NUMERO REGISTRAZIONI EMAS - Edizione 2018

Abstract: 
Figura 2: Evoluzione del numero di certificati EMAS rilasciati in Italia
Il numero totale delle registrazioni effettuate ha raggiunto quota 1.849 nel 2017. Attualmente il numero delle organizzazioni presenti nel registro EMAS al netto di cancellazioni e sospensioni è pari a 983. Dal 2012 al 2017 si rileva un andamento decrescente con una flessione delle registrazioni attive (-17,8%). Tuttavia a fine 2017 si registra un segnale di ripresa rispetto al 2016, con una crescita del 12,2% per i nuovi ingressi. I settori produttivi nei quali si riscontra la maggiore adesione appartengono alle categorie di servizi: Rifiuti, Pubblica Amministrazione ed Energia a pari merito. La leadership delle regioni del Nord trova riscontro nei provvedimenti emanati a livello regionale a favore di EMAS. Le regioni più attive, infatti, sono l’Emilia-Romagna, la Liguria, il Piemonte, la Lombardia, il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige. Per quanto riguarda le registrazioni EMAS per tipologia di organizzazione, rispetto al 2016 si rileva solo una contrazione del 4% del settore Altro (rappresentato da PA, scuole, ecc.), dovuta alla riorganizzazione territoriale (accorpamenti) che ha interessato molte Pubbliche Amministrazioni.
Descrizione: 
L'indicatore definisce il numero di registrazioni EMAS rilasciate a organizzazioni e imprese sul territorio nazionale. Rappresenta un buon indice per valutare il livello di attenzione rivolto alle problematiche ambientali da parte delle organizzazioni/imprese. Le motivazioni che determinano la scelta della registrazione EMAS sono di varia natura e possono essere classificate sulla base dei benefici che tale scelta comporta. Tra questi si annoverano: prevenzione e riduzione degli impatti ambientali; riduzione del rischio di incidente; riduzione dei consumi di materie prime e di energia; riduzioni delle emissioni e dei rifiuti; miglioramento delle prestazioni ambientali; agevolazioni burocratiche/amministrative, accesso a benefici e incentivi, maggiore coinvolgimento dei dipendenti; maggiore comunicazione e trasparenza.
Scopo: 
Fornire un quadro del livello di attenzione alle problematiche ambientali da parte del mondo produttivo e in generale di tutte le organizzazioni. Monitorare l'evoluzione dei programmi di prevenzione e miglioramento ambientale messi in atto dalle organizzazioni, oltre che dei progetti di diffusione e promozione della qualità ambientale della Pubblica Amministrazione.
Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Regolamento CE 1221/09
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa di riferimento (Regolamento CE 1221/09) non pone alcun obiettivo prefissato, poiché questo strumento è volontario.
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
(Regolamento CE 1221/09)
Limitazioni: 
L'indicatore non riporta il numero dei siti registrati e collegati ad ogni singola organizzazione.
Ulteriori azioni: 
Sviluppo dell'indicatore per il monitoraggio del numero dei siti registrati.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Continua
Accessibilità dei dati di base: 
Elenco organizzazioni registrate EMAS - http://www.isprambiente.gov.it/it/certificazioni/emas/elenco-organizzazioni-registrate-emas
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura dell'indicatore: 
Euro per Gigajoule (€/GJ)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Conta delle registrazioni EMAS (organizzazioni e certificati).
Core set: 
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)
Copertura temporale: 
1997-2017(Dicembre)
Descrizione della qualità dell'informazione: 
I dati sono ricavati dal Registro delle organizzazioni EMAS tenuto dall'ISPRA, quindi possono essere considerati comparabili, affidabili e accurati. Coprono un periodo che va dal 1997 al 2017, reperiti sempre con la medesima metodologia.
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Stato e trend: 
Il numero di organizzazioni registrate EMAS rappresenta un indicatore della sensibilità e dell'impegno delle organizzazioni nei confronti dell'ambiente che, aderendo al Regolamento europeo CE n. 1221/09, intendono diminuire la pressione che la propria attività, i propri prodotti e servizi, esercitano sugli ecosistemi. Da dicembre 2016 a dicembre 2017 il trend è in ripresa (+12,2%) per il numero dei nuovi certificati EMAS rilasciati (Figura 2) e si conferma il trend positivo del numero totale delle registrazioni effettuate, nello stesso periodo, che è passato da 1.794 a 1.849 (Figura 2).
