SITI CONTAMINATI DI INTERESSE NAZIONALE - Edizione 2018

Abstract: 
Figura 1: Localizzazione e classi di superficie totale dei Siti di Interesse Nazionale
L’indicatore fornisce le informazioni principali sui 41 siti contaminati d’interesse nazionale (SIN). La superficie complessiva a terra dei SIN è pari a 171.268 ha e rappresenta lo 0,57% della superficie del territorio italiano. L’estensione complessiva delle aree a mare ricomprese nei SIN è pari a 77.733 ha. La problematica complessivamente interessa, ad eccezione del Molise, tutte le Regioni italiane. In termini di avanzamento complessivo delle procedure a terra per 35 SIN (ad eccezione di 4 SIN con contaminazione prevalente da amianto e dei SIN Bacino del Fiume Sacco e Officina Grande Riparazione ETR di Bologna), si osserva che la caratterizzazione è stata eseguita ad oggi in oltre il 60% della superficie sia per i suoli che per le acque sotterranee, gli interventi di bonifica/messa in sicurezza sono stati approvati con decreto in più del 12% delle superfici (17% nel caso delle acque sotterranee) e il procedimento si è concluso nel 15% della superficie complessiva per i suoli e nel 12% per le acque sotterranee.
Descrizione: 
L’indicatore fornisce le informazioni principali sui Siti contaminati d’Interesse Nazionale (SIN): il numero, l’ubicazione, i riferimenti normativi di individuazione e perimetrazione, la superficie e lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica. I Siti d’Interesse Nazionale, ai fini della bonifica, sono individuabili in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell’impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali (Art. 252, comma 1 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.).
I Siti d’Interesse Nazionale sono stati individuati con norme di varia natura e di regola perimetrati mediante decreto del MATTM, d’intesa con le Regioni interessate. La procedura di bonifica dei SIN è attribuita alla competenza del MATTM. L’art. 36-bis della Legge 07 agosto 2012 n. 134 ha apportato delle modiche ai criteri di individuazione dei SIN (art. 252 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.). Sulla base di tali criteri è stata effettuata una ricognizione dei 57 siti classificati di interesse nazionale e, con il D.M. 11 gennaio 2013, il numero dei SIN è stato ridotto a 39. La competenza amministrativa sui 18 siti che non soddisfano i nuovi criteri è passata alle rispettive Regioni.
La sentenza del TAR Lazio n. 7586/2014 del 17.07.2014 ha determinato il reinserimento dell’area del territorio del Bacino del Fiume Sacco tra i Siti di Interesse Nazionale, pertanto la titolarità dei relativi procedimenti di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica è stata nuovamente attribuita al MATTM. A fine 2016 le procedure di consultazione sono terminate ed è stata pubblicata la perimetrazione del SIN.
La legge n. 205 del 27.12.2017 ha individuato il SIN Officina Grande Riparazione ETR di Bologna.
Ad oggi il numero complessivo dei SIN è di 41.
La perimetrazione dei SIN, può variare nel tempo incrementando o riducendo le superfici coinvolte. Ciò può avvenire sulla base di nuove informazioni sulla contaminazione potenziale e/o accertata di nuove aree o sulla base di una più accurata definizione delle zone interessate dalle potenziali sorgenti di contaminazione che in alcuni casi può determinare una riduzione delle superfici incluse nel SIN. Nel 2017, sono stati pubblicati decreti di riperimetrazione per diversi SIN (Venezia (Porto Marghera), Caffaro di Torviscosa (già Laguna di Grado e Marano) e Crotone Cassano e Cerchiara). In particolare il DM del 31/03/2017 non è relativo esclusivamente ad una riperimetrazione ma anche ad una modifica della denominazione del SIN (da Laguna di Grado e Marano a Caffaro di Torviscosa). Per quel che riguarda il SIN di Crotone Cassano e Cerchiara sono state incluse nel perimetro del SIN alcune aree interessate dalla presenza di conglomerato idraulico catalizzato (CIC).
