
Analisi paleosismologiche e campagne di rilevamento
Nuovi dataset sul monitoraggio aree urbane, con informazioni qualitative di maggior dettaglio

Accessibilità dei dati di base: 
Non compilato


Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è stato definito per ciascuna zona sismogenetica ZS9 (Meletti & Valensise, 2004), dalla sovrapposizione di due livelli informativi, utilizzando come dati di input le faglie capaci, derivanti dalla banca dati ITHACA (Michetti et al., 2000; http://www.apat.gov.it/site/it-IT/Progetti/ITHACA/), e le aree urbanizzate estratte dal CORINE Land Cover-2000, 3° livello.(http://www.mais.sinanet.apat.it/cartanetclc2000/clc2000/progetto_corine.asp). E' stato applicato un buffer standard di 300 m attorno alla traccia principale di ciascuna faglia capace, così da ottenere una ragionevole certezza di includere l'area interessata da dislocazioni significative associate alla singola struttura, tenendo conto dell'incertezza legata alla risoluzione del dato di input. I risultati dell'analisi spaziale sono stati pesati con un coefficiente di fagliazione superficiale che tiene conto del rigetto massimo potenziale atteso in ciascuna zona ZS9.


Tipo di rappresentazione: 
Carta tematica
Tabella

Copertura spaziale: 
Non compilato

Copertura temporale: 
2006 per ITHACA e 2000 per CORINE Land Cover

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore presenta una buona capacità di descrivere il fenomeno analizzato in termini quantitativi. I dati sono comparabili e validati, le fonti (ISPRA, INGV) sono affidabili. I soli limiti sono legati alla copertura spaziale non omogenea dell'informazione sulle faglie capaci. I dati sono comunque confrontabili e riproducibili nello spazio e nel tempo.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Il trend è negativo in quanto l'espansione urbana in prossimità di faglie capaci è in aumento. Al momento non esistono strumenti normativi finalizzati a contenere tale fenomeno.

Commenti: 
In Tabella 14.1 sono rappresentati per ciascuna ZS9: il rapporto tra l'area urbanizzata entro 300 m dalla faglia capace (URB300) e l'area totale della zona sismogenetica (Area ZS9); il coefficiente di fagliazione superficiale (CFS) basato sul massimo rigetto potenziale atteso nella zona sismogenetica secondo lo stato dell'arte della letteratura in materia; l'indice di fagliazione superficiale (IFS). Si noti che per alcune zone non è stato possibile calcolare l'indice perché prive di faglie capaci note o perchè il database ITHACA non è stato considerato sufficientemente completo. In Figura 14.4 le zone sismogenetiche ZS9 sono classificate in funzione dell'IFS. Nel totale delle zone ZS9, dove i dati di input sono stati ritenuti affidabili per questo tipo di analisi, circa il 7% del territorio a meno di 300 m delle faglie capaci è urbanizzato. Questo risultato è sottostimato per carenza di informazione nei dati di input, sia nella distribuzione delle faglie capaci sia in alcune tipologie di lifelines che non sono evidenziate nel CORINE Land Cover. L'indice di fagliazione superficiale evidenzia zone maggiormente critiche in Sicilia orientale, Calabria tirrenica e Friuli Venezia Giulia. Alcune zone, sebbene caratterizzate da un potenziale di fagliazione superficiale elevato (catena appenninica centro-meridionale e Gargano), presentano valori non elevati dell'IFS in ragione di una minore presenza di urbanizzato che, allo stato attuale, si è sviluppato prevalentemente a distanza dalle strutture attive, per motivi essenzialmente morfologici. L'interazione tra urbanizzazione e faglie capaci è meno critica dove i potenziali rigetti della superficie topografica sono molto bassi (p.es. zone che interessano i margini settentrionale e meridionale della Pianura Padana).
  • Titolo: Tabella 14.1: Indice di fagliazione superficiale per ciascuna zona ZS9 (2006)


    Tabella 14.1: Indice di fagliazione superficiale per ciascuna zona ZS9 (2006)
    ZS9 URB300/Area 300 CFS IFS
    901 Zona priva di faglie capaci note
    902 Zona priva di faglie capaci note
    903 0.90780 2 0.0001
    904 0.00000 50 0.0000
    905 8.32090 50 0.3793
    906 13.16310 10 0.0996
    907 14.17900 10 0.1083
    908 Zona priva di faglie capaci note
    909 Database ITHACA in revisione
    910 0.64360 50 0.0020
    911 3.90750 2 0.0037
    912 6.67250 2 0.0123
    913 9.18570 2 0.0228
    914 4.72890 10 0.0239
    915 2.11910 50 0.0531
    916 16.90580 10 0.0428
    917 10.00250 10 0.0137
    918 Database ITHACA in revisione
    919 6.23940 50 0.1196
    920 6.42120 10 0.0092
    921 Zona priva di faglie capaci note
    922 Zona priva di faglie capaci note
    923 3.49930 150 0.2475
    924 2.41000 50 0.0323
    925 0.00000 10 0.0000
    926 Zona priva di faglie capaci note
    927 2.82730 150 0.2013
    928 17.01370 10 0.0597
    929 4.39420 250 0.5556
    930 3.97800 150 0.1658
    931 Zona priva di faglie capaci note
    932 7.93310 150 0.0133
    933 Database ITHACA in revisione
    934 0.00000 50 0.0000
    935 3.90180 150 0.2945
    936 16.08100 150 3.8287
    Fonte: ISPRA, INGV
  • Titolo: Figura 14.4: Classificazione delle zone sismogenetiche ZS9 in funzione dell'indice IFS


    Figura 14.4: Classificazione delle zone sismogenetiche ZS9 in funzione dell'indice IFS