Commenti: 
Il numero delle registrazioni attive (Figura 1) è dato dal numero dei certificati rilasciati al netto delle cancellazioni/sospensioni avvenute ogni anno. Attualmente il numero delle organizzazioni presenti nel registro EMAS è pari a 983 unità. Tale indicatore è utilizzabile al fine di monitorare la riduzione degli impatti ambientali generati dai principali settori produttivi come richiesto dal VII Programma di azione dell'Agenzia Ambientale Europea (obiettivo 2b). Dalla Figura 1 si evidenzia l’evoluzione nel tempo del numero di organizzazioni registrate. Dal 2012 al 2017 si rileva un andamento decrescente con una flessione delle registrazioni attive (-17,8%). Tuttavia a fine 2017 si registra un segnale di ripresa rispetto al 2016, con una crescita del 12,2% per i nuovi ingressi, imputabile probabilmente all’effetto volano innescato dalla Legge n. 221 del 28/12/2015. La legge contiene, infatti, diversi riferimenti ad EMAS sotto forma di agevolazioni finanziarie e di premialità nell’assegnazione di contributi pubblici. Il numero totale delle registrazioni effettuate ha raggiunto quota 1.849 a fine 2017 (Figura 2). Il numero totale dei certificati rilasciati mostra un incremento continuo nel tempo ma con un andamento variabile, che, negli ultimi 5 anni, è stato in media di 67 certificati annui a fronte di una media di 142 del quinquennio precedente. Questo dato è indicativo della diminuzione del numero dei nuovi certificati EMAS rilasciati, molto probabilmente dovuto alla riduzione dei finanziamenti devoluti sia a livello centrale sia locale per l'implementazione del sistema di gestione ambientale EMAS. Tali finanziamenti sono notevolmente diminuiti negli ultimi anni, essendosi evoluti in agevolazioni di tipo strutturale (come ad esempio maggiore durata dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), riduzione delle fidejussioni, premialità nei bandi di gara ecc.) riguardanti però soltanto alcune tipologie di impresa. Analizzando l’andamento del numero di registrazioni per i principali settori produttivi (Figura 3), si evidenzia la presenza di organizzazioni operanti nel settore dei rifiuti seguite a pari merito dalla Pubblica Amministrazione (PA) e dal settore energetico. La leadership del settore dei rifiuti si conferma grazie alla presenza delle agevolazioni finanziarie (ad esempio sconto sulle fidejussioni); per la Pubblica Amministrazione grazie a finanziamenti e progetti ad hoc per l’ottenimento della certificazione EMAS; per le aziende energetiche grazie alle semplificazioni amministrative rientranti nell’AIA. Per il settore dei rifiuti, nell'arco temporale 2012-2017 si rileva un incremento del 23,5% confermando negli anni il successo della presenza delle agevolazioni fidejussoire. Si sottolinea, inoltre, che prima del 2014 il settore della PA risultava maggiormente rappresentato rispetto al settore dei rifiuti che a partire dal 2013 detiene il primato. L’analisi territoriale (Figura 4 e Tabella 1) conferma la dinamica evolutiva del 2015, infatti al primo posto troviamo la Lombardia (217) seguita dall’Emilia-Romagna (144).
Si consolida il terzo posto (123) della Toscana seguita dal Lazio (70) che scala, rispetto al 2016, tre posizioni superando il Piemonte (69). La leadership delle regioni del Nord (Figura 5) trova riscontro nei provvedimenti emanati a livello regionale a favore di EMAS. Risultano, infatti, tra le regioni più attive l’Emilia-Romagna, la Liguria, il Piemonte, la Lombardia, il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige. Per quanto riguarda le registrazioni EMAS per tipologia di organizzazione, rispetto al 2016 si rileva solo una contrazione del 4% del settore Altro (rappresentato da PA, scuole, ecc.), dovuta alla riorganizzazione territoriale (accorpamenti) che ha interessato molte Pubbliche Amministrazioni (Figura 6).
  • Titolo: Tabella 1: Evoluzione del numero di organizzazioni/imprese registrate EMAS per regione
    Fonte: Fonte: ISPRA

