CONSUMO DI SUOLO IN AREE PROTETTE - Edizione 2018

Abstract: 
Figura 1. Distribuzione percentuale del consumo di suolo in aree protette per regione
L'indicatore valuta la porzione di suolo consumato all’interno del territorio a terra delle aree protette italiane con riferimento alla Carta Nazionale del Consumo di Suolo relativa al 2017.
Descrizione: 
L'indicatore valuta l’entità del consumo di suolo che interessa la porzione a terra delle aree protette italiane, considerando tutte le aree che rientrano nell’Elenco Ufficiale Aree Protette (EUAP, ultimo aggiornamento del 2010). Tale valutazione è stata condotta a partire dalla Carta Nazionale del Consumo di Suolo prodotta da ISPRA-SNPA su elaborazioni ISPRA per il 2017 e restituito con riferimento al totale nazionale e alle 20 regioni amministrative.
Scopo: 
L'indicatore consente di avere un’informazione sugli impatti derivanti dalla pressione antropica che grava sulle aree protette attraverso una quantificazione della porzione del loro territorio interessata da consumo di suolo.
Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Una "buona" copertura spaziale
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
I Programmi di azione europei in campo ambientale e l'Agenda 21 pongono, come obiettivi generali, l'uso sostenibile del territorio, la protezione della natura e della biodiversità. La Commissione Europea è da anni impegnata a favorire un uso più sostenibile del terreno e del suolo. La Strategia tematica per la protezione del suolo del 2006, ma ritirata successivamente, sottolineava la necessità di porre in essere buone pratiche per mitigare gli effetti negativi dell'impermeabilizzazione sulle funzioni del suolo. Questo obiettivo generale è stato ulteriormente esplicitato nel 2011 con la Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse, nella quale si propone che, entro il 2020, le politiche dell'UE tengano conto delle loro conseguenze sull'uso dei terreni, con il traguardo di un incremento dell'occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere entro il 2050. Anche nella Strategia Tematica sull'ambiente urbano (COM/2005/0718) l'impermeabilizzazione è ritenuta una delle principali problematiche. L'UE ha quindi sviluppato politiche e adottato una serie di strumenti legislativi che hanno un impatto sull'occupazione dei territori e quindi sull'impermeabilizzazione del suolo. Nel 2012 la Commissione Europea ha presentato il rapporto "Guidelines on best practice to limit, mitigate or compensate soil sealing" che recano buone pratiche atte a limitare, mitigare e compensare l'impermeabilizzazione del suolo.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non essendoci una specifica normativa nazionale di riferimento, non esistono specifici obiettivi sul tema. L’Italia è comunque tenuta a rispettare gli obiettivi comunitari e quelli previsti dall’Agenda 2030. A livello regionale sono diverse le norme che impongono obiettivi di contenimento progressivo del consumo di suolo.
DPSIR: 
Impatto
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA (2018) Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici, Edizione 2018, Roma: ISPRA
Limitazioni: 
Non compilato
Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
ISPRA (http://www.consumosuolo.isprambiente.it)
Fonte dei dati di base: 
ISPRA/ARPA/APPA
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)
Unità di misura dell'indicatore: 
Ettaro (ha)
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore prende in considerazione la parte a terra delle 871 aree protette presenti all’interno del database EUAP (Elenco Ufficiale Aree Protette, ultimo aggiornamento del 2010). Sono quindi compresi i Parchi Nazionali, le Riserve Naturali Statali, i Parchi Naturali Regionali, le Riserve Naturali Regionali e le altre tipologie di Aree Naturali Protette Regionali comprese nell’EUAP:
All’interno di tale territorio è stata valutata la porzione interessata da consumo di suolo, con riferimento alla carta Nazionale del Consumo di Suolo prodotta da ISPRA per il 2017.
I risultati sono stati espressi in termini di ettari e percentuale, con riferimento alle 20 regioni amministrative e al territorio nazionale.
Core set: 
SDGs Indicators
Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)
Copertura temporale: 
2010; 2017
Descrizione della qualità dell'informazione: 
I dati utilizzati per elaborare l'indicatore presentano un elevato livello di accuratezza, mentre la comparabilità nel tempo è possibile grazie all'aggiornamento relativo all'anno 2017 della Carta Nazionale del Consumo di Suolo. La valutazione per rilevanza e comparabilità nello spazio è positiva e può essere attribuita, nel primo caso, all'importanza della pressione antropica per la conservazione delle aree protette, nel secondo caso all'uniformità spaziale del dato sul consumo di suolo il tutto il territorio nazionale.
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Stato e trend: 
Il consumo di suolo all’interno delle aree EUAP risulta significativamente inferiore alla media nazionale, grazie principalmente al regime di tutela di cui godono tali aree, che ne garantisce una preservazione maggiore rispetto al resto del territorio nazionale. Il dato che comunque ci sia un consumo di suolo anche in aree protette, nonostante tale regime di protezione, risulta però preoccupante trattandosi di territori inclusi in aree protette, istituite al fine di garantire la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del nostro Paese.
Commenti: 
I risultati dell’indice a livello regionale (Tabella 1) mostra come complessivamente all’interno delle aree EUAP, a fronte di una superficie complessiva di 31 346 km2, circa 746,37 km2 risultano interessati da consumo di suolo (2,38%).
I valori più elevati di consumo di suolo all’interno delle aree EUAP si raggiungono in Liguria, dove la percentuale di suolo consumato raggiunge il 5,03%, e in Campania, dove tale valore si attesta al 4,01%. I valori più bassi si individuano in Valle D’Aosta (0,38%), Molise (0,56%), Friuli-Venezia Giulia (0,65%) e Trentino-Alto Adige (0,92%) (figura 1).
  • Titolo: Tabella 1: Consumo di suolo in aree protette
    Fonte: MATTM (2010); ISPRA (2017)
    Legenda: EUAP: Elenco Ufficiale Aree Protette
    Tabella 1: Consumo di suolo in aree protette
    Regione Suolo consumato in aree EUAP Percentuale di suolo consumato in aree EUAP
    km2 %
    Piemonte 20,61 1,19
    Valle d'Aosta 1,65 0,38
    Lombardia 30,13 2,24
    Trentino-Alto Adige 24,65 0,92
    Veneto 32,48 3,76
    Friuli-Venezia Giulia 3,45 0,65
    Liguria 14,76 5,03
    Emilia-Romagna 26,20 2,90
    Toscana 40,98 2,85
    Umbria 19,25 3,06
    Marche 29,62 3,38
    Lazio 74,57 3,46
    Abruzzo 43,29 1,42
    Molise 0,37 0,56
    Campania 140,84 4,01
    Puglia 79,42 2,95
    Basilicata 41,60 2,11
    Calabria 38,43 1,50
    Sicilia 65,87 2,45
    Sardegna 18,20 1,93
    Italia 746,37 2,38
    Fonte: MATTM (2010); ISPRA (2017)
    Legenda
    EUAP: Elenco Ufficiale Aree Protette
  • Titolo: Figura 1. Distribuzione percentuale del consumo di suolo in aree protette per regione
    Fonte: Fonte: MATTM (2010); ISPRA (2017)

    Figura 1. Distribuzione percentuale del consumo di suolo in aree protette per regione