Lo stato di avanzamento delle procedure di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica è stato distinto per suolo e acque sotterranee ed è rappresentato in tre fasi: piano di caratterizzazione eseguito, progetto di messa in sicurezza/bonifica approvato con decreto, procedimento concluso (aree risultate non contaminate a seguito delle indagini di caratterizzazione (C<CSC – Concentrazione Soglia di Contaminazione) o dell’analisi di rischio sito specifica (C<CSR – Concentrazione Soglia di Rischio), aree con messa in sicurezza operativa o permanente conclusa, aree con certificazione di avvenuta bonifica).
Scopo: 
Fornire le informazioni sulle caratteristiche dei SIN e lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e messa in sicurezza-bonifica del suolo e delle acque sotterranee nei siti contaminati riconosciuti d’interesse nazionale.
Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
La gestione dei siti contaminati è regolamentata, in Italia, dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i. (Parte IV, Titolo V). Il D.Lgs. 152/06 e s.m.i. individua l’analisi di rischio come strumento chiave per la definizione di sito contaminato e per la relativa gestione. La procedura di valutazione dei siti contaminati si articola in due step:
• a valle delle indagini preliminari il confronto con i valori di screening tabellari (CSC) stabiliti per le matrici suolo e acque sotterranee identifica i siti potenzialmente contaminati (C>CSC);
• successivamente, a valle della caratterizzazione di dettaglio e dell’analisi di rischio sito specifica che stabilisce nuovi valori soglia specifici (CSR), il sito può essere dichiarato contaminato (C>CSR) o non contaminato (C<CSR).
Per la gestione dei siti accertati come contaminati sono previsti dalla normativa interventi di:
• messa in sicurezza operativa: interventi eseguiti in un sito con attività in esercizio atti a garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e per l'ambiente, in attesa di ulteriori interventi di messa in sicurezza permanente o bonifica da realizzarsi alla cessazione dell'attività; comprende inoltre gli interventi di contenimento della contaminazione da mettere in atto in via transitoria fino all'esecuzione della bonifica o della messa in sicurezza permanente, al fine di evitare la diffusione della contaminazione all'interno della stessa matrice o tra matrici differenti;
• messa in sicurezza permanente: interventi atti a isolare in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto alle matrici ambientali circostanti e a garantire un elevato e definitivo livello di sicurezza per le persone e per l'ambiente; in tali casi devono essere previsti piani di monitoraggio e controllo e limitazioni d'uso rispetto alle previsioni degli strumenti urbanistici;
• bonifica: interventi atti ad eliminare le fonti di inquinamento e le sostanze inquinanti o a ridurre le concentrazioni delle stesse presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee ad un livello uguale o inferiore ai valori delle concentrazioni soglia di rischio (CSR).
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa vigente non prevede il raggiungimento di specifici obiettivi gestionali dei siti contaminati (ad esempio il completamento dell’identificazione dei siti contaminati sul territorio nazionale/regionale entro un determinato limite temporale e/o risanamento di una percentuale dei siti contaminati entro un determinato limite temporale).
DPSIR: 
Risposta
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Non compilato
Limitazioni: 
L’indicatore, pur rappresentando le aree contaminate di maggior interesse ambientale ed economico, non fornisce un quadro esaustivo della contaminazione e dello stato di avanzamento delle bonifiche in Italia.
Ulteriori azioni: 
Elaborazione di informazioni relative alla tipologia delle sorgenti di contaminazione e al tipo e grado di contaminazione delle matrici suolo e acque sotterranee.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
http://www.bonifiche.minambiente.it/page_iter.html
www.istat.it/it/archivio/124086
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)
Unità di misura dell'indicatore: 
Ettaro (ha)
Numero (n.)
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Lo stato di avanzamento è riferito esclusivamente alle aree a terra ed è generalmente espresso in termini percentuali di superficie rispetto alla superficie perimetrata a terra del SIN.
Core set: 
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella
Copertura spaziale: 
Nazionale; Regionale
Copertura temporale: 
Dati aggiornati al 31/12/2017
Descrizione della qualità dell'informazione: 
In molti siti le procedure sono state avviate sin dal 1998, ma la comparabilità temporale dei dati risente non solo della variazione negli anni del numero dei siti (dai 13 nel 1998 ai 57 di fine 2008 fino agli attuali 41) ma anche dell’estensione degli stessi (negli anni diversi SIN sono stati oggetto di riperimetrazione, nel 2017 sono stati pubblicati decreti di riperimetrazione per 3 SIN: Venezia (Porto Marghera), Caffaro di Torviscosa (già Laguna di Grado e Marano) e Crotone Cassano e Cerchiara).
