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OPERE DI DIFESA COSTIERA


Descrizione: 
Il 15% dei litorali italiani ha subito intensi fenomeni erosivi nell'arco degli ultimi 40-50 anni e il tasso nazionale di erosione dei litorali sale al 21,7% se si limita il fenomeno ai 4.863 km di costa bassa. L'arretramento della linea di riva ha messo in crisi la sicurezza di strade e ferrovie e ha pregiudicato attività socio-economiche, anche di tipo turistico - balneare. Per questi motivi si è incentivato lo sviluppo di tecniche per la progettazione e l'esecuzione di opere di protezione dei litorali, che tuttavia a lungo termine non sempre hanno risolto i problemi e spesso hanno contribuito al processo di artificializzazione e degradazione degli ambienti costieri. La quantificazione degli interventi di protezione delle coste e delle opere rigide realizzate è un parametro indicativo sia dell'azione invasiva dell'uomo sull'ambiente costiero, sia del costo della difesa delle infrastrutture e dei beni patrimoniali minacciati dall'avanzamento del mare verso l'entroterra. Solo nell'ultimo decennio, per contenere gli effetti negativi prodotti sull'ambiente marino – costiero da molte opere di difesa costiera realizzate in emergenza e per favorire una politica ambientale sostenibile, si è optato per interventi di ripristino dei litorali mediante ripascimenti con sabbie di cave terrestri e marine. L'indicatore è stato costruito sulla base dei dati ottenuti dallo studio di caratterizzazione della costa svolto da APAT, che ha prodotto una rappresentazione cartografica e un catalogo delle opere di difesa realizzate in Italia sino al 1999.

Scopo: 
La pianificazione di interventi di protezione a minore impatto sull'ambiente costiero e una migliore razionalizzazione degli investimenti per la protezione dei litorali necessitano di elementi conoscitivi propedeutici a qualsiasi scelta di intervento. La determinazione delle aree e dei beni soggetti a maggior rischio, la quantificazione e qualificazione degli interventi già realizzati per la loro protezione e la relativa valutazione del rapporto costi/benefici per l'uomo e l'ambiente possono orientare verso scelte e strategie di gestione del territorio più efficaci e meno invasive sugli habitat costieri. L'indicatore, individuando le aree territoriali che hanno richiesto maggiori interventi e investimenti economici per la protezione dei litorali, può essere un dato di supporto alla definizione di nuove strategie e piani di protezione dei litorali a livello nazionale e regionale.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Comparabili e misurabili nel tempo
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Presenta la comparabilità delle stime e delle misure effettuate nel tempo

Riferimenti normativi: 
Non compilato

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998, in attuazione del capo I della legge n. 59 del 15 marzo 1997, conferisce funzioni alle regioni in materia di programmazione, pianificazione, gestione integrata degli interventi di difesa delle coste e degli abitati costieri (art. 89 comma 1 lett. h), lasciando allo Stato i compiti di rilievo nazionale relativi agli indirizzi generali e ai criteri per la difesa delle coste (art. 88 comma 1 lett. aa). L'indicatore è funzionale alla definizione degli indirizzi generali e a report sullo stato di attuazione della Raccomandazione del Parlamento Europeo n. 2002/413/CE del 30/05/02.
DPSIR: 
Pressione
Risposta


Riferimenti bibliografici: 
Non compilato

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Quinquennale

Accessibilità dei dati di base: 
Non compilato

Fonte dei dati di base: 
APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici)

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero per km (n./km)
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Mediante fotointerpretazione e digitalizzazione delle ortofoto a colori del volo IT2000 sono state individuate tutte le opere di difesa dei litorali visibili, incluse le opere emerse e sommerse non direttamente collegate alla linea di costa. Le opere di difesa, rappresentate cartograficamente, sono state enumerate, catalogate per tipologia e ove possibile sono stati calcolati i principali parametri dimensionali.


