INVENTARIO DEI FENOMENI FRANOSI D'ITALIA (IFFI) - Edizione 2018

Abstract: 
Figura 1: Indice di franosità sul territorio nazionale (%)
L’indicatore fornisce informazioni sul numero e sulla distribuzione delle frane in Italia. La fonte dei dati è l’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Progetto IFFI), realizzato dall’ISPRA e dalle Regioni e Province autonome. Le frane in Italia sono 620.808 (periodo di riferimento 1116-2017) e interessano un’area di circa 23.700 km2, pari al 7,9% del territorio nazionale.
Descrizione: 
L’indicatore fornisce informazioni sul numero e sulla distribuzione delle frane in Italia sulla base dei dati contenuti nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Progetto IFFI), realizzato dall’ISPRA e dalle Regioni e Province autonome.
L’Italia è il paese europeo maggiormente interessato da fenomeni franosi con oltre 600.000 frane delle quasi 900.000 censite in Europa (Indagine EuroGeoSurveys). Le frane sono estremamente diffuse a causa delle caratteristiche geologiche e morfologiche del territorio italiano, che è per il 75% montano-collinare.
L’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia ha l’obiettivo di identificare e perimetrare le frane sul territorio italiano secondo modalità standardizzate e condivise. La banca dati è costituita da una cartografia informatizzata a scala 1:10.000 e da un database alfanumerico che si basa sulla “Scheda Frane IFFI”, articolata su tre livelli di approfondimento progressivo. Ogni frana è univocamente identificata sull’intero territorio nazionale attraverso un codice identificativo (ID-Frana).
Scopo: 
Fornire un quadro completo e omogeneo della distribuzione dei fenomeni franosi sul territorio nazionale. L’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia rappresenta un utile strumento conoscitivo di base per la valutazione della pericolosità da frana, per la pianificazione territoriale e per la programmazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Delibera del Comitato dei Ministri per i servizi Tecnici e gli interventi nel settore della difesa del suolo (17/01/1997); D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”; L. 132 del 28 giugno 2016 “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Realizzazione della Carta inventario dei fenomeni franosi in Italia (Delibera del Comitato dei Ministri per i servizi Tecnici e gli interventi nel settore della difesa del suolo - 17/01/1997).
Raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati in materia di difesa del suolo e di dissesto idrogeologico riferita all'intero territorio nazionale (art. 55 del D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”).
Aggiornamento dell'Inventario dei fenomeni franosi in Italia (art. 6 comma 1 lettera g della L. 132/2016).
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Trigila A. (ed) (2007) Rapporto sulle frane in Italia - Il Progetto IFFI: metodologia, risultati e rapporti regionali (Rapporti APAT 78/2007)
Trigila A., Iadanza C. (2008) Landslides in Italy – Special report 2008 (Rapporti ISPRA 83, 2008)
Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B., Barbano A. (2015) Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. (Rapporti ISPRA, 233/2015)
Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B. (2018) Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. Edizione 2018 (Rapporti ISPRA, 287/2018)
http://www.progettoiffi.isprambiente.it
Limitazioni: 
Non compilato
Ulteriori azioni: 
Rifinanziamento del Progetto IFFI per l'aggiornamento e l'integrazione della banca dati nazionale.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Progetto IFFI-Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia-ISPRA http://www.progettoiffi.isprambiente.it
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Province Autonome
Regioni
Unità di misura dell'indicatore: 
Chilometro quadro (km2)
Numero (n.)
Numero per chilometro quadro (n./km2)
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è stato ottenuto mediante analisi statistiche ed elaborazioni GIS. I dati sono rappresentati con diversi indici: numero di frane, area interessata da fenomeni franosi, densità di frane (numero di frane per chilometro quadrato), indice di franosità (superficie interessata da frane/superficie totale), distribuzione percentuale delle tipologie di movimento.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
1116-2017
Descrizione della qualità dell'informazione: 