La comparabilità spaziale, invece, è elevata perché i siti di interesse nazionale sono distribuiti su tutto il territorio nazionale e sono gestiti, dal punto di vista amministrativo, a livello centrale dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare garantendo uguali modalità operative. In termini di accuratezza e rilevanza, l’indicatore si ritiene più che sufficientemente adeguato.
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Stato e trend: 
Non definibileLo stato di avanzamento dei procedimenti, laddove disponibile ovvero su 38 dei 41 SIN, mette in evidenza alcuni aspetti. La caratterizzazione risulta eseguita per il 100% della superficie considerata sul 38% dei SIN (Tabella 2). Circa il 15% di SIN ha oltre il 50% delle aree considerate con progetto di messa in sicurezza/bonifica approvato con decreto. Viceversa, per quel che riguarda le aree con procedimento concluso, queste costituiscono percentuali marginali della maggior parte dei SIN; solo in un SIN per i suoli e in tre per le acque sotterranee, le aree con procedimento concluso superano il 50% della superficie considerata. L’analisi del trend non è significativa a causa del limitato intervallo temporale trascorso dal precedente aggiornamento (maggio 2017).
Commenti: 
Nelle tabelle è riportato l’elenco dei 41 Siti di Interesse Nazionale suddivisi per Regione/Provincia Autonoma di appartenenza, i riferimenti normativi di individuazione e perimetrazione, l’estensione (in ettari) delle superfici, divise in mare e terra per i siti in cui la perimetrazione comprenda anche aree marine e lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica per il suolo e le acque sotterranee. Lo stato di avanzamento degli interventi di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica del suolo e delle acque sotterranee è rappresentato, secondo tre fasi: piano di caratterizzazione eseguito, progetto di messa in sicurezza/bonifica approvato con decreto, procedimento concluso (aree risultate non contaminate a seguito delle indagini di caratterizzazione (C<CSC) o dell’analisi di rischio sito specifica (C<CSR), aree con messa in sicurezza operativa o permanente conclusa, aree con certificazione di avvenuta bonifica).
L’avanzamento è riferito esclusivamente alle aree a terra ed è generalmente espresso in termini percentuali di superficie rispetto alla superficie perimetrata del SIN a terra.
In figura 1 è riportata la localizzazione dei 41 Siti di Interesse Nazionale suddivisi per classe di superficie totale (estensione a terra + estensione a mare dove presente). Per il SIN Officina Grande Riparazione ETR di Bologna, recentemente individuato, non è attualmente disponibile il dato relativo all’estensione. Per il SIN Bacino del Fiume Sacco, non è attualmente disponibile il dato relativo allo stato di avanzamento delle procedure. L’identificativo numerico dei SIN riportato in figura è lo stesso utilizzato nelle due tabelle e rappresenta l’ordine di individuazione dei SIN. I numeri non riportati in tabella sono riferiti ai 17 siti la cui competenza amministrativa è passata alle rispettive Regioni con DM 11 gennaio 2013. Più della metà (21) dei SIN ricade in Lombardia (5), Piemonte (4), Toscana (4), Puglia (4) e Sicilia (4). In termini di estensione complessiva dei SIN le Regioni che presentano le maggiori superfici complessive perimetrate (terra+mare) sono Piemonte (circa 90.000 ha), Sardegna (circa 56.800 ha), Sicilia (circa 24.400 ha), Puglia (circa 24.000 ha) e Liguria (circa 22.500 ha). La superficie complessiva a terra dei SIN rappresenta lo 0,57% della superficie del territorio italiano. A livello regionale, in due soli casi (Liguria con il 4,1% e Piemonte con il 3,5%) la superficie a terra dei SIN è superiore all’1% del territorio regionale.