Tipo di rappresentazione: 
Carta tematica
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Non compilato

Copertura temporale: 
sino al 1999

Qualità dell'informazione: 
Per la determinazione di dati di base dell'indicatore sono stati definiti standard di classificazione delle opere di difesa e standard per la determinazione dei principali parametri dimensionali. I dati sono raccolti in un catalogo delle opere di difesa costiera realizzate in Italia sino al 1999. La metodologia di fotointerpretazione e delimitazione da ortofoto zenitali a colori delle strutture di protezione costiera può essere utilizzata per l'aggiornamento del catalogo nazionale e per programmi di monitoraggio dell'efficienza delle opere realizzate.

Periodicità di aggiornamento: 
Quinquennale


Stato e trend: 
Non definibileNon è stato definito alcun trend, poichè solo l'aggiornamento periodico, almeno quinquennale, del catalogo delle opere di difesa costiera realizzate in Italia permetterebbe una valutazione di tendenza dell'onere, economico e ambientale, sostenuto per proteggere infrastrutture e patrimoni da fenomeni di erosione dei litorali.

Commenti: 
Nella figura 8.51 è rappresentata la percentuale per tipo delle circa 7.000 opere realizzate per la difesa dei litorali nazionali dall'erosione. Le caratteristiche geomorfologiche dei litorali, l'esposizione dei litorali ai fenomeni meteomarini e all'intensità delle mareggiate sono gli elementi che hanno influenzato la scelta del tipo di interventi e le risorse impegnate. Dalle figure 8.52 e 8.53 emerge chiaramente la diversità tra le regioni adriatiche, tirreniche e le isole, sia per il numero di interventi sia per soluzioni tecniche adottate per la difesa della costa dai fenomeni di erosione. Le regioni adriatiche, dal Molise all'Emilia Romagna, caratterizzate essenzialmente da litorali sabbiosi e bassi fondali, presentano un'intensa concentrazione di opere rigide distaccate dalla riva, del tipo a scogliera emersa o sommersa. La fascia costiera del nord Adriatico è difesa essenzialmente con pennelli e opere aderenti alla riva. Le coste tirreniche sono difese essenzialmente con scogliere e con opere miste, ossia opere di difesa costiera che combinano più tipologie di strutture di protezione assumendo una conformazione non classificabile. La distribuzione delle opere realizzate per le due isole maggiori, Sicilia e Sardegna, è l'esempio più evidente della diretta relazione esistente tra la caratteristica e la dinamica geomorfologica dei litorali e l'onere amministrativo e tecnico richiesto per proteggere beni patrimoniali minacciati dall'azione erosiva del mare. La Sicilia, caratterizzata da costa bassa per circa tre quarti del litorale, ha un numero totale di opere di difesa circa dieci volte superiore alla Sardegna. La Sardegna, caratterizzata prevalentemente da coste alte e rocciose, pur avendo un perimetro pari a un quarto dell'intera costa nazionale, ha un numero di opere di difesa dei litorali inferiore a quasi tutte le regioni adriatiche. Le regioni adriatiche sono quelle con più alta densità di opere, con una punta massima in Abruzzo e Marche di 4 strutture di difesa costiera per chilometro di litorale (figura 8.54).
  • Titolo: Figura 8.51: Distribuzione percentuale del tipo di opere di difesa costiera
    Fonte: APAT

    Figura 8.51: Distribuzione percentuale del tipo di opere di difesa costiera
  • Titolo: Figura 8.52: Distribuzione per regione del numero di opere rigide per la difesa dei litorali
    Fonte: APAT

    Note: Totale opere di difesa per regione realizzate sino al 1999
    Figura 8.52: Distribuzione per regione del numero di opere rigide per la difesa dei litorali
  • Titolo: Figura 8.53: Distribuzione per regione del tipo di opere di difesa costiera
    Fonte: APAT

    Figura 8.53: Distribuzione per regione del tipo di opere di difesa costiera
  • Titolo: Figura 8.54: Densità regionale di opere di difesa rigide
    Fonte: APAT
    Legenda: I valori indicano il numero medio di opere di difesa per chilometro di litorale
    Figura 8.54: Densità regionale di opere di difesa rigide