    Note: I dati sono aggiornati al 31 dicembre di ogni anno
    Tabella 1: Evoluzione del numero di organizzazioni/imprese registrate EMAS per regione
    Regione/ Provincia autonoma 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
    n.
    Piemonte 9 13 16 23 37 43 51 60 61 71 85 93 91 87 84 69
    Valle d'Aosta 0 2 2 2 2 2 2 2 2 2 6 6 6 6 5 4
    Lombardia 30 35 44 59 81 102 116 126 131 151 159 166 182 191 192 217
    Bolzano - Bozen 4 4 3 4 7 7 6 8 9 14 12 11 5 10 10 12
    Trento 1 1 1 4 8 9 34 65 69 105 123 131 127 81 79 65
    Veneto 14 17 19 26 35 39 60 62 62 68 70 63 63 58 56 48
    Friuli-Venezia Giulia 1 2 4 4 5 14 28 32 33 34 30 32 26 23 23 21
    Liguria 3 3 8 12 16 19 27 24 24 25 20 15 12 13 14 12
    Emilia-Romagna 41 63 90 116 135 158 184 185 188 194 184 184 168 166 153 144
    Toscana 6 9 16 40 77 109 133 130 140 136 134 125 122 129 136 123
    Umbria 0 1 2 4 9 16 25 27 27 27 27 21 17 14 14 11
    Marche 0 2 5 6 13 23 29 33 36 38 34 31 31 31 27 28
    Lazio 5 6 7 13 20 28 30 33 37 40 38 36 38 45 46 70
    Abruzzo 4 6 6 13 18 21 27 32 32 33 32 28 31 30 30 32
    Molise 1 1 3 4 4 6 12 11 11 11 10 9 7 7 8 7
    Campania 0 1 8 17 31 41 58 60 68 65 61 46 37 38 40 45
    Puglia 1 0 4 12 16 29 53 69 72 72 71 54 47 44 39 38
    Basilicata 0 2 3 4 10 10 14 16 16 13 12 7 7 6 5 4
    Calabria 1 1 1 6 9 9 12 11 9 9 7 6 7 6 4 3
    Sicilia 3 4 9 12 17 33 35 31 32 34 23 17 15 16 15 12
    Sardegna 1 1 4 10 16 22 23 19 21 23 20 17 19 20 20 18
    ITALIA 125 174 255 391 566 740 959 1,036 1,080 1,165 1,158 1,098 1,058 1,021 1,000 983
    Fonte: ISPRA
    Nota:
    I dati sono aggiornati al 31 dicembre di ogni anno
  • Titolo: Figura 1: Evoluzione del numero di organizzazioni/imprese registrate EMAS in Italia
    Fonte: ISPRA

    Note: I dati sono aggiornati al 31 dicembre di ogni anno
    Figura 1: Evoluzione del numero di organizzazioni/imprese registrate EMAS in Italia
  • Titolo: Figura 2: Evoluzione del numero di certificati EMAS rilasciati in Italia
    Fonte: ISPRA

    Note: I dati sono aggiornati al 31 dicembre di ogni anno
    Figura 2: Evoluzione del numero di certificati EMAS rilasciati in Italia
  • Titolo: Figura 3: Distribuzione delle organizzazioni/imprese registrate EMAS suddivise per codice NACE (31 dicembre 2017)
    Fonte: ISPRA

    Figura 3: Distribuzione delle organizzazioni/imprese registrate EMAS suddivise per codice NACE (31 dicembre 2017)
  • Titolo: Figura 4: Distribuzione regionale delle organizzazioni/imprese registrate EMAS (31 dicembre 2017)
    Fonte: ISPRA

    Figura 4: Distribuzione regionale delle organizzazioni/imprese registrate EMAS (31 dicembre 2017)
  • Titolo: Figura 5: Ripartizione percentuale delle organizzazioni/imprese registrate EMAS per area geografica (31 dicembre 2017)
    Fonte: ISPRA

    Figura 5: Ripartizione percentuale delle organizzazioni/imprese registrate EMAS per area geografica (31 dicembre 2017)
  • Titolo: Figura 6: Ripartizione percentuale delle organizzazioni/imprese registrate EMAS per tipologia (31 dicembre 2017)
    Fonte: ISPRA

    Figura 6: Ripartizione percentuale delle organizzazioni/imprese registrate EMAS per tipologia (31 dicembre 2017)