Le figure 2 e 3 descrivono, rispettivamente per il suolo e le acque sotterranee, l’avanzamento delle procedure riferito alla somma delle estensioni a terra dei SIN per le quali sono disponibili dati relativi all’avanzamento. Sono pertanto esclusi i SIN Officina Grande Riparazione ETR di Bologna e Bacino del Fiume Sacco. Sono esclusi dalla rappresentazione anche i SIN di Balangero, Casale Monferrato, Emarese e Biancavilla per la specificità della contaminazione prevalente (amianto, materiali contenenti amianto, fluoroedenite) e della tipologia di interventi che riguardano la messa in sicurezza di tali materiali. Gli “n.a.”, sia per i suoli che per le acque sotterranee, ammontano a poco più del 50% dell’estensione totale, tengono conto delle aree ricomprese nel perimetro di alcuni SIN che non sono state considerate ai fini della valutazione dello stato di avanzamento (ad esempio le aree minerarie nel Sulcis-Iglesiente Guspinese, le aree esterne allo stabilimento per il SIN di Pieve Vergonte, le aree fluviali e lacuali per il SIN di Laghi di Mantova, …). Dall’analisi complessiva emerge un quadro analogo per suoli e acque sotterranee ovvero caratterizzazione eseguita in oltre il 60% della superficie, bonifica/MIS approvata con decreto in più del 12% (17% nel caso delle acque sotterranee) e procedimento concluso nel 15% della superficie complessiva per i suoli, 12% nel caso delle acque sotterranee.
  • Titolo: Tabella 1: Siti di Interesse Nazionale - Riferimenti normativi ed estensione
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Gazzetta Ufficiale, MATTM e ISTAT
    Legenda: a - l'identitifcativo numerico rappresenta l'ordine di individuazione dei SIN. I numeri non riportati in tabella sono riferiti ai 17 siti la cui competenza amministrativa è passata alle rispettive Regioni con DM 11 gennaio 2013. Il numero è utilizzato in Figura 1 per identificare i 41 SIN b - dati ISTAT, aggiornamento 2011. Il totale rappresenta l'estensione complessiva del territorio nazionale
    Tabella 1: Siti di Interesse Nazionale - Riferimenti normativi ed estensione
    Regione/ Provincia autonoma Identificativo Sitoa Denominazione Sito Riferimento normativo di individuazione Riferimento normativo di perimetrazione Estensione Superficie Regione/ Provincia autonoma (ha)b
    Mare Terra
    (ha)
    Piemonte 11 Casal Monferrato L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 43 del 22/02/2000) - 73,895 2,538,707
    14 Balangero L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 41 del 19/02/2000) - 314
    15 Pieve Vergonte L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 46 del 25/02/2000) - 15,687
    45 Serravalle Scrivia L. 179/2002 D.M. 07/02/2003 (G.U. 86 del 12/04/2003) - 74
    Valle d’Aosta 38 Emarese D.M. 468/2001 D.M. 26/11/2002 (G.U. 20 del 25/01/2003)D.M. 06/10/2006 (G.U. 20 del 25/01/2007) D.M. 20/06/2016 (G.U. 162 del 13/07/2016) - 23 326,090
    Lombardia 16 Sesto San Giovanni L. 388/2000 D.M. 31/08/2001 (G.U. 250 del 26/10/2001) - 255 2,386,365
    18 Pioltello – Rodano L. 388/2000 D.M. 31/08/2001 (G.U. 252 del 29/10/2001) - 85
    42 Brescia – Caffaro L. 179/2002 D.M. 24/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003) - 262
    46 Laghi di Mantova e Polo chimico L. 179/2002 D.M. 07/02/2003 (G.U. 86 del 12/04/2003) - 1,027
    43 Broni L. 179/2002 D.M. 26/11/2002 (G.U. 23 del 29/01/2003) - 14
    Trento 41 Trento nord D.M. 468/2001 D.M. 08/07/2002 (G.U. 232 del 03/10/2002) - 24 620,712