I dati sono raccolti, archiviati ed elaborati,su tutto il territorio nazionale, attraverso l’uso di una metodologia standardizzata che si basa sull'utilizzo di più tecniche di acquisizione (aerofotointerpretazione, rilievi di campagna, monitoraggio strumentale) e di diverse fonti di informazione. I dati vengono, poi, sottoposti a più processi di validazione.
L'indicatore risponde pienamente alla domanda di informazione riguardante il numero, la distribuzione dei fenomeni franosi e le principali tipologie di movimento. E’ semplice, facile da interpretare e risulta comparabile nel tempo e nello spazio. Inoltre, fornisce un importante supporto ai processi decisionali per definire le strategie di mitigazione del rischio da frana e le priorità di intervento.
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Stato e trend: 
Non definibileLa copertura temporale dell’Inventario è 1116-2017, periodo che intercorre tra la frana più antica e quella più recente contenute nell’Inventario.Tuttavia non si dispone di una serie temporale significativa di parametri per un numero sufficiente di frane, in quanto la data di attivazione della frana, che permetterebbe di valutare eventuali trend, è disponibile per un numero molto ridotto di frane dell’Inventario (meno del 4%).
Commenti: 
Le frane censite nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia sono 620.808 (periodo di riferimento 1116-2017) e interessano un’area di circa 23.700 km2, pari al 7,9% del territorio nazionale. Un quadro sulla distribuzione delle frane in Italia può essere ricavato dall’indice di franosità, dato dal rapporto tra l’area in frana e l’area totale, calcolato su una maglia di lato 1 km (Figura 1) e su base comunale (Figura 2).
I dati sono aggiornati al 2017 per la Regione Umbria; al 2016 per Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Sicilia, Valle d'Aosta e per la Provincia autonoma di Bolzano; al 2015 per la Toscana; al 2014 per la Basilicata e la Lombardia. Per le restanti regioni i dati sono aggiornati al 2007.
L’indice di franosità montano-collinare (Tabella 1), che esprime l’incidenza della franosità sul territorio regionale potenzialmente interessato da fenomeni franosi, è stato calcolato utilizzando, oltre all’area in frana, il Modello orografico d’Italia semplificato (Rapporto sulle frane in Italia, Rapporti APAT 78/2007).
Le tipologie di movimento più frequenti, classificate in base al tipo di movimento prevalente, sono gli scivolamenti rotazionali/traslativi (31,91%), i colamenti rapidi (14,95%), i colamenti lenti (12,73%), i movimenti di tipo complesso (9,53%) e le aree soggette a crolli/ribaltamenti diffusi (8,94%) (Figura 3).
Gran parte dei fenomeni franosi presentano delle riattivazioni nel tempo; spesso a periodi di quiescenza di durata pluriennale o plurisecolare si alternano, in occasione di eventi pluviometrici intensi, periodi di rimobilizzazione. I fenomeni di neoformazione sono più frequenti nelle tipologie di movimento a cinematismo rapido, quali crolli o colate di fango e detrito. Le precipitazioni brevi ed intense e quelle persistenti sono i fattori più importanti per l’innesco dei fenomeni di instabilità. I fattori antropici assumono un ruolo sempre più determinante tra le cause predisponenti, con azioni sia dirette, quali tagli stradali, scavi, sovraccarichi dovuti ad edifici o rilevati stradali o ferroviari, che indirette quali ad esempio la mancata manutenzione del territorio e delle opere di difesa del suolo.
L’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia è consultabile su Internet dal 2005, mediante un sistema WebGIS dedicato, che consente di visualizzare, oltre alla cartografia delle frane, anche documenti, foto e filmati. Dal 2006 è disponibile anche il Servizio WMS (Web Map Service) conforme agli standard OGC e alla Direttiva INSPIRE sulla interoperabilità e condivisione dei dati.
La Figura 4 riporta l’incremento nel tempo del numero di frane contenute nella banca dati dell’Inventario IFFI. L'incremento è legato principalmente all’attività di raccolta, archiviazione e integrazione delle informazioni sulle frane e solo in parte ai dati sui fenomeni franosi verificatesi nel corso di ciascun anno. Il Progetto IFFI è stato attuato mediante convenzioni tra il Servizio Geologico d’Italia e le Regioni/Province autonome nel periodo 2001-2005, tra APAT e Regioni/Province autonome nel periodo 2005-2008. Dal 2008 sono stati inseriti in banca dati, ove disponibili, gli aggiornamenti trasmessi dalle Regioni/Province autonome.