    Veneto 1 Venezia (Porto Marghera) L. 426/1998 D.M. 23/02/2000 (G.U. 52 del 03/03/2000) D.M. 24/04/2013 (G.U. 111 del 14/05/2013)D.M. 22/12/2016 (G.U. 28 del 03/02/2017) - 1,618 1,840,742
    Friuli Venezia Giulia 24 Trieste D.M. 468/2001 D.M. 24/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003) 1,196 506 786,230
    25 Caffaro di Torviscosa (già Laguna di Grado e Marano) D.M. 468/2001 D.M. 24/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003)D.M. 12/12/2012 (G.U.2 del 03/01/2013)D.M. 31/03/2017 (G.U. 110 del 13/05/2017) - 201
    Liguria 8 Cengio e Saliceto L. 426/1998 D.M. 20/10/1999 (G.U. 303 del 28/12/1999) - 22,249 541,621
    27 Cogoleto - Stoppani D.M. 468/2001 D.M. 08/07/2002 (G.U. 230 del 01/10/2002) 167 45
    Emilia Romagna 23 Fidenza D.M. 468/2001 D.M. 16/10/2002 (G.U. 286 del 06/12/2002) - 25 2,245,278
    58 Officina Grande Riparazione ETR Bologna L. 205/2017 - nd
    Toscana 9 Piombino L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 46 del 25/02/2000)D.M. 07/04/2006 (G.U. 147 del 27/06/2006) 2,117 931 2,298,704
    10 Massa e Carrara L. 426/1998 D.M. 21/12/1999 (G.U. 25 del 01/02/2000)D.M. 29/10/2013 (G.U. 274 del 22/11/2013) - 116
    36 Livorno D.M. 468/2001 D.M. 24/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003)D.M. 22/05/2014 (G.U. 163 del 16/07/2014) 577 206
    47 Orbetello Area ex-Sitoco L. 179/2002 D.M. 02/12/2002 (G.U. 72 del 27/03/2003)D.M. 26/11/2007 (G.U. 46 del 23/02/2008)O.P.C.M. 3841 del 19/01/2010 (G.U. 20 del 26/01/2010) 2,645 204
    Umbria 37 Terni - Papigno D.M. 468/2001 D.M. 08/07/2002 (G.U. 234 del 05/10/2002) - 655 846,433
    Marche 44 Falconara Marittima L. 179/2002 D.M. 26/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003) 1,165 108 940,138
    Lazio 51 Bacino del Fiume Sacco L. 248/2005 D.M. 31/01/2008 (G.U. 100 del 29/04/2008)D.M. 22/11/2016 (G.U. 293 del 16/12/2016) - 7,235 1,723,229
    Abruzzo 56 Bussi sul Tirino D.M. 28/05/2008 D.M. 29/05/2008 (G.U. 172 del 24/07/2008)D.M. 10/08/2016 (G.U. 204 del 01/09/2016) - 232 1,083,184
    Campania 2 Napoli Orientale L. 426/1998 O. C. 29/12/1999 (G.U. 56 del 08/03/2000) 1,433 834 1,367,095
    17 Napoli Bagnoli – Coroglio L. 388/2000 D.M. 31/08/2001 (G.U. 250 del 26/10/2001)D.M. 08/08/2014 (G.U. 195 del 23/08/2014) 1,453 249
    Puglia 5 Manfredonia L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 47 del 26/02/2000) 855 303 1,954,090
    6 Brindisi L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 43 del 22/02/2000) 5,597 5,851
    7 Taranto L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 45 del 24/02/2000) 7,006 4,383
    33 Bari - Fibronit D.M. 468/2001 D.M. 08/07/2002 (G.U. 230 del 01/10/2002) - 15
    Basilicata 20 Tito D.M. 468/2001 D.M. 08/07/2002 (G.U. 231 del 02/10/2002) - 315 1,007,332
    50 Aree industriali della Val Basento L. 179/2002 D.M. 26/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003) - 3,330
    Calabria 21 Crotone – Cassano – Cerchiara D.M. 468/2001 D.M. 26/11/2002 (G.U. 17 del 22/01/2003)D.M. 09/11/2017 (G.U. 281 del 01/12/2017) 1,448 884 1,522,190
    Sicilia 3 Gela L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 44 del 23/02/2000) 4,583 795 2,583,239
    4 Priolo L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 44 del 23/02/2000)D.M. 10/03/2006 (G.U. 113 del 17/05/2006) 10,129 5,814
    35 Biancavilla D.M. 468/2001 D.M. 18/07/2002 (G.U. 231 del 02/10/2002) - 330
    53 Milazzo L. 266/2005 D.M. 11/08/2006 (G.U. 256 del 03/11/2006) 2,198 549
    Sardegna 34 Sulcis – Iglesiente – Guspinese D.M. 468/2001 D.M. 12/03/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003)Deliberazione Giunta Regione Sardegna n. 27/13 del 01/06/2011 (BURAS 05/07/2011)D.M. 28/10/2016 (G.U. 267 del 15/11/2016) 32,416 19,751 2,410,002
    49 Aree industriali di Porto Torres L. 179/2002 D.M. 07/02/2003 (G.U. 94 del 23/04/2003)D.M. 03/08/2005 (G.U. 219 del 20/09/2005)D.M. 21/07/2016 (G.U. 191 del 17/08/2016) 2,748 1,874
    Totale 77,733 171,268 30,207,280
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Gazzetta Ufficiale, MATTM e ISTAT
    Legenda: 
    a - l'identitifcativo numerico rappresenta l'ordine di individuazione dei SIN. I numeri non riportati in tabella sono riferiti ai 17 siti la cui competenza amministrativa è passata alle rispettive Regioni con DM 11 gennaio 2013. Il numero è utilizzato in Figura 1 per identificare i 41 SIN
    b - dati ISTAT, aggiornamento 2011. Il totale rappresenta l'estensione complessiva del territorio nazionale
  • Titolo: Tabella 2: Stato di avanzamento degli interventi di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica del suolo e delle acque sotterranee nei Siti di Interesse Nazionale
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati MATTM
    Legenda: a - l'identificativo numerico rappresenta l'ordine di individuazione dei SIN. I numeri non riportati in tabella sono riferiti ai 17 siti la cui competenza amministrativa è passata alle rispettive Regioni con DM 11 gennaio 2013. Il numero è utilizzato in Figura 1 per identificare i 41 SIN 1 - per le caratteristiche della contaminazione in questi SIN le attività sono relative principalmente alla caratterizzazione e messa in sicurezza di amianto, fluoroedenite e/o materiali contenenti amianto (MCA) 2 - lo stato di avanzamento non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma solo a quella dello stabilimento (42 ha) 3 - per il SIN Brescia-Caffaro sono state individuate due differenti perimetrazioni per suolo e falda rispettivamente pari a 262 ha e 2109 ha. Gli stati di avanzamento sono riferiti ciascuno alla estensione della matrice interessata. L'estensione del SIN riportata, invece, è quella relativa al suolo. 4 - lo stato di avanzamento è riferito all'estensione del SIN a meno delle aree fluviali e lacuali e quindi ad un'estensione di 618 ha 5 - lo stato di avanzamento non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma solo a quella dello stabilimento (77 ha) 6 - lo stato di avanzamento non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma a 216 ha 7 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma solo a quella delle aree ricomprese nel Comune di Crotone (543 ha) 8 - lo stato di avanzamento non è riferito all'estensione dell'intero SIN costituito di aree minerarie e aree industriali, ma solo a quella delle aree industriali (10639 ha) *percentuale riferita agli interventi di MISE per le aree in cui è stata riscontrata presenza di fluoroedenite e potenziali sorgenti di contaminazione nel SIN. La percentuale potrebbe variare in caso dovessero essere riscontrate ulteriori potenziali sorgenti di contaminazione ad oggi non evidenziate na - non applicabile. Approvato il progetto definitivo di bonifica, relativo all'intero SIN, per tipologia di amianto (coperture e polverino). Il sito è incluso in un censimento soggetto ad aggiornamenti periodici nd - dato non disponibile
    Tabella 2. Stato di avanzamento degli interventi di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica del suolo e delle acque sotterranee nei Siti di Interesse Nazionale (SIN)