  • Titolo: Tabella1: Parametri principali - Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Progetto IFFI)
    Fonte: ISPRA

    Note: * I dati sono aggiornati al 2017 per la regione Umbria; al 2016 per le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Sicilia, Valle d'Aosta e per la Provincia autonoma di Bolzano; al 2015 per la Regione Toscana; al 2014 per la Regione Basilicata e Lombardia. Per le restanti Regioni i dati sono aggiornati al 2007. ** L'indice di franosità esprime il rapporto tra l'area in frana e l'area totale.
    Regione / Provincia autonoma * Numero dei fenomeni franosi Densità dei fenomeni franosi Area interessata da fenomeni franosi Indice di Franosità ** Indice di Franosità su territorio montano-collinare
    n. n./100 km2 km2 % %
    Piemonte 36,789 145 2,410 9.5 12.8
    Valle d`Aosta 5,812 178 607 18.6 18.6
    Lombardia 142,004 595 3,876 16.2 34.1
    Bolzano-Bozen *** 7,194 97 626 8.5 8.6
    Trento 9,385 151 888 14.3 14.6
    Veneto 9,476 51 233 1.3 3.2
    Friuli Venezia Giulia 5,792 74 526 6.7 11.8
    Liguria 13,475 249 536 9.9 10.1
    Emilia Romagna 79,893 356 2,738 12.2 24.4
    Toscana 115,626 503 2,541 11.1 13.1
    Umbria 34,577 409 654 7.7 8.7
    Marche 39,833 424 1,723 18.3 19.9
    Lazio 10,548 61 400 2.3 2.9
    Abruzzo 8,493 78 1,242 11.5 11.9
    Molise 23,940 537 624 14.0 14.8
    Campania 23,430 171 977 7.1 8.8
    Puglia 843 4 84 0.4 1.0
    Basilicata 17,675 175 774 7.7 8.2
    Calabria **** 10,100 66 885 5.8 6.4
    Sicilia 24,400 94 1,238 4.8 5.5
    Sardegna 1,523 6 186 0.8 0.9
    ITALIA 620,808 206 23,768 7.9 10.6
    Fonte: ISPRA
    Note:
    * I dati sono aggiornati al 2017 per la Regione Umbria; al 2016 per le regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Sicilia, Valle d'Aosta e per la Provincia autonoma di Bolzano; al 2015 per la regione Toscana; al 2014 per le regioni Basilicata e Lombardia. Per le restanti regioni i dati sono aggiornati al 2007.
    ** L'indice di franosità esprime il rapporto tra l'area in frana e l'area totale.
    *** La Provincia autonoma di Bolzano ha censito nell’inventario solo le aree soggette a crolli o a frane superficiali diffuse la cui area di influenza insiste su aree abitate o su infrastrutture di rilevanza comunale o attivitá turistiche strategiche.
    **** I dati relativi alla Calabria risultano sottostimati rispetto alla reale situazione di dissesto poiché, a oggi, la Regione Calabria - Autorità di Bacino Regionale ha effettuato l’attività di censimento dei fenomeni franosi prevalentemente nelle aree in cui sorgono centri abitati o interessate dalle principali infrastrutture lineari di comunicazione.
  • Titolo: Figura 1: Indice di franosità sul territorio nazionale (%)
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Indice di franosità sul territorio nazionale (%)
  • Titolo: Figura 2: Indice di franosità su base comunale (%)
    Fonte: ISPRA

    Figura 2: Indice di franosità su base comunale (%)
  • Titolo: Figura 3: Distribuzione percentuale delle tipologie di movimento
    Fonte: ISPRA

    Figura 3: Distribuzione percentuale delle tipologie di movimento
  • Titolo: Figura 4: Numero di frane contenute nella banca dati dell’Inventario nel periodo 2001-2017
    Fonte: ISPRA

    Figura 4: Numero di frane contenute nella banca dati dell’Inventario nel periodo 2001-2017