    Regione/ Provincia autonoma Identificativo Sitoa Denominazione Sito Estensione Stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica nei SIN
    Suolo Acque sotterranee
    Mare Terra Piano di caratterizzazione eseguito Progetto di bonifica/messa in sicurezza approvato con decreto Procedimento concluso Piano di caratterizzazione eseguito Progetto di bonifica/messa in sicurezza approvato con decreto Procedimento concluso
    (ha)
    Piemonte 11 Casal Monferrato1 - 73,895 na na na na na na
    14 Balangero1 - 314 100% 5% 0% 100% 100% 0%
    15 Pieve Vergonte2 - 15,687 100% 100% 0% 100% 100% 0%
    45 Serravalle Scrivia - 74 19% 9% 0% 19% 9% 0%
    Valle d’Aosta 38 Emarese1 - 23 68% 68% 0% 68% 0% 68%
    Lombardia 16 Sesto San Giovanni - 255 100% 44% 30% 100% 100% 0%
    18 Pioltello – Rodano - 85 98% 33% 13% 98% 0% 0%
    42 Brescia – Caffaro3 - 262 31% 16% 1% 8% 0% 0%
    46 Laghi di Mantova e Polo chimico4 - 1,027 60% 3% 3% 60% 14% 1%
    43 Broni - 14 71% 70% 1% 70% 0% 70%
    Trento 41 Trento nord - 24 90% 46% 0% 90% 46% 0%
    Veneto 1 Venezia (Porto Marghera) - 1,618 94% 65% 15% 94% 66% 11%
    Friuli Venezia Giulia 24 Trieste 1,196 506 80% 25% 9% 80% 5% 7%
    25 Caffaro di Torviscosa (già Laguna di Grado e Marano) - 201 100% 5% 1% 100% 4% 1%
    Liguria 8 Cengio e Saliceto5 - 22,249 100% 100% 0% 100% 100% 0%
    27 Cogoleto - Stoppani 167 45 100% 22% 0% 100% 22% 0%
    Emilia Romagna 23 Fidenza - 25 100% 91% 10% 100% 91% 10%
    58 Officina Grande Riparazione ETR di Bologna - nd nd nd nd nd nd nd
    Toscana 9 Piombino 2,117 931 100% 13% 45% 100% 2% 4%
    10 Massa e Carrara - 116 100% 25% 5% 100% 15% 2%
    36 Livorno 577 206 100% 0% 0% 100% 0% 0%
    47 Orbetello Area ex-Sitoco 2,645 204 31% 0% 0% 31% 20% 0%
    Umbria 37 Terni - Papigno - 655 94% 1% 28% 94% 0% 2%
    Marche 44 Falconara Marittima 1,165 108 90% 3% 0% 90% 66% 1%
    Lazio 51 Bacino del Fiume Sacco - 7,235 nd nd nd nd nd nd
    Abruzzo 56 Bussi sul Tirino - 232 61% 0% 1% 61% 0% 0%
    Campania 2 Napoli Orientale 1,433 834 56% 13% 6% 56% 3% 3%
    17 Napoli Bagnoli – Coroglio 1,453 249 97% 94% 0% 97% 97% 0%
    Puglia 5 Manfredonia6 855 303 100% 19% 18% 100% 78% 0%
    6 Brindisi 5,597 5,851 89% 8% 6% 89% 16% 8%
    7 Taranto 7,006 4,383 46% 8% 8% 46% 8% 7%
    33 Bari - Fibronit - 15 100% 75% 0% 100% 75% 15%
    Basilicata 20 Tito - 315 14% 8% 4% 14% 8% 4%
    50 Aree industriali della Val Basento - 3,330 100% 1% 88% 100% 1% 88%
    Calabria 21 Crotone – Cassano – Cerchiara7 1,448 884 48% 25% 12% 50% 13% 11%
    Sicilia 3 Gela 4,583 795 100% 13% 0% 100% 54% 0%
    4 Priolo 10,129 5,814 48% 13% 8% 48% 18% 8%
    35 Biancavilla1 - 330 100% 100%* 1% 100% 0% 0%
    53 Milazzo 2,198 549 62% 20% 20% 62% 39% 19%
    Sardegna 34 Sulcis – Iglesiente – Guspinese8 32,416 19,751 48% 9% 8% 48% 10% 6%
    49 Aree industriali di Porto Torres 2,748 1,874 71% 8% 12% 72% 65% 2%
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati MATTM
    Legenda:
    a - l'identitifcativo numerico rappresenta l'ordine di individuazione dei SIN. I numeri non riportati in tabella sono riferiti ai 17 siti la cui competenza amministrativa è passata alle rispettive Regioni con DM 11 gennaio 2013. Il numero è utilizzato in Figura 1 per identificare i 41 SIN
    1 - per le caratteristiche della contaminazione in questi SIN le attività sono relative principalmente alla caratterizzazione e messa in sicurezza di amianto, fluoroedenite e/o materiali contenenti amianto (MCA)
    2 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma solo a quella dello stabilimento (42 ha)
    3 - per il SIN Brescia-Caffaro sono state individuate due differenti perimetrazioni per suolo e falda rispettivamente pari a 262 ha e 2109 ha. Gli stati di avanzamento sono riferiti ciascuno alla estensione della matrice interessata. L'estensione del SIN riportata, invece, è quella relativa al suolo
    4 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica è riferito all'estensione del SIN a meno delle aree fluviali e lacuali e quindi ad un'estensione di 618 ha
    5 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma solo a quella dello stabilimento (77 ha)
    6 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma a 216 ha
    7 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma solo a quella delle aree ricomprese nel Comune di Crotone (543 ha)
    8 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica non è riferito all'estensione dell'intero SIN costituito di aree minerarie e aree industriali, ma solo a quella delle aree industriali (10639 ha)
    *percentuale riferita agli interventi di MISE per le aree in cui è stata riscontrata presenza di fluoroedenite e potenziali sorgenti di contaminazione nel SIN. La percentuale potrebbe variare in caso dovessero essere riscontrate ulteriori potenziali sorgenti di contaminazione ad oggi non evidenziate
    na - non applicabile. Approvato il progetto definitivo di bonifica, relativo all'intero SIN, per tipologia di amianto (coperture e polverino). Il sito è incluso in un censimento soggetto ad aggiornamenti periodici
    nd - dato non disponibile
  • Titolo: Figura 1: Localizzazione e classi di superficie totale dei Siti di Interesse Nazionale
    Fonte: ISPRA
    Legenda: L'identificativo numerico dei SIN riportato in figura è lo stesso utilizzato nelle due tabelle e rappresenta l'ordine di individuazione dei SIN. I numeri non riportati nelle tabelle ed in figura sono riferiti ai 17 siti la cui competenza amministrativa è passata alle rispettive Regioni con DM 11 gennaio 2013. Il SIN Officina Grande Riparazione ETR di Bologna, individuato con L.205/2017, al 31/12/2017 non è stato ancora perimetrato
    Figura 1: Localizzazione e classi di superficie totale dei Siti di Interesse Nazionale
  • Titolo: Figura 2: Avanzamento delle procedure di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica sulla superficie totale a terra dei SIN per i suoli
    Fonte: ISPRA

    Note: Sono esclusi dalla rappresentazione i SIN Officina Grande Riparazione ETR di Bologna, Bacino del Fiume Sacco, Balangero, Casale Monferrato, Emarese e Biancavilla. Gli "n.a." rappresentano aree ricomprese nel perimetro dei SIN per le quali non si dispone di informazioni relative allo stato di avanzamento.
    Figura 2: Avanzamento delle procedure di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica sulla superficie totale a terra dei SIN per i suoli
  • Titolo: Figura 3: Avanzamento delle procedure di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica sulla superficie totale a terra dei SIN per le acque sotterranee
    Fonte: ISPRA

    Note: Sono esclusi dalla rappresentazione i SIN Officina Grande Riparazione ETR di Bologna , Bacino del Fiume Sacco, Balangero, Casale Monferrato, Emarese e Biancavilla. Gli "n.a." rappresentano aree ricomprese nel perimetro dei SIN per le quali non si dispone di informazioni relative allo stato di avanzamento.
    Figura 3: Avanzamento delle procedure di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica sulla superficie totale a terra dei SIN per le acque